venerdì 4 settembre 2015

Serie TV: Mr. Robot



“Tu mi senti, vero? Tu sapevi. Hai sempre saputo”.

Di questa serie ve ne ho parlato anche nei preferiti di luglio.

Sto scrivendo questa recensione prima di aver visto l'ultima puntata della prima stagione di Mr. Robot, commenterò l'ultima puntata in fondo al post e sicuramente questo "commentone" sarà pieno di spoiler. Se odiate le anticipazioni vi consiglio di fermarvi qui, altrimenti se avete visto la serie proseguite con calma.

E' proprio vero: prima di criticare è meglio guardare tutta la serie.
La prima puntata mi era piaciuta tantissimo ma ero conscia del fatto che proponesse una trama non molto originale. Abbiamo il solito ragazzone apatico che odia la società e si propone come il più valido eroe della storia, punta ad "hackerare" il mondo o quasi (il solito ragazzo? Ma siamo proprio sicuri?).
Quando mai i personaggi femminili vengono approfonditi? 
A grandi linee erano queste le critiche mosse al pilot. In realtà seguendo la serie ho notato che i personaggi femminili vengono approfonditi eccome! Per esempio c'è Darlene. Sembra un personaggio marginale ma credetemi non lo è. Con il passare degli episodi acquisisce sempre più importanza. Per non dire poi che lei è interpretata dalla bellissima Carly Chaikin che avevo intravisto in altri telefilm.
Abbiamo poi Angela, l'amore mica tanto segreto del tormentato protagonista Elliot. Lei comincia a spiccare soltanto negli ultimi episodi ma la sua bella figura nella scena del bacio (chi vuol intendere intenda) la fa. Quel bacio io non l'ho visto come qualcosa di sessuale, semmai come un gesto di amicizia, di conforto quasi. E' una scena davvero molto particolare che si presta a tante interpretazioni.
L'ultima donna che ci tengo a nominare è la moglie di Tyrell, lei è la vera dominatrice nella relazione, lui è il debole. E' un intreccio narrativo alla Macbeth se vogliamo. Tyrell è quel personaggio alla American Psycho che in realtà non è per nulla forte, pur fingendosi un uomo d'affari che picchia i barboni non si avvicina minimamente allo psicopatico creato da Ellis (per la cronaca, detesto Ellis, scrittore più sopravvalutato ever o douchebag del momento?). Perché quello psicopatico è ancora timidamente agli inizi. 
Elliot invece è un simil Donnie Darko. Rami Malek di origini arabe lo interpreta benissimo: drogato, con le occhiaie agli occhi, detesta essere toccato. Devo poi farvi notare che è una cosa bellissima che il protagonista venga interpretato da un attore non originario degli Stati Uniti?


L'esultanza fatta a persona.

Ma c'è un contro senso nella prima puntata, insomma Elliot rompe la quarta parete e parla direttamente allo spettatore con tutte queste critiche contro la società dei social e poi è un hacker della madonna con un fisico scolpito (pur non andando in palestra) e che scopa proprio nella prima puntata? Insomma quelle scene proprio non le ho capite. Avete idea di cosa significhi essere asociali? Vuol dire che il tizio in questione fa fatica ad uscire di casa, figuratevi avere un lavoro! 
Piccoli particolari a parte Elliot è uno dei personaggi più interessanti e il collegamento con Fight Club (grazie anche ai monologhi simili e ridondanti) è inevitabile. 
Io continuo imperterrita a ripetervi che nulla è come sembra e non dovete pensare di aver già capito tutto dalla prima puntata, perché il tempo vi dimostrerà che no effettivamente non avevate capito un tubo.
Direi poi che le puntate più interessanti sono quelle dedicate alle visioni del nostro caro "asociale". Lui non è l'eroe comunque, lui è quello che dev'essere salvato semmai. Un'altro grande passo per l'umanità per quanto mi riguarda.

Poi c'è la fsociety che si impone di cancellare i debiti e in pratica tutti i soldi "virtuali" in circolazione, qualcuno voleva più Fight Club? Eccovelo servito. Non a caso nella nona puntata risuona una cover di Where Is My Mind? in una delle scene finali più belle che piccolo e grande schermo abbiano mai trasmesso. Solo silenzio, un'occhiata e basta.


Elliot schifa parecchio i social ed il cibo.

Se non l'avevate capito io adoro i complotti e i plot twist, che potrebbero essere tranquillamente tradotti in colpi di scena. In questa serie c'è un grandissimo (gigante, enorme) "colpone di scena". Il colpo di scena è così abnorme che si divide in due puntate, più specificamente si spalma sull'ottava e nona puntata. Ma il colpo di scena è anche il fulcro del racconto, il grande sospetto dello spettatore.
Altra trovata geniale: i titoli degli episodi sono scritti in leet (andare qui per capire).
Togliendo il contenuto, che è importantissimo, di cos'altro potreste innamorarvi? Allora la fotografia è spettacolare, la musica è retrò e adattissima ai temi della serie, infine la prima puntata è diretta da Niels Arden Oplev (Uomini che odiano le donne). La serie a parte le critiche negative sul presunto maschilismo che irradia (che ho smentito all'inizio) è stata accolta benissimo e secondo me gli ultimi episodi usciti stanno facendo cambiare idea agli ultimi testardi rimasti. Un successone!
Non è solo la sorpresa dell'estate, sono fermamente convinta che questo telefilm sotto una scorza di "già visto" nasconda temi freschissimi che spesso e malvolentieri non vengono considerati nelle altre serie. Chissà andando avanti con gli anni potrebbe essere considerato un capolavoro. Chi lo sa, Mr. Robot è pieno di sorprese. 
Difatti l'ultima puntata è stata posticipata al 2 settembre dopo la sparatoria avvenuta in Virginia, nella quale hanno perso la vita due giornalisti. E questo perché, a quanto pare, ritenevano che l'ultima puntata somigliasse troppo ai fatti che sono accaduti di recente.
Questo succede solo con le grandi serie, per esempio la puntata finale della terza stagione di Buffy fu posticipata a causa del massacro della Columbine High School. Alcune scene ricordavano troppo quei tragici eventi che, allora, erano appena accaduti.

Commento alla decima e ultima puntata della prima stagione (ovviamente SPOILER): allora le mie aspettative erano altissime e in parte non sono state deluse, più che altro la puntata si è concentrata sulla doppia personalità di Elliot e sul suicidio. 
Come sospettavo Angela sta poi decidendo pian piano di passare al lato oscuro, ovvero di dare tutta sé stessa alla Evil Corp.
E' stata una puntata che per stronzaggine degli sceneggiatori non ha risposto alle domande che tutti si sono posti nella nona puntata, su tutte "ma quell'arma che viene inquadrata nel finale? Verrà usata contro Tyrell?".
La puntata infatti si apre nella solita confusione generale, Tyrell è sparito e Elliot cerca di ricordare ciò che è accaduto negli ultimi tre giorni. L'unica cosa certa è che il piano della fsociety è riuscito: tutti i governi e le banche sono disperate. 
Elliot percorre poi un'ultimo viaggio nella sua mente per dire addio al padre posticcio, o forse no?
Ho trovato infatti che la puntata non prendesse delle decisioni radicali, insomma qualche risposta doveva pur essere rivelata, ma capisco anche questi intrecci narrativi poiché la serie avrà la sua meritata seconda stagione, anche se più puntate si aggiungono e più sussiste il rischio che la storia si storpi. Prego perché questo nel 2016 non accada.
Il finale dopo i titoli di coda non mi ha sorpresa per nulla in realtà.
La musica utilizzata nell'episodio finale è davvero perfetta e più che retrò mi spingerei più sul vintage.
In sintesi: imperdibile come episodio ma non chiarisce assolutamente nulla ed è tutto da vedere nella prossima stagione.


mercoledì 2 settembre 2015

Ottime letture #6

Ottime letture è una rubrica mensile nella quale accorpo tutte le migliori letture che ho fatto. Vi consiglio libri e fumetti di ogni tipo e per ogni gusto. 
Vi ricordo che potete trovare tutte le recensioni sul mio profilo Goodreads.

Gli animali fantastici: dove trovarli - J.K. Rowling

Libricino molto divertente, come gli altri due della serie anche se per ovvie ragioni preferisco Le fiabe di Beda il Bardo
La parte migliore sono le annotazioni di Harry che con una punta di nostalgia mi hanno fatto ripercorrere alcune delle sue avventure.
Il mio unico dubbio è la trasposizione, davvero non capisco quale sarà la trama del film, anche se essendo fan a prescindere di tutto ciò che è collegato ad Harry Potter andrò a vederlo senza fiatare.
Sono di parte su questo argomento e perciò poco affidabile sulla effettiva utilità di questa guida magica.




La vera storia di Capitan Uncino - Pierdomenico Baccalario


"Se uno non trova il tempo di leggere significa che non vuole trovarlo".

Potrei aggiungere altre tremila citazioni perché la scrittura di Baccalario è davvero splendida e scorrevole, adatta sia ai ragazzi che agli adulti.
Il ritratto (anche psicologico) che si ricava da questo libro è quello di un Capitan Uncino indurito caratterialmente a causa del tempo ma eternamente fedele alla sua anima di bambino "sperduto".
Volevo mettere solo quattro stelle al libro ma poi è arrivato il finale e si è delineato il definitivo omaggio di Pierdomenico Baccalario al Capitano e più precisamente a tutta l'opera di Peter Pan.
I riferimenti a Jules Verne e ad altri grandi libri d'avventura poi abbondano. Per certi versi ricalca quello che vuole essere Il porto proibito, ovvero una storia di mare. Ma questa è anche la storia di un'uomo, di una leggenda oserei dire.
La trama è rocambolesca e piena di eventi che si susseguono veloci. Romanzo breve ma molto intenso quindi.
Gran bella idea poi quella di inserire qualche marinaio siciliano che parla della splendida terra da cui proviene e dei bei limoni di cui ricorda il sapore. Quello è il tocco italiano del romanzo.
E' una gran bel libro per ragazzi e non. Quindi ripeto sempre la mia massima: mai sottovalutare i romanzi per ragazzi!
E poi spero di recuperare altro di Baccalario.


Topostorie n. 16: I signori in giallo

Cover Topostorie 16 - I Signori in GialloLa collana delle Topostorie diventa sempre più interessante, penso che questo numero mi sia piaciuto addirittura di più rispetto a P&P The Producers, e voi sapete benissimo quanto ami di più i paperi rispetto ai topolini.
In compenso è azzardato definire le storie al suo interno dei gialli perché già dalla copertina sappiamo che dietro ad ogni stranezza che si verifica a Topolinia si nasconde Macchia Nera. Mi è piaciuto il modo in cui sono state collegate le storie ed anche il finale.
Ho apprezzato tutte le storie ma in particolare segnalo quelle di Casty e Giorgio Cavazzano perché sono delle leggende viventi, infatti ho amato le special edition dedicate a loro.
Poi adoro incondizionatamente il tratto di Roberto Vian che unito alla storia di Casty fa un figurone.
Insomma Topostorie si riconferma come raccolta da comprare ogni mese. Con questo numero mi sono anche beccata il portachiavi di Paperino.
Vedrò di procurarmi anche altre raccolte Disney per valutarle meglio, in questo periodo sono molto interessata a Uack! ma vedremo quali sorprese mi riserveranno le edicole costiere.


Uack! Tutte le storie di Carl Barks n. 17

Uack! Tutte le storie di Carl Barks n. 17 by Walt Disney CompanyE' il primo numero che leggo di Uack! ma conto di comprare anche i prossimi, certo il prezzo è altino (rispetto agli altri fumetti Disney) però l'edizione è curatissima e gli approfondimenti sono davvero interessanti.
Ottima selezione di storie oltretutto. Perfetto sotto ogni punto di vista per quel che mi riguarda.








Addio, stregone 2 - Hozumi

Addio, stregone - Sayonara, sorcier, vol. 2 by HozumiIl primo numero mi era piaciuto tantissimo, l'avevo trovato molto adatto al periodo estivo. Questo secondo e conclusivo capitolo l'ho trovato addirittura migliore del primo. Innanzitutto non so come faccia la Hozumi ma riesce a mischiare sapientemente la tragedia con una speranza dirompente. Peccato che siano solo due volumi perché le psicologie dei due personaggi si meritavano un trattamento migliore, mi riferisco in particolare a Theo. Il vero elemento inaspettato della storia è a tutti gli effetti il finale. Spiega tante cose e per l'ennesima volta spruzza positività. Perché la logica di Vincent è quella vincente: prendi tutto ciò che ti capita senza collera o rabbia. 
E' un manga adatto a chi ama l'arte (in linea di massima) ma la Hozumi esprime un pensiero diverso: Van Gogh è per tutti e di tutti. E non potrei essere più d'accordo.


Memorie - Katsuhiro Otomo

Memorie by Katsuhiro OtomoHo trovato questa copia di Memorie dal fumettaro per una somma irrisoria e vedendoci stampato sopra il nome del grandissimo Otomo non ho potuto fare altro che incuriosirmi. Di Otomo ho letto Domu - Sogni di bambini, un'altro grande fumetto purtroppo introvabile. Infatti trovarlo nella versione della Repubblica è stato incredibile, è uno dei quei pezzi della mia biblioteca che definirei raro e sacro. Collezionismo a parte io leggo per le storie. Questo manga che si pagava ancora in lire raccoglie dei racconti brevi di Otomo. Ovviamente parte il solito discorso sulle storie brevi di qualsiasi tipo, alcune sono spettacolari altre un po' di meno. Ciò che le caratterizza tutte è l'uso del grottesco e della parodia. L'autore infatti prende in giro: L'uomo e il mare, L'arca di Noè, Aladino, I cavalieri della tavola rotonda... 
Ma le mie storie preferite sono state quelle a sfondo fantascientifico. Infatti in Fire Ball comincia a giocare un ruolo importante la mente, ovvero oggetti che si alzano tramite l'uomo. Insomma gli elementi di Akira e Domu si fanno riconoscere. 
La stessa copertina della raccolta è una citazione artistica quindi qui se ne trovano in abbondanza.
Il mio consiglio spassionato è questo: se trovate da qualche parte questo pezzo da novanta non fatevelo scappare.


Heads - Keigo Higashino

Molto interessante questo primo volume. La trama è semplice, infatti la parte più anormale è lo sviluppo. Sono sicura che lo scindersi delle personalità diventerà sempre più intrigante. Non bisogna andare molto lontano poi per trovare degli esempi in Giappone, mi basta pensare a Perfect Blue di Satoshi Kon. Certo però che qui il timido protagonista non ha un problema mentale ma bensì sono i dottori a istillarglielo. Sicuramente continueranno a a fare finta di niente e la situazione diventerà insostenibile presto. 
Il tratto è normale, nulla di unico e insostituibile, piacevole.
Dal primo numero la storia promette un risvolto da thriller psicologico, staremo a vedere.
Purtroppo mi tocca sottolineare la cadenza bimestrale che con questi fumetti poco acquistati infatti è la regola. Due mesi per questo manga si possono anche sopportare, il vero problema è quando ogni 2-3 mesi uno deve aspettare Soil. Ci si dimentica la trama e a volte, nei casi più gravi, pure l'esistenza del suddetto manga, è il fenomeno dei manga fantasma.



La grande dinastia dei paperi 1950 - Carl Barks

La grande dinastia dei paperi 1950 by Walt Disney CompanyQuando si tratta di Carl Barks non ci vedo più. Infatti il modo migliore di definirlo si trova all'interno dell'introduzione di questo volume: "il più grande narratore del Novecento". E in altro modo non può essere descritto, ha creato un mondo, ha creato i miei amati paperi e il grandissimo personaggio che è Zio Paperone.
Questo albo è una raccolta con tutte le storie di Barks catalogate per annata, in questa prima raccolta si esplora il 1950. Gli albi sono usciti non molto tempo fa con il Corriere della Sera, infatti potete immaginare i miei salti di gioia quando ho scovato la collezione completa dall'usato. Ecco perché ho deciso di investire 5 euro mensili nei numeri di questa collezione invece di spenderli nella nuova "iniziativa" dedicata a Barks dal nome Uack!. Ciò non pregiudica che Uack! sia molto bello ma costa e se per la stessa somma posso avere questi volumi curatissimi ben venga.
Infatti le introduzioni sono davvero interessanti e danno degli spunti per osservare i paperi anche fuori dalle pagine, ovvero sul grande e piccolo schermo. Si nomina difatti Paperone e il Denaro: un corto del 1967 che lo vede totalmente protagonista. 
In sintesi: l'affare dell'anno.

martedì 1 settembre 2015

Preferiti del mese #7

FILM DEL MESE

Honeymoon (2014)

Non mi "intrippavo" con un film del genere da tantissimo tempo. La trama è semplicissima: una coppia innamoratissima (e carinissima, lasciatemelo dire) decide di trascorrere la luna di miele al lago. Fin qui tutto bene. Ma una sera la bella e solare Bea (interpretata da Rose Leslie) dopo un'episodio di sonnambulismo si ritrova nuda e spaventata in mezzo al bosco. Qualcosa è successo ma la realtà va ben oltre l'immaginazione. Il rapporto tra i due coniugi comincia a sgretolarsi. C'è qualcosa che non va in Bea e il marito Paul indaga.
Non vi dico altro perché anche se il finale non è spettacolare ciò che si apprezza di più del film è il simbolismo. Sono sicura che tutto questo film altro non sia che la metafora della gravidanza, di tutti quei cambiamenti che subisce il corpo di una donna. Se pensate soltanto che siamo abituate a perdere sangue regolarmente allora immaginerete che rapporto assai diverso ha una ragazza con le sue membra rispetto ad un uomo. Sì lo so che non ci capite un tubo di quello che sto cercando di dire ma secondo me ci sto andando vicina. Certo c'è l'elemento fantascientifico ed in fondo in alcune locandine potrete vedere Bea che corre inseguita dai rami degli alberi... 
Ma non credo indovinerete mai la causa del repentino cambiamento di carattere della protagonista. Su questo film ci ho pensato tanto. Sto ancora cercando di definire la metafora ma sono sicura che centri qualcosa con quello che ho detto prima. Simbologie a parte il film non è questo granché perché sono i tempi della sceneggiatura ad essere gestiti male. In compenso mi è piaciuta molto la presenza della coppia fotocopia. I due coniugi già dopo averli conosciuti hanno cominciato a farsi delle domande, a mettere in dubbio il loro amore. Secondo me Bea stava già cambiando in quella scena. Treadaway nel ruolo di Paul poi affianca bene la Leslie, sopratutto per un fatto di chimica, anche se lei splende in modo assurdo e domina la scena.
Noterete sicuramente che il film è diviso in due e che il cambiamento (che è la parte più interessante del tutto) della protagonista si accompagna idealmente ad una modifica della cura della persona. La Bea felice che è sé stessa è curata, carina. La Bea dopo l'incidente è rinchiusa in sé stessa quindi non si cura più, perché non le interessa più il suo aspetto. Anche il viso è meno sorridente, aperto. L'interpretazione della Leslie per quanto mi riguarda è eccelsa.
La violenza auto-inflitta nei confronti delle zone erogene turba davvero, ma quelle scene non hanno fatto altro che accrescere la mia teoria iniziale. E' proprio un film al femminile.
Una piccola perla da vedere nel complesso, magari non vi piacerà ma vi farà porre domande scomode.

SERIE DEL MESE (DELL'ANNO, DEL DECENNIO...)

Happyish

Tecnicamente il personaggio principale di questa serie doveva essere interpretato da Philip Seymour Hoffman poi la storia la sapete giusto? 
E quindi si è passati a Steve Coogan che secondo me è bravissimo ed a Kathryn Hahn che è bravissima. Quindi già dagli attori si parte bene. Ma la strada è tutta in salita. Una comedy (mica tanto dopo tutto) cinica, bastarda e con un'ironia nera all'americana. 
Che lavoro fa poi il poveretto? Il pubblicitario, ovvero lavora per satana su sua stessa ammissione. 
Mi ha colpita molto il dialogo (tutti mi hanno colpita!) che fa con un collega sui nuovi "adepti" dell'azienda: tutti giovani e felicissimi di fare quel lavoro, almeno un tempo loro erano sì giovani ma hanno sempre odiato il loro lavoro e non c'era bisogno di sorridere.
Di cosa parla Happyish quindi? Di felicità. Sì paradossalmente l'argomento è quello: trovare la felicità in una vita preconfezionata. Come vede la vita Thom? Malissimo direi. Anche perché la gente che lo attornia rappresenta esattamente quello che lui non vuole essere, un capitalista consumista ipocrita stronzo a(m)mericano. La nuova religione che circola? La apple. I loro idoli? Steve Jobs e il pornodivo James Deen, che appare anche in una puntata, tanto per dire. 
Il livello della serie è eccelso con un taglio cinematografico evidente e perfetto. 
Ci sono tante scene su cui riflettere e su cui ridere di gusto. Per esempio c'è la scena "di liberazione" tutta dedicata a Frozen, che secondo Lee è uno dei film più diseducativi mai visti, secondo solo a Rapunzel. 
Altro dettaglio sui cui mi voglio soffermare è quello del nome delle puntate, vi faccio un esempio Starring Marc Chagall, Abuela and Adolf Hitler. Cioè non cominciate a sentire il sarcasmo che cresce dentro di voi?
Purtroppo la serie è stata cancellata, secondo me perché è qualcosa di davvero creativo e particolare e quindi non adatto a qualunque cristo ecco. Si meritava senza dubbio alcuno tante altre stagioni.
Meravigliosa poi la puntata finale, perché anche se ti senti un'alieno tra le fila di questi robot anche tu hai diritto alla felicità. Se dovessi dargli un voto così su due piedi io gli darei 10 e basta.

FISSE MUSICALI

Fisse musicali altro non è che una playlist mensile in cui raccolgo le migliori scoperte musicali ascoltate durante il mese. La playlist è presente sul mio canale Youtube, dove potete trovare anche le playlist dei mesi passati.
Agosto è il mese dedicato per antonomasia alle spiagge ad alle vacanze perciò ho selezionato tantissime tracce da viaggio e poi tanti graditi ritorni. C'è il nevrotico Kendrick Lamar, un singolo datato dei Massive Attack, FKA Twigs con un suo grande successo, Francesca Michielin con un video ispirato, la definirei la sorpresa italiana. Abbiamo poi Birdy in un duetto invernale molto intenso, oltretutto il video ha un'ambientazione unica. Torna anche Lana Del Rey con questo singolo estivo molto easy. Che altro c'è? Oh Wonder con un pezzo tenerissimo alla Bon Iver ed infine una scoperta fatta grazie a Mr. Robot (al quale dedicherò una mega recensione), ovvero una cover di Where Is My Mind? in una delle scene finali più belle mai viste.
Sotto la playlist:



FOTO DEL MESE

Le foto scattate da me che non ho pubblicato sul blog ma che voglio comunque farvi vedere.




Il vecchio e-reader era morto e quindi...