giovedì 12 marzo 2015

Dopo Skins: Emanuel and the thruth about fishes e '71

Ora che riesco più o meno ad alzarmi dal letto mi sono concessa alcune prime visioni, ho cominciato con Laggies e poi mi sono imbattuta in queste due pellicole. Guarda caso questi due film condividono una particolarità: entrambi i protagonisti sono reduci della serie inglese Skins. Tanto per dire: ho amato intensamente quella serie. E indovinate un po'? Sapevo che questi due attori si sarebbero fatti conoscere in qualche modo.



Emanuel and the thruth about fishes era un film che rimandavo da tempo. La protagonista è interpretata da una sempre misteriosissima Kaya Scodelario (Effie dagli occhi blu per i profani). La storia è molto singolare. Il tutto nasce da un personaggio abbastanza logorroico che potrebbe infastidire, ma questo è compensato dalla curiosità improvvisa dello spettatore. Vicino a casa sua infatti si trasferirà una Jessica Biel con la frangetta, che ricorda molto la madre morta durante il parto, di Emanuel. Assieme a lei c'è una neonata. Lei cerca una babysitter ed Emanuel si offre subito. Inutile dire che tra le due si svilupperà un rapporto molto tenero. Ma c'è qualcosa che non va. Emanuel si troverà suo malgrado a proteggere un segreto assieme alla vicina. Poi ci sono queste scene totalmente oniriche nelle quali la protagonista viene ricoperta dall'acqua piano piano; sarebbe la metafora che si nasconde nel titolo. Oltretutto la regista si è innamorata anche lei (in Skins guai se non c'era un primo piano sugli occhi) degli occhioni blu della Scodelario e diverse riprese si basano su questo. E' un film sulla crescita a tratti tenero, a tratti fuori di testa, a tratti misterioso ed infine mantiene la sua aura di fascino. Certo è che non vi aspetterete minimamente ciò che accadrà scena dopo scena. Il finale è perfetto. Piccola avvertenza: potrebbe smuovervi qualcosa. L' ho proprio sottovalutato. La colonna sonora è "franciosa" perché si rifà all'ossessione palesemente passeggera di Emanuel verso la Francia. La regista di questo film è italiana: Francesca Gregorini. Una regista e cantautrice attiva principalmente negli Stati Uniti. Sono sicura che la Gregorini ha ancora molto da offrire. Davvero da non perdere, ma fate in modo di guardarlo con il mood giusto, miraccomando.



Per proseguire sulla scia del mood giusto ecco '71. E' un film storico sulla guerra. Ehi aspettate un'attimo... Jack O'Connell in un film storico... sulla guerra... ehm... Unbroken? Allora Unbroken era un polpettone durante il quale non mi sono addormentata a causa di continui richiami gay ed una sana ossessione della Jolie verso il fisico maschile, ma questo '71 è proprio tutt'altro universo. Innanzitutto siamo a Belfast nel 1971, come suggerisce velatamente il titolo e poi non si perde mai il ritmo. La tensione non scende mai. Certo il protagonista è un po' sfigato ma come poteva risultare interessante un film del genere se non c'era un pochetto d'azione? Tra l'altro è destabilizzante; si passa subito dalla calma al casino più completo con conseguente fuggi fuggi generale. Davvero un'avventura assurda quella che capita a questo povero soldato semplice. In pratica durante un'operazione viene lasciato lì tra due fuochi con un compagno morto tra le mani, visto che è inglese e a quanto pare a molti abitanti gli inglesi (per di più soldati) non stanno molto simpatici. Comincia una vera e propria caccia. Viene inseguito da più gruppi e la faccenda diventa ancora più complicata. Pian piano il soldato incontrando varie persone si rende realmente conto delle dimensioni di questa guerra che lui aveva sottovalutato fin dall'inizio. E qui si passa tra stati emotivi diversi, si va dalla tensione altissima fino al dispiacere assoluto. Se poi calcolate che io sono una di quelle che non sopporta le scene in cui minacciano di uccidere la gente e stanno lì ad aspettare con la canna puntata in testa per 3 ore... allora questo non era proprio il film più adatto per miei nervi. Detto questo il film termina con due riprese molto "autoriali": camera fissa sul corridoio mentre il nostro soldato cammina verso una nuova consapevolezza e il cielo proprio sul finale. Il regista è Yann Demange alla sua prima creazione tra l'altro, come la regista di cui parlavo qui sopra anche questo qui ha davvero molto da offrire. Ma alcune buone idee le ha già trasformate sul piccolo schermo; ha diretto alcune puntate del geniale Dead Set e si è occupato di un'altra manciata di serie interessanti. Un gran bel film e O'Connell in divisa è sempre ben gradito. C'è una buona ragione se l'ho messo tra i miei gnocchi del mese.

Spero che questa idea vi sia piaciuta. Sono due attori che sicuramente continueranno la loro ascesa nell'industria del buon cinema. Fatemi sapere se avete visto uno di questi film.

7 commenti:

  1. Skins mi è sempre piaciuto tantissimo e queste sembrano essere proprio due visioni interessanti.

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  2. Mi attira il primo ;)
    Io mi sono imbattuto in The Voices, invece, con Reynolds e la Arterton decapitata, e l'ho stranamente adorato. Non mi divertivo così da tempo. Una commedia nera coi fiocchi, diretta dalla creatrice di Persepolis. Sorpresona rara.

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    1. Uuuh ce l'ho ben presente. E' uscito coi subs quindi? :D ora cerco.

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  3. Oddio Nyu scusa... ho eliminato il tuo commento senza volere. Ma ti rispondo lo stesso. Allora il primo sicuramente è molto bello e particolare dal punto di vista estetico mentre il secondo è più rozzo quindi capisco che non possa ispirare.

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  4. C'è vita dopo Skins!
    Emanuel continuo a rimandarlo anch'io, ma non ho ancora trovato il mood giusto...
    Quanto a '71 cercherò di vederlo a breve. Il fatto che non c'entri niente con Unbroken mi incoraggia parecchio. :)

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