martedì 2 giugno 2015

Ottime letture #3

Le migliori letture di maggio!

A Silent Voice 1 - Yoshitoki Ooima

Io di A silent voice (meglio conosciuto come Koe no Katachi) ve ne avevo già parlato qui, intimandovi a comprarlo semmai fosse uscito in Italia, la serie è stata creata dopo la one-shot che vi consiglio di leggere, che in qualunque modo non vi anticipa nulla e fa parte della storia. Si è sentita quindi la necessità di espandere la storia ed è stata la scelta migliore. Peccato che la one-shot non sia stata inclusa nel primo volumetto. A poche settimane dal finale della serie (si compone di solo 7 volumi) è stato poi annunciato il manga in Italia e da allora lo ho aspettato con impazienza pur sapendo che avrei rivissuto quella tristezza e quel dolore che impregnano questa storia. In pratica il primo volume ci fa capire che il bullo non è la parte peggiore del bullismo, ma sono quelle persone che ridono dandogli corda e non proferiscono verbo se non sono d'accordo a rendere il tutto peggiore. Poi c'è la figura del maestro; un menefreghista che risulta allo stesso livello degli studenti, tra l'altro non per anticiparvi nulla ma nei numeri a seguire ritroveremo questa figura. Il bullo che cresce però viene a sua volta "bullizzato" dai compagni che prima non battevano ciglio per le molestie subite dalla bambina sorda, che loro stessi maltrattavano. Per me A silent voice è un lungo viaggio verso l'espiazione (nel caso del bullo) e dell'accettazione di sé dopo anni di maltrattamenti (nel caso della ragazza sorda), non sono coinvolti solo loro due ma anche le altre persone che assistevano in silenzio, anche loro dovranno incamminarsi in un lungo viaggio insieme per riparare ai loro errori bambineschi.
E' una storia tremendamente realistica sull'adolescenza, infatti ad un certo punto il protagonista odia tutti, per lui i suoi compagni non hanno facce di persone umane ma X, letteralmente. A silent voice non è delicato e non è una storia d'amore. Senza mezzi termini è il bullismo spiegato nel modo più doloroso possibile. Non fatevi ingannare dalla copertina che suggerisce una tenera storiella tra i banchi di scuola perché Koe no katachi è sempre stato molto di più. Sono anche contenta che sia stato annunciato un'anime, perché questo porterà sicuramente più pubblico per il manga.
Piccola curiosità: questa opera è stata riconosciuta dall'istituto giapponese dei sordi (per dire). 

Soil 4 - Atsushi Kaneko

Su Soil ho pareri contrastanti, ho trovato alcuni numeri molto morbosi, si concentravano anche troppo poco sull'indagine. Invece in questo numero c'è stata una specie di ripresa; sono stati inseriti nuovi elementi nella storia e ci si scontra sempre di più col soprannaturale. C'è una gran confusione di fondo e non capisco dove voglia arrivare ma a Kaneko non posso dire di no; ha uno stile molto particolare e perlomeno ti fa scervellare su ogni numero. Forse alla fine verrà fuori che nulla ha un senso ma non c'è niente di male a fare delle congetture. I numeri escono un po' a rilento ma spero che la serie non venga sospesa altrimenti non saprò mai come tutto sia collegato. Il mio rapporto con Soil è di amore e odio ma ne sono evidentemente affascinata.

Le creature selvagge - Dave Eggers


"Calò un lungo silenzio. Max considerò l'opportunità di chiedere scusa, perché lui era dispiaciuto. La parola “scusa” però non gli veniva. Sulla punta della lingua aveva altre frasi: “Voglio vivere nascosto sotto il mio letto”, “Ti prego, riprendimi”, “Aiuto!”."

Non riesco a spiegarmi perché sono sempre così affascinata dal mondo delle creature selvagge, ma penso che sia tutto collegato alla storia di formazione che è, e anche al fatto che tutti siamo stati Max. In passato ho letto anche il libricino per bambini all'origine di tutto che si compone di sole illustrazioni e mi sono chiesta come avessero fatto Spike Jonze e Dave Eggers a tirarci fuori un film da esso. E che film oltretutto. Questo libro infatti è questo: la sceneggiatura di Eggers, che è stata ridefinita in alcuni punti da Jonze perché non sembrasse eccessivamente dark. Diciamo che già di per sé le creature fanno paura (almeno nel contesto "coccoloso" e letale in cui le ha inserite Jonze, non so se ricordate "ti amo così tanto che ti mangerei"; il più grande atto d'amore a quanto pare è lasciarsi mangiare) ma se poi Eggers preme di più sul lato omicida delle bestie allora ne esce fuori un'incubo più che un viaggio per scoprirsi adulti. Il libro è quasi uguale al film e non so se sarò fuori io ma fa decisamente paura, anche la copertina non è confortante. Ma è proprio questo il punto: la vita non è una passeggiata. Noi non siamo re e regine, purtroppo. Un'altra cosa che mi ha sempre incuriosita di questo fenomeno è l'impatto che ha avuto negli Stati Uniti, viene citato dovunque: Palo Alto (recensione qui), la copertina americana di Dentro Facebook (recensione qui)... E, forse, si è anche creato un modo di dire per indicare i "bamboccioni" americani che non vogliono crescere attraverso l'uso di una corona. E' tremendamente affascinante.
Vi ricordo che di Eggers ho letto anche Il Cerchio che vi consiglio di leggere, la recensione la trovate qui.


Knock-out - Katie Kitamura


"Per l'ultima volta. Lo lasciò riposare, e non ci fu che quiete".

Innanzitutto pensavo che il libro fosse ambientato in Giappone, però avevo i miei dubbi visto che il primo nome che mi ritrovo davanti è Cal (mi abbandono ai sentimentalismi: La valle dell'eden, e ho detto tutto), quindi già dal nome mi piaceva. L'altra cosa che mi ha inchiodata in biblioteca è stata la copertina, io un po' di kickboxing l'ho fatta (che non è proprio uguale alle arti marziali miste su cui si basa la storia) e ricordo che non sapevo proprio mettermi la fascia, poi ho imparato, comunque a me quell'esperienza di un'anno piacque e quindi quando si parla di lotta incredibilmente sento un moto di tenerezza dentro di me. Addirittura dicevano che ero brava... comunque sì l'argomento mi piaceva, l'autrice mi incuriosiva e la massa di pagine è anche leggerissima: l'ho arraffato subito.
In pratica la trama è tutta incentrata sull'attesa di Cal nei confronti del suo prossimo incontro. L'autrice ha utilizzato una tecnica narrativa molto particolare, i punti di vista di Cal e Ridley (l'allenatore demoralizzato) si fondono nelle stesse righe, la Kitamura non ci dà un preavviso, è semplicemente così e sembrava anche la cosa più naturale da fare. Il libro ha anche un ritmo pazzesco, le pagine volano e non si sente la pesantezza nelle descrizioni dei vari calci e pugni. Poi io ero curiosissima di sapere come sarebbe finito l'incontro, è un finale molto realistico. Fino ad ora in Italia è arrivata solo quest'opera di Katie Kitamura ma spero ne arrivino altre perché la sua potenza descrittiva del realistico è magnetica. Lei è nata in California ma è di origini giapponesi, precedentemente era una ballerina. Mica male.
Se avete la possibilità di leggerlo non fatevelo scappare.

Nimona - Noelle Stevenson

Non aspettatevi una recensione completa, anche perché non me ne è mai venuta bene una, quindi andrò soltanto a segnalarvi questo fumetto (son sicura che la bao lo tirerà fuori dal cappello) di Noelle Stevenson, nasce come un webcomic (infatti qui potete leggervi i primi 3 capitoli) ma poi si trasferisce su carta, questa è una tecnica di vendita sempre più usata, basti pensare all'italianissimo Hadez che acquisterò prossimamente. La Stevenson qui in Italia si è fatta notare principalmente per Lumberjanes (recensione qui) ma prima di acquistare tal volume questo titolo mi era saltato all'occhio tra i suggerimenti di amazon, come se non bastasse è venuta fuori anche un'altra notizia relativa alle sorti del fumetto: a quanto pare diventerà un film
Il punto è che prendendo in considerazione solo i primi tre atti non posso certo formulare un'opinione valida, ecco perché prendete queste tre righe in croce come un piccolo suggerimento. Un titolo da tenere a mente semmai uscisse dalle nostre parti.

Vincent - Barbara Stok

Forse ho davvero cominciato ad amare Vincent Van Gogh soltanto quando l'ho studiato per la maturità, eppure nella mia vita mi era già passato davanti diverse volte, ricordo con chiarezza quando da piccola provai a dipingere i suoi rinomatissimi girasoli, ovviamente il risultato fu catastrofico ma ero soddisfatta della mia scelta perlomeno. Questo fumetto disegnato dalla bravissima Stok (condividiamo per altro lo stesso nome) è un'omaggio alla "strampalata" vita di Vincent e ai suoi attacchi. Ma forse fu proprio grazie al suo modo di vedere le cose che riuscì a ritrarre la quotidianità in quel modo, assolutamente unico e particolare. Pieno di colori caldi e intensi. I disegni sono proprio sullo stile luminoso di Van Gogh e le pagine finali sono un piccolo tocco di classe. Sicuramente Vincent ha il suo perché ma riconosco che non possa piacere a tutti e che si debba sapere un minimo sulla vita del pittore per apprezzarlo appieno. Ho trovato questo volume in biblioteca.

5 commenti:

  1. Nonostante io non ami i manga questo Soil mi aveva un po' intrigato, ma la tua recensione mi offre la scusa per continuare a ignorarlo!

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    1. Peccato quando Kaneko ci si mette non ce n'è per nessuno. Per me è molto meglio A silent voice, anche se son due stili e temi assai diversi

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    2. Di Kaneko per esempio c'è il volume unico R che è molto interessante: http://nonlosoadesso.blogspot.it/2014/11/r-atsushi-kaneko.html

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  2. Ho letto tante di quelle belle parole su A Silent Voice che alla fine l'ho prenotato.. devo solo trovare il tempo di fare un salto in fumetteria! :p

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    1. Pensa che lo andavo consigliando anche quando lo traducevano su lovely scans. Davvero bellissimo (ma molto triste), quindi è bene prenderne una sola dose a mese XD

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