lunedì 16 marzo 2015

Il Cerchio: la distopia che sta già accadendo




Titolo: Il Cerchio
Autore: Dave Eggers
Anno: 2014

Trama: "mio Dio, questo è un paradiso" pensa Mae Holland un assolato lunedì di giugno quando fa il suo ingresso al Cerchio. Mai avrebbe pensato di lavorare in un posto simile: la più influente azienda al mondo nella gestione di informazioni web, un asteroide lanciato nel futuro e pronto a imbarcare migliaia di giovani menti. Mae adora tutto del Cerchio: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, i tavoli da ping pong per scaricare la tensione, le feste organizzate, perfino l'acquario con rarissimi pesci tropicali. Pur di far parte della comunità di eletti del Cerchio, Mae non esita ad acconsentire alla richiesta di rinunciare alla propria privacy per un regime di trasparenza assoluta. "Se non sei trasparente, cos'hai da nascondere?" è uno dei motti aziendali. Cioè, condividere sul web qualsiasi esperienza personale, trasmettere in streaming la propria vita. Nessun problema per Mae, tanto la vita fuori dal Cerchio non è che un miraggio sfocato e privo di fascino. Perlomeno fino a quando un ex collega non la fa riflettere: il progetto di usare i social network per creare un mondo più sano e più sicuro è davvero privo di conseguenze o rende gli esseri umani più esposti e fragili, alla fine più manipolabili? Se crolla la barriera tra pubblico e privato, non crolla forse anche la barriera che ci protegge dai totalitarismi?

Non siamo destinati a sapere tutto, Mae. Hai mai pensato che forse la nostra mente è delicatamente calibrata tra il noto e l’ignoto? Che la nostra anima ha bisogno dei misteri della notte e della chiarezza del giorno? Voi state creando un mondo di luce sempre accesa, e io credo che essa vi brucerà tutti quanti. Non ci sarà tempo per riflettere, dormire, raffreddarsi. Avete mai pensato, voi del Cerchio, che il nostro contenuto può arrivare solo fino a un certo punto? Guardaci. Siamo piccoli. Abbiamo la testa piccola, grande come un melone. Vuoi che la nostra testa possa contenere tutto ciò che il mondo ha mai visto? Non funzionerà.

Il Cerchio ha riscosso critiche non indifferenti in giro per il mondo. Da noi è uscito da alcuni mesi e il dibattito sembra essere una delle reazioni più naturali di fronte alla lettura di questo libro mica tanto distopico. Il che è positivo perché vuol dire che non siamo ancora arrivati al livello da lavaggio del cervello che ci propina the circle. E' già in lavorazione un film e spero vivamente che renda un poco d'onore a questa opera, ma le prime notizie non sono confortanti (andate qui). Si vocifera - anzi sarebbe giusto sottolineare che è partita una causa al riguardo - che Eggers abbia plagiato il libro Dentro Facebook di Katherine Losse (ne avevo ampiamente parlato qui). Diciamo che nella prima parte de Il Cerchio sicuramente sì ma poi la storia si sbriglia con naturalezza prendendo le distanze dall'esperienza reale della Losse in Facebook. Ha utilizzato la testimonianza come una specie di saggio, a puro titolo informativo. In questa distopia non ci sono triangoli amorosi (maledetti!) e neanche ragazze che ammazzano scoiattoli con arco e freccia... quindi se vi aspettate tutto questo e non volete essere coinvolti troppo personalmente... siete ancora in tempo per fare un passo indietro. Questo libro riguarda chiunque faccia uso di internet, quindi la stragrande maggioranza della popolazione ecco perché tutti dovrebbero leggerlo. Ci invita a riflettere sull'uso che ne stiamo facendo, sull'equilibrio che comincia a mancare e sulle società (es: Facebook, Google, Twitter ecc.) che fanno girare tanti quattrini e chissà che non abbiano interessi politici. Sì perché quanto è sottile questa linea? E chi oserà attraversarla? Io, da brava complottista a tempo perso, non vedo quel momento tanto lontano. Il Cerchio si spinge oltre.

Il Cerchio è trasparenza. Il Cerchio ha dei motti: la privacy è un reato, la democrazia è obbligatoria. Ricorda apposta quel colosso distopico che è e continuerà ad essere 1984. E non solo per i motti, è un'evoluzione che ricalca su un finale angoscioso, con tanto di colpo di scena ben piazzato e ben studiato. I personaggi hanno tutti psicologie diverse da esporre, comparerete i due "amori" di Mae; Francis e Kalden. Molto diversi tra loro. Arriverete a provare un picco di empatia per Mercer; l'ex di Mae, ed uno dei pochi ribelli di cui sentiremo la voce. Infatti nella storia c'è pochissima ribellione, pochissimi sanno quello che succederà. E Mae continua nel suo ruolo di pedina, il lavaggio del cervello è completo; per lei il cerchio è buono, è dio. Risolverà ogni male perché non esisteranno segreti e tutti saranno monitorati dalla loro nascita fino alla loro morte. Ci sono dei buchi nella storia abbastanza noiosi e ripetitivi ma ho amato il veloce discioglimento del finale, dalla metafora dello squalo che divorerà tutti fino al colpo di scena.
Perché è tutto così appassionante? Perché sta già succedendo. Ci stiamo arrivando. Tutti stiamo diventando trasparenti e volontariamente.
Questa distopia è tale perché innanzitutto mantiene alto il livello di angoscia, ci fa conoscere pochi ribelli e niente happy ending. Ecco una bella distopia: niente eroine, nessun ritorno alla pace ed il finale giusto, oppressivo. 
Dopo aver letto l'ultima parola mi sono sentita al contempo soddisfatta e frustrata. 

4 commenti:

  1. Mi hai davvero incuriosito! Lo aggiungo alla mia lista...

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    1. Yaay! Buona lettura quando verrà il momento!!! :P

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  2. Ciao! ho finito da poco il libro e sono rimasta piacevolmente colpita, soprattutto dal finale...ad un tratto ho avuto il terrore del solito finale patetico, ultimamente va molto di moda rovinare tutto con il finale, soprattutto nelle serie tv. Grazie per il consiglio!

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    1. Felicissima di esserti stata utile! :D
      Quella di rovinare i finali è una moda antica XD

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