martedì 24 febbraio 2015

#ShortStory: Louie scopre i buchi neri


Buchi neri ruotano attorno a questa esistenza. Louie lo sa, ne cattura uno e lo fa ruotare sul palmo della mano, lo ammira compiaciuto pensando "con questo assorbirò l'intero pianeta". Questi deliri di onnipotenza continuano a ronzargli in testa per molto tempo. Stanco di pensarci su Louie va a casa, mangia, legge e non riesce a dormire. Perciò continua ad osservare i buchi, raccoglie un calzino e lo fa passare attraverso lo spazio oscuro, sente il rumore del risucchio e, come per magia, il calzino non riappare dall'altra parte del cerchio oscuro. Quel calzino non c'è mai stato, Louie comincia a dubitare della sua esistenza. Inizia a guardare fuori dalla finestra. Ora ha paura e sussurra a sé stesso "se non lo faccio finire io il mondo non lo farà nessun altro". E' disperato, è una scelta importante per tutti, così va dalla madre, la sveglia senza nessuna intenzione precisa in testa e le chiede se può dormire assieme a lei nel lettone, come faceva poco tempo fa. Lei scuote la testa con poca energia, si gira semplicemente dall'altra lato senza rispondergli. Vuole dormire da sola, ha paura che gli bagni il letto. Questo è il pensiero preciso che prende forma nella testa di Louie. Lui è insonne ma capisce le ragioni della madre quasi avesse una maturità superiore per la sua età. Si ricorda che domani lei deve alzarsi presto, meglio non disturbarla più. Socchiude la porta delicatamente, va in bagno e si osserva per un tempo infinito davanti allo specchio; non è cambiato tanto da quando si faceva la pipì addosso. Esce dal bagno e si reca in cucina, intravede un'ombra e comincia a sorgere l'angoscia. La figura nel buio è ormai distinguibile, non è il padre; anche lui dorme accanto alla mamma. E' un uomo ricoperto di squame, non è spaventoso, sembra gentile ed è bellissimo. "Non voglio farti del male Louie" gli parla piano per non svegliare i suoi. Il bambino comincia ad agitarsi "perché vuole parlare solo con me?" pensa immediatamente. Con voce suadente e studiata la creatura gli dice che ha bisogno dei suoi buchi neri, in realtà lui ne è il legittimo proprietario, gli aveva persi e non li ritrovava più, da dove viene lui sono fondamentali per vivere. Louie senza controbattere ma neanche fare cenni di comprensione va verso la sua stanzetta e glieli cede immediatamente senza contestare la veridicità di ciò che l'uomo squamato gli ha raccontato. Lui appena gli ha indietro dice "visto che sei stato così gentile voglio farti un regalo".
Il bambino rabbrividisce, ma riconosce che la proposta improvvisa e quella creatura non umana lo affascinano. Fa un leggero cenno di assenso con la testa per sapere di cosa si tratta.
"Se salterai dentro questo buco nero verrai con me nella mia galassia, che è ben più bella di questa noiosa terra, ne hai voglia?". Il bambino è insospettito ma si rende anche conto che una misteriosa forza magnetica lo spinge ad accettare subito l'offerta. Louie percepisce la natura imprevedibile e capricciosa della creatura che gli sta davanti e perciò tentenna, non si fida e si prende il tempo giusto per riflettere. Intanto il buco nero continua ad allargarsi, lui si sposta con prudenza. Le sorprese non finiscono perché il suo strano ospite ad un certo punto dice "se non salti ora il buco potrebbe risucchiare il mondo. Dai fallo vedrai che non te ne pentirai, in più sarai un eroe per sempre". Eroe. Quella parola lo colpisce con forza. La creatura si rende conto di aver fatto centro ed insiste su quel punto. Ma grazie a quegli incoraggiamenti rivela anche di avere una certa fretta e di essere leggermente seccato da quella situazione, probabilmente non è arrivato lì nella sua cucina di sua spontanea volontà, magari è in missione. Louie vaglia le sue possibilità: da una parte non si fida di lui ma dall'altra ne è visibilmente affascinato, non sa che fare. Vuole essere davvero un eroe, in fondo è ancora un piccoletto, cosa si aspetta da lui? 
Louie fino ad un attimo prima voleva spazzare via l'umanità ora invece è pronto a difenderla come se l'avesse creata lui stesso. La sua poca coerenza lo fa vergognare. Solo lui può salvare tutti, eppure è tranquillissimo in quel momento. Ha fatto la sua scelta ormai. Si avvicina al buco ed osserva il vortice nero. "Allora ti sei deciso?". Le sue parole lo sfiorano appena. Il vortice si è ormai impossessato di tutta la cucina.
Louie salta.

Mi intrometto un'attimo, solo un minutino: allora era da tanto che non tiravo giù qualcosa. Ogni volta che stavo per scrivere mi bloccavo in preda all'ansia. Avevo paura che qualunque cosa scrivessi fosse spazzatura. Quando ho finito di scrivere ho sentito della vera e propria liberazione. Ho buttato giù le parole con rabbia, come se non avessi il tempo di arrivare alla fine. Ho rimesso a posto alcuni punti e sono soddisfatta del risultato finale. In particolare l'ultima frase, voglio che vi immaginiate voi cosa succede dopo. La fine dipende anche dal vostro umore: volete regalare speranza al racconto oppure pensate che "squamino" gli mentisse? Sta a voi. L'ispirazione mi è salita grazie ad un discorso del tutto sincero con la mia amica. E, per una volta, non mi sono preclusa di scrivere, anche se solo per sfogarmi. Non intendo pubblicare qualsiasi pensiero mi passi per la testa, tranquilli. Comunque la vostra opinione mi interessa molto, aldilà degli errori grammaticali e di sintassi, che sicuramente ci sono, che ne pensate? Io mi sono buttata, ogni tanto ci vuole.

Un'ultima cosa: non so perché l'ho chiamato Louie, sul serio.

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