domenica 21 giugno 2015

Labirinto della Masone (Parma)

Ho visitato il labirinto più grande del mondo!
Vi lascio qui sotto il video, ci ho lavorato parecchio e sono riuscita a risolvere il problema degli sfarfallamenti che negli altri video è abbastanza evidente, spero che vi piaccia:



Non ci si perde nel labirinto, a disposizione avete una specie di mappa. Figuratevi che mi sono orientata io.
Il labirinto si trova in aperta campagna.




Qui iniziano le foto scattate all'interno del museo:



















Questa foto l'ho scattata a Parma. Che bella coppietta.

A Parma città mi si sono illuminati gli occhi quando visto la scritta "Libraccio". Pur avendo già fatto la spesa venerdì mi sono concessa un libro, ovvero Le relazioni pericolose.

Giacché ci sono vi allego la spesa di venerdì. Ovvero: Il grande Gatsby, Sherlock Holmes - Il mastino dei Baskerville, Il giardino delle parole (il manga), Scatola Nera di Jennifer Egan e La stanza n. 18 di Mignon Good Eberhart. Aspettatevene qualcuno nel prossimo post delle Ottime Letture.

martedì 2 giugno 2015

Ottime letture #3

Le migliori letture di maggio!

A Silent Voice 1 - Yoshitoki Ooima

Io di A silent voice (meglio conosciuto come Koe no Katachi) ve ne avevo già parlato qui, intimandovi a comprarlo semmai fosse uscito in Italia, la serie è stata creata dopo la one-shot che vi consiglio di leggere, che in qualunque modo non vi anticipa nulla e fa parte della storia. Si è sentita quindi la necessità di espandere la storia ed è stata la scelta migliore. Peccato che la one-shot non sia stata inclusa nel primo volumetto. A poche settimane dal finale della serie (si compone di solo 7 volumi) è stato poi annunciato il manga in Italia e da allora lo ho aspettato con impazienza pur sapendo che avrei rivissuto quella tristezza e quel dolore che impregnano questa storia. In pratica il primo volume ci fa capire che il bullo non è la parte peggiore del bullismo, ma sono quelle persone che ridono dandogli corda e non proferiscono verbo se non sono d'accordo a rendere il tutto peggiore. Poi c'è la figura del maestro; un menefreghista che risulta allo stesso livello degli studenti, tra l'altro non per anticiparvi nulla ma nei numeri a seguire ritroveremo questa figura. Il bullo che cresce però viene a sua volta "bullizzato" dai compagni che prima non battevano ciglio per le molestie subite dalla bambina sorda, che loro stessi maltrattavano. Per me A silent voice è un lungo viaggio verso l'espiazione (nel caso del bullo) e dell'accettazione di sé dopo anni di maltrattamenti (nel caso della ragazza sorda), non sono coinvolti solo loro due ma anche le altre persone che assistevano in silenzio, anche loro dovranno incamminarsi in un lungo viaggio insieme per riparare ai loro errori bambineschi.
E' una storia tremendamente realistica sull'adolescenza, infatti ad un certo punto il protagonista odia tutti, per lui i suoi compagni non hanno facce di persone umane ma X, letteralmente. A silent voice non è delicato e non è una storia d'amore. Senza mezzi termini è il bullismo spiegato nel modo più doloroso possibile. Non fatevi ingannare dalla copertina che suggerisce una tenera storiella tra i banchi di scuola perché Koe no katachi è sempre stato molto di più. Sono anche contenta che sia stato annunciato un'anime, perché questo porterà sicuramente più pubblico per il manga.
Piccola curiosità: questa opera è stata riconosciuta dall'istituto giapponese dei sordi (per dire). 

Soil 4 - Atsushi Kaneko

Su Soil ho pareri contrastanti, ho trovato alcuni numeri molto morbosi, si concentravano anche troppo poco sull'indagine. Invece in questo numero c'è stata una specie di ripresa; sono stati inseriti nuovi elementi nella storia e ci si scontra sempre di più col soprannaturale. C'è una gran confusione di fondo e non capisco dove voglia arrivare ma a Kaneko non posso dire di no; ha uno stile molto particolare e perlomeno ti fa scervellare su ogni numero. Forse alla fine verrà fuori che nulla ha un senso ma non c'è niente di male a fare delle congetture. I numeri escono un po' a rilento ma spero che la serie non venga sospesa altrimenti non saprò mai come tutto sia collegato. Il mio rapporto con Soil è di amore e odio ma ne sono evidentemente affascinata.

Le creature selvagge - Dave Eggers


"Calò un lungo silenzio. Max considerò l'opportunità di chiedere scusa, perché lui era dispiaciuto. La parola “scusa” però non gli veniva. Sulla punta della lingua aveva altre frasi: “Voglio vivere nascosto sotto il mio letto”, “Ti prego, riprendimi”, “Aiuto!”."

Non riesco a spiegarmi perché sono sempre così affascinata dal mondo delle creature selvagge, ma penso che sia tutto collegato alla storia di formazione che è, e anche al fatto che tutti siamo stati Max. In passato ho letto anche il libricino per bambini all'origine di tutto che si compone di sole illustrazioni e mi sono chiesta come avessero fatto Spike Jonze e Dave Eggers a tirarci fuori un film da esso. E che film oltretutto. Questo libro infatti è questo: la sceneggiatura di Eggers, che è stata ridefinita in alcuni punti da Jonze perché non sembrasse eccessivamente dark. Diciamo che già di per sé le creature fanno paura (almeno nel contesto "coccoloso" e letale in cui le ha inserite Jonze, non so se ricordate "ti amo così tanto che ti mangerei"; il più grande atto d'amore a quanto pare è lasciarsi mangiare) ma se poi Eggers preme di più sul lato omicida delle bestie allora ne esce fuori un'incubo più che un viaggio per scoprirsi adulti. Il libro è quasi uguale al film e non so se sarò fuori io ma fa decisamente paura, anche la copertina non è confortante. Ma è proprio questo il punto: la vita non è una passeggiata. Noi non siamo re e regine, purtroppo. Un'altra cosa che mi ha sempre incuriosita di questo fenomeno è l'impatto che ha avuto negli Stati Uniti, viene citato dovunque: Palo Alto (recensione qui), la copertina americana di Dentro Facebook (recensione qui)... E, forse, si è anche creato un modo di dire per indicare i "bamboccioni" americani che non vogliono crescere attraverso l'uso di una corona. E' tremendamente affascinante.
Vi ricordo che di Eggers ho letto anche Il Cerchio che vi consiglio di leggere, la recensione la trovate qui.


Knock-out - Katie Kitamura


"Per l'ultima volta. Lo lasciò riposare, e non ci fu che quiete".

Innanzitutto pensavo che il libro fosse ambientato in Giappone, però avevo i miei dubbi visto che il primo nome che mi ritrovo davanti è Cal (mi abbandono ai sentimentalismi: La valle dell'eden, e ho detto tutto), quindi già dal nome mi piaceva. L'altra cosa che mi ha inchiodata in biblioteca è stata la copertina, io un po' di kickboxing l'ho fatta (che non è proprio uguale alle arti marziali miste su cui si basa la storia) e ricordo che non sapevo proprio mettermi la fascia, poi ho imparato, comunque a me quell'esperienza di un'anno piacque e quindi quando si parla di lotta incredibilmente sento un moto di tenerezza dentro di me. Addirittura dicevano che ero brava... comunque sì l'argomento mi piaceva, l'autrice mi incuriosiva e la massa di pagine è anche leggerissima: l'ho arraffato subito.
In pratica la trama è tutta incentrata sull'attesa di Cal nei confronti del suo prossimo incontro. L'autrice ha utilizzato una tecnica narrativa molto particolare, i punti di vista di Cal e Ridley (l'allenatore demoralizzato) si fondono nelle stesse righe, la Kitamura non ci dà un preavviso, è semplicemente così e sembrava anche la cosa più naturale da fare. Il libro ha anche un ritmo pazzesco, le pagine volano e non si sente la pesantezza nelle descrizioni dei vari calci e pugni. Poi io ero curiosissima di sapere come sarebbe finito l'incontro, è un finale molto realistico. Fino ad ora in Italia è arrivata solo quest'opera di Katie Kitamura ma spero ne arrivino altre perché la sua potenza descrittiva del realistico è magnetica. Lei è nata in California ma è di origini giapponesi, precedentemente era una ballerina. Mica male.
Se avete la possibilità di leggerlo non fatevelo scappare.

Nimona - Noelle Stevenson

Non aspettatevi una recensione completa, anche perché non me ne è mai venuta bene una, quindi andrò soltanto a segnalarvi questo fumetto (son sicura che la bao lo tirerà fuori dal cappello) di Noelle Stevenson, nasce come un webcomic (infatti qui potete leggervi i primi 3 capitoli) ma poi si trasferisce su carta, questa è una tecnica di vendita sempre più usata, basti pensare all'italianissimo Hadez che acquisterò prossimamente. La Stevenson qui in Italia si è fatta notare principalmente per Lumberjanes (recensione qui) ma prima di acquistare tal volume questo titolo mi era saltato all'occhio tra i suggerimenti di amazon, come se non bastasse è venuta fuori anche un'altra notizia relativa alle sorti del fumetto: a quanto pare diventerà un film
Il punto è che prendendo in considerazione solo i primi tre atti non posso certo formulare un'opinione valida, ecco perché prendete queste tre righe in croce come un piccolo suggerimento. Un titolo da tenere a mente semmai uscisse dalle nostre parti.

Vincent - Barbara Stok

Forse ho davvero cominciato ad amare Vincent Van Gogh soltanto quando l'ho studiato per la maturità, eppure nella mia vita mi era già passato davanti diverse volte, ricordo con chiarezza quando da piccola provai a dipingere i suoi rinomatissimi girasoli, ovviamente il risultato fu catastrofico ma ero soddisfatta della mia scelta perlomeno. Questo fumetto disegnato dalla bravissima Stok (condividiamo per altro lo stesso nome) è un'omaggio alla "strampalata" vita di Vincent e ai suoi attacchi. Ma forse fu proprio grazie al suo modo di vedere le cose che riuscì a ritrarre la quotidianità in quel modo, assolutamente unico e particolare. Pieno di colori caldi e intensi. I disegni sono proprio sullo stile luminoso di Van Gogh e le pagine finali sono un piccolo tocco di classe. Sicuramente Vincent ha il suo perché ma riconosco che non possa piacere a tutti e che si debba sapere un minimo sulla vita del pittore per apprezzarlo appieno. Ho trovato questo volume in biblioteca.

lunedì 1 giugno 2015

Preferiti del mese #4

FILM DA NON PERDERE

Pirati! Briganti da strapazzo

So perfettamente che dal titolo può sembrare una bambinata ed invece (direi ovviamente grazie alla Aardman) è un'ottimo film in stop-motion pieno di citazioni riservate agli adulti, per esempio: nel film appaiono Jane Austen e l'uomo elefante. Mentre la regina d'Inghilterra è doppiata dalla Littizzetto, chissà perché me ne sono accorta subito. Io mi chiedo seriamente perché non l'abbia visto prima, me lo chiedo sempre. Comunque le atmosfere sono meravigliose ed ho apprezzato particolarmente le assurde canzoni indie. Nella colonna sonora risuona anche la classica London Calling dei Clash. Come sempre la Aardman soddisfa sia i bambini che gli adulti e si contraddistingue grazie ad un senso dell'umorismo molto inglese ma paradossalmente internazionale. Non so se mi sono spiegata. In sintesi: vedetelo!
La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo (almeno in italiano) di Gideon Defoe.

Ex Machina

Attendevo questo film da parecchio. Mi aveva attirata sopratutto la storia in un primo momento anche se, diciamolo subito, il cosiddetto "genio" non è tale fin dall'inizio, visto che vuole creare un robot con sentimenti e tutto il resto. Il che mi fa pensare che si è perso anni di letteratura e cinematografia che spiegano chiaramente perché è una brutta idea. La prima parte del film si concentra sullo scontro mentale tra Caleb e Nathan. L'ambiente è asettico e minimale; tutti questi dettagli aiutano lo svilupparsi dell'incontro-scontro tra i due programmatori. Oscar Isaac riesce benissimo nel suo intento di farsi odiare, mentre Domhnall Gleeson risulta quasi sempre adorabile, è perfetto nei panni del bravo ragazzo stereotipato. Alicia Vikander nel ruolo di Ava è un personaggio chiave, certo inizialmente la sceneggiatura fa pensare ad altro, ma è grazie al finale che risaltano le "doti robotiche" dell'attrice. Per quanto riguarda il finale... una parte di esso si intuisce mentre l'altra no. Ho trovato particolarmente forti le scene in cui Caleb impazzisce (e chi non impazzirebbe in un'ambiente del genere? Per di più con un'alcolizzato cronico come unico collega?!). 
Non è un'ottimo film fantascientifico ma neanche schifoso. Più che altro comprova la solita teoria sui robot su cui si basano anche ottime produzioni televisive; vi ricordo ad esempio la serie Real Humans che arriva dritta dritta dalla Svezia e si spinge anche un po' oltre arrivando a toccare temi come i diritti dei robot e il razzismo verso di essi.
Ex Machina è un tentativo, non riuscito completamente ma meritevole grazie ad un buon cast, ad un'ottima fotografia ed al comparto musicale.

LE SERIE DA NON FARSI SCAPPARE


Supergirl

Sapevate giusto che il pilot è stato "piratato"? E' una moda ormai quella di rendere disponibili prima del tempo anche più puntate.
Ovviamente non potevo mica esimermi da un primo assaggio. E' una serie che in realtà stavo addirittura aspettando, mi fido poco della CBS in linea generale e questa tendenza a fare serie su qualsiasi supereroe mi è indigesta, ma non potevo dire di no ad un telefilm che sprizza girl power da ogni poro (ancora mi maledico per essermi persa Agent Carter).
Del pilot vi posso dire ben poco ma a me come prima puntata mi è proprio piaciuta, certo non si tratta di un prodotto di qualità (ripeto: CBS) ma la protagonista mi è simpatica e apprezzo che abbiano deciso di partire dalla vita lavorativa della ragazza piuttosto che dagli anni di studi. Si sarebbe rischiato l'effetto trash per adolescenti. Non che qui non intraveda già un triangolo amoroso ma quest'effetto è placato dall'ambiente lavorativo, molto simile a quello dell'uomo d'acciaio. E cosa ancor più importante l'eroina perché donna viene ampiamente sottovalutata e continuamente messa a confronto con il cugino, considerato il supereroe originale. Insomma non aspettatevi Smallville in versione femminile perché la storia parte negli anni più maturi di Supergirl e si assiste alla crescita fisica e mentale della super eroina. Per di più vi aspetta una piccola sorpresa nel finale. La protagonista è attorniata da donne potenti e intelligenti, difficile che non le veda come dei role models.
Quando si parla di eroine al femminile sono ben contenta di godermi 40 minuti di mantelli e scazzottate con gli alieni. Si intravede ancora poco di ciò che è la serie ma per quel poco che ho visto non vedo l'ora di visionare la seconda puntata a novembre e si candida per adesso come un'ottimo intrattenimento d'annata, sempre che non "piratino" l'intera stagione prima, s'intende.
Piccola curiosità: Supergirl è interpretata da Melissa Benoist che era la Nicole di Whiplash.

Daria

Daria ha bisogno di ben poche presentazioni, probabilmente i figli degli anni '90 la conoscono bene. E' la serie spin-off di Beavis and Butthead che ho trovato nettamente minore rispetto a questo cult di MTV. Non so se recupererò tutte le stagioni però ci sto pensando seriamente, anche se ci metterò anni e anni. Purtroppo Daria non fa parte del bagaglio culturale della mia generazione, la mia si avvicina di più ad alcune produzioni della Disney e di Cartoon Network, ma qualcosa nella mia confusa giovinezza ho intravisto sull'MTV nella sua epoca d'oro. La serie non è solo comica e cinica ma unisce anche una buona parte di riflessioni esistenziali e momenti alquanto tristi. Che lo si voglia o no crescere sarà sempre difficile. E Daria rimarrà un personaggio di culto, estremamente sottile e intelligente.

LE FISSE MUSICALI



LE FOTO


Il caffè dopo il "pranzone" della domenica in questo bellissimo servizio.

Il primo alfajor intravisto e divorato dopo anni. Prima del tripudio argentino che vedrete qui sotto.

Questa foto si spiega da sola.


Il tripudio argentino: alfajores e dulce de leche a volontà.

Solo per mostrarvi lo splendido plaid di Spongebob.