domenica 22 marzo 2015

Sulla pelle: il primo libro di Gillian Flynn


Trama: due bambine sono state rapite e assassinate. Avevano nove e dieci anni; quando sono state ritrovate, la loro bocca era aperta, come in un estremo gesto di stupore, e l'assassino aveva strappato loro tutti i denti. Spetta alla giovane reporter Camille seguire il caso per conto del giornale per cui lavora. Da quando se n'è andata da casa, otto anni prima, non ha quasi più parlato con i suoi familiari: né con la madre, bella e inavvicinabile come una bambola di porcellana, né con la sorellastra che conosce a malapena, una tredicenne precoce dal fascino misterioso e fatale. Ora, tornata nella dimora vittoriana di famiglia, Camille è perseguitata dai ricordi d'infanzia e da una tragedia che neppure un ricovero in un ospedale psichiatrico le ha permesso di dimenticare. Indagando sugli omicidi insieme al capo della polizia locale e a un agente speciale dell'FBI, Camille inizia a identificarsi sempre di più con le giovani vittime. Perché ha la sensazione di aver già vissuto sulla propria pelle i loro orrori? Incalzata dai suoi demoni, dovrà risolvere il puzzle del suo passato, prima che il ritorno forzato a casa si trasformi in un viaggio a senso unico verso l'inferno.

Oggi vi parlo del primo libro di Gillian Flynn, tutti i suoi libri avranno (o hanno avuto) un'adattamento e Sulla pelle diventerà un film per la tv. Qualcuno l'ha già definito un True Detective femminile, ma è ovvio che queste persone il libro non l'hanno letto. Comunque ormai ogni cosa con un'indagine di mezzo viene comparata a true detective, prima o poi passerà anche questo fenomeno.

Sinceramente mi aspettavo una schifezza dalle recensioni che ho letto. Ma non è così: certo è un libro imperfetto; la psicologia dei personaggi è un po' spicciola e la protagonista Camille non ha neanche un terzo del fascino di Amy Dunne (quella de L'amore bugiardo che ho lodato con fervore qui). Anzi inizialmente risulta solo irritante, finché non scopriamo che si taglia. Quindi ha un problema mentale. E' una donna debole da tutti i punti di vista, cerca di fare la dura ma capiamo bene che finirà male (sono costretta a confrontarla con Amy: una donna davvero forte al confronto). Il finale poi non è così inaspettato, la Flynn lascia degli indizi e Camille è attorniata, nella sua casa, da figure quasi ultraterrene e spiritate. Ci sono arrivata anch'io, vorrà dire qualcosa.

Devo compararlo con L'amore bugiardo perché i due libri condividono un particolare. I genitori di Amy sono probabilmente la causa della sua natura. Perché è finita per diventare una psicopatica? Semplice no? Le attenzioni dei genitori. Non le davano veramente attenzioni, ma l'hanno sempre utilizzata per fini economici. Dall'infanzia cresce uno spirito violento e malato.
E' un po' quello che accade anche alla povera Camille. La madre circondava di attenzioni solo la sua sorella defunta, perché lei era costantemente malata. Camille invece non voleva dargliela vinta, non voleva farsi manovrare ed è forse la scelta migliore che abbia fatto nella sua infanzia. Poi si delinea il tipico carattere dell'adolescente che vuole farsi accettare: alcool, bravate, sesso... e pochissimo amore. Anzi nessun tipo d'amore. C'è anche l'ambientazione: la tipica cittadina piccola in cui tutti sanno tutto di tutti ma non rivelano niente alla polizia. Ecco è tutto così tipico. Almeno per gli amanti dei thriller sui generis. Eh sì perché è un genere che leggo volentieri, cerco di trovare l'intrattenimento (cioè scopriamo allegramente l'assassino) anche nei peggiori gialli mai scritti. Eppure Gillian Flynn sa il fatto suo, già nel suo primo romanzo si delinea l'idea di donna che vuole dare un po' a tutti i suoi personaggi, i maschi stanno quasi sullo sfondo. Almeno in questo libro, perché poi in L'amore bugiardo decide di dedicarsi alle varie facciate del matrimonio. Diciamo che gli scrittori non sono degli psicologi quindi non si può neanche pretendere chissà quale miracolo, a volte fanno centro, a volte no. 
Eppure non me la sento di dire che questo esordio letterario sia brutto nel senso stretto del termine. Diciamo solo che ha voluto strafare e mettere troppi elementi nel calderone e così l'appassionante processo investigativo ne ha notevolmente risentito. Perché la psicologia dei personaggi si è messa troppo in messo. E certamente la donna relegata nel ruolo di vittima sofferente non aiuta molto. 
Comunque mi ha intrattenuta quel che bastava. Imperfetto ma godibile.

6 commenti:

  1. Contando che sono uno dei pochi che non è impazzito per il film di "Gone girl", non ho mai approfondito le letture di questa autrice - che comunque mi dicono essere bravissima.
    Magari questo me lo leggo prima che facciano il film per la tv :)

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    1. Mmm... neanch'io sono impazzita per il film (http://www.saylormag.com/playlist-cinematografica-15-gone-girl-david-fincher/) ma per il libro sì. Perciò non cominciare da questo libro, buttati su L'amore bugiardo molto più bello e profondo del suo esordio ;)

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    2. Magari li leggo entrambi per poter vedere di mio occhio l'evoluzione :D anche se la mia lista delle cose da leggere è oscenamente lunga... T.T

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    3. Io ho abolito le liste, almeno per me stessa. Mi mettono ansia e basta quindi ciò che trovo leggo o guardo XD

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  2. Io ho trovato molto belli libro e film e mi interessa leggere altro dell'autrice, anche se magari mi rifarò con l'altro. Questo ho capito che non è proprio imperdibile, insomma. Ed è proprio periodo di letture carine e basta, quindi al momento rimando :)

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    1. Sì anche secondo me merita di più l'altro libro. E pensa pure quello diventerà un film... con Charlize Theron se ho capito bene :)

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