giovedì 26 febbraio 2015

Pillole virali: Bee and PuppyCat


Bee and PuppyCat è una serie di Cartoon Hangover. Cos'è Cartoon Hangover? Un canale youtube dove vengono "trasmessi" episodi di cartoni animati prodotti da loro. Sono diventati famosi perché tra i creatori spiccano spesso nomi già conosciuti con la serie Adventure Time, e per me ogni cosa che si ispira ad AT è oro colato. Trasmettono serie ma anche corti che vi invito a guardare. E' un canale di riferimento per chi ama i cartoni animati non nel senso stretto del termine, ma per tutte le fasce d'età, d'altronde se siete finiti su questo blog è perché non cercavate su google prodotti da falegnameria ecco. Quindi era scontato che mi guardassi Bee and puppycat. La serie non l'attendevo perché ho scoperto della sua esistenza giusto quando è uscita la prima puntata. Comunque indovinate un po'? La creatrice della serie è l'adorabile Natasha Allegri, colei che ha "partorito" i due personaggi spin-off di AT per eccellenza: Fionna e Cake. Infatti Bee e il suo gatto scontroso somigliano molto alle sue creature più famose. La serie si contraddistingue per i suoi colori tenui e tendenti al rosa. Se nel primo episodio non avete capito un acca della trama non preoccupatevi. Non siete i soli. Per capire bene la vita di Bee bisogna risalire ad altri due episodi che fungono da prequel, ma che sono stati pubblicati in seguito sul canale.



Bee è disoccupata e si guadagna da vivere andando in missione con il suo gatto parlante. Indossa una tutina che fa molto Saylor Moon, tipo eroina dello spazio (?). Ma forse mi ricorda Saylor Moon per altri particolari che ora non riesco a collegare. Puppycat probabilmente fu in passato un principe ora trasformato in gatto per i motivi che ha spiegato lui stesso. Il personaggio di Bee non lo vedo così lontano dalla realtà, è una ragazza: stralunata, pigra, confusa, solitaria ecc. questi lati del suo carattere sono stati giudicati come abbastanza noiosi però per me è un passo avanti. Non tutti i personaggi femminili devono essere sorridenti e spavaldi. Si spiegherebbe anche il perché della serie, in pratica si divide tra la sua vita di dolce far niente e un luogo tutto dedicato all'immaginazione. La caratteristica che fa incavolare gli spettatori dello show è che Bee non ha i piedi per terra e si lascia andare, non pensa al suo futuro. Lo so che non volevate il pappone psicologico anche perché io non sono chi per analizzare così un cartone animato ma è un'opinione come un'altra. Oltre alla grafica estremamente curata e queste continue incursioni nel mondo parallelo costruito dal gatto bisogna rendere omaggio ad un'ottimo lavoro di doppiaggio che culmina con la voce metallica di puppycat. Ho visto qualche video del backstage mentre doppiavano e sono rimasta affascinata dal lavoro dei doppiatori. Oltre a tutto questo il concept dei personaggi è estremamente carino. I fondali sono fenomenali, per me delle vere opere d'arte. Con Bee si stacca e non si stacca. Il cervello non va totalmente in pappa (pur conservando i toni dementi del buon AT) e c'è anche spazio per qualche riflessione, ma le parti "pigre" non si impongono, il tono ironico prevale volentieri su tutto il resto. Originale, divertente e colorato il cartone della Allegri non poteva che risultare altrimenti. In patria è già un fumetto, come lo sono anche AT e Over the garden wall. La prima stagione si compone di 4 episodi più i 2 episodi extra che ho inserito prima. Ovviamente continuerà, almeno le visualizzazioni ne attestano il successo, presumo per lo più negli USA (?!). Che dire di più: l'ho amato da subito. Irresistibile sotto ogni punto di vista.



Se non ve la cavate con l'inglese o preferite in ogni caso i sottotitoli allora vi consiglio di andare sulla pagina facebook Subtoon. Più specificamente qui trovate i link dove potrete scaricare le puntate per poi attaccarci sopra i sottotitoli in italiano. Tra l'altro visto che è una pagina fenomenale e utilissima vi avviso che potrete trovare i subs di tantissime altre serie come: Over the garden wall, Gravity falls, Steven Universe o anche Bravest warriors; un cartone sempre di Cartoon Hangover.

E voi: avete visto la serie? Cosa ne pensate?

martedì 24 febbraio 2015

#ShortStory: Louie scopre i buchi neri


Buchi neri ruotano attorno a questa esistenza. Louie lo sa, ne cattura uno e lo fa ruotare sul palmo della mano, lo ammira compiaciuto pensando "con questo assorbirò l'intero pianeta". Questi deliri di onnipotenza continuano a ronzargli in testa per molto tempo. Stanco di pensarci su Louie va a casa, mangia, legge e non riesce a dormire. Perciò continua ad osservare i buchi, raccoglie un calzino e lo fa passare attraverso lo spazio oscuro, sente il rumore del risucchio e, come per magia, il calzino non riappare dall'altra parte del cerchio oscuro. Quel calzino non c'è mai stato, Louie comincia a dubitare della sua esistenza. Inizia a guardare fuori dalla finestra. Ora ha paura e sussurra a sé stesso "se non lo faccio finire io il mondo non lo farà nessun altro". E' disperato, è una scelta importante per tutti, così va dalla madre, la sveglia senza nessuna intenzione precisa in testa e le chiede se può dormire assieme a lei nel lettone, come faceva poco tempo fa. Lei scuote la testa con poca energia, si gira semplicemente dall'altra lato senza rispondergli. Vuole dormire da sola, ha paura che gli bagni il letto. Questo è il pensiero preciso che prende forma nella testa di Louie. Lui è insonne ma capisce le ragioni della madre quasi avesse una maturità superiore per la sua età. Si ricorda che domani lei deve alzarsi presto, meglio non disturbarla più. Socchiude la porta delicatamente, va in bagno e si osserva per un tempo infinito davanti allo specchio; non è cambiato tanto da quando si faceva la pipì addosso. Esce dal bagno e si reca in cucina, intravede un'ombra e comincia a sorgere l'angoscia. La figura nel buio è ormai distinguibile, non è il padre; anche lui dorme accanto alla mamma. E' un uomo ricoperto di squame, non è spaventoso, sembra gentile ed è bellissimo. "Non voglio farti del male Louie" gli parla piano per non svegliare i suoi. Il bambino comincia ad agitarsi "perché vuole parlare solo con me?" pensa immediatamente. Con voce suadente e studiata la creatura gli dice che ha bisogno dei suoi buchi neri, in realtà lui ne è il legittimo proprietario, gli aveva persi e non li ritrovava più, da dove viene lui sono fondamentali per vivere. Louie senza controbattere ma neanche fare cenni di comprensione va verso la sua stanzetta e glieli cede immediatamente senza contestare la veridicità di ciò che l'uomo squamato gli ha raccontato. Lui appena gli ha indietro dice "visto che sei stato così gentile voglio farti un regalo".
Il bambino rabbrividisce, ma riconosce che la proposta improvvisa e quella creatura non umana lo affascinano. Fa un leggero cenno di assenso con la testa per sapere di cosa si tratta.
"Se salterai dentro questo buco nero verrai con me nella mia galassia, che è ben più bella di questa noiosa terra, ne hai voglia?". Il bambino è insospettito ma si rende anche conto che una misteriosa forza magnetica lo spinge ad accettare subito l'offerta. Louie percepisce la natura imprevedibile e capricciosa della creatura che gli sta davanti e perciò tentenna, non si fida e si prende il tempo giusto per riflettere. Intanto il buco nero continua ad allargarsi, lui si sposta con prudenza. Le sorprese non finiscono perché il suo strano ospite ad un certo punto dice "se non salti ora il buco potrebbe risucchiare il mondo. Dai fallo vedrai che non te ne pentirai, in più sarai un eroe per sempre". Eroe. Quella parola lo colpisce con forza. La creatura si rende conto di aver fatto centro ed insiste su quel punto. Ma grazie a quegli incoraggiamenti rivela anche di avere una certa fretta e di essere leggermente seccato da quella situazione, probabilmente non è arrivato lì nella sua cucina di sua spontanea volontà, magari è in missione. Louie vaglia le sue possibilità: da una parte non si fida di lui ma dall'altra ne è visibilmente affascinato, non sa che fare. Vuole essere davvero un eroe, in fondo è ancora un piccoletto, cosa si aspetta da lui? 
Louie fino ad un attimo prima voleva spazzare via l'umanità ora invece è pronto a difenderla come se l'avesse creata lui stesso. La sua poca coerenza lo fa vergognare. Solo lui può salvare tutti, eppure è tranquillissimo in quel momento. Ha fatto la sua scelta ormai. Si avvicina al buco ed osserva il vortice nero. "Allora ti sei deciso?". Le sue parole lo sfiorano appena. Il vortice si è ormai impossessato di tutta la cucina.
Louie salta.

Mi intrometto un'attimo, solo un minutino: allora era da tanto che non tiravo giù qualcosa. Ogni volta che stavo per scrivere mi bloccavo in preda all'ansia. Avevo paura che qualunque cosa scrivessi fosse spazzatura. Quando ho finito di scrivere ho sentito della vera e propria liberazione. Ho buttato giù le parole con rabbia, come se non avessi il tempo di arrivare alla fine. Ho rimesso a posto alcuni punti e sono soddisfatta del risultato finale. In particolare l'ultima frase, voglio che vi immaginiate voi cosa succede dopo. La fine dipende anche dal vostro umore: volete regalare speranza al racconto oppure pensate che "squamino" gli mentisse? Sta a voi. L'ispirazione mi è salita grazie ad un discorso del tutto sincero con la mia amica. E, per una volta, non mi sono preclusa di scrivere, anche se solo per sfogarmi. Non intendo pubblicare qualsiasi pensiero mi passi per la testa, tranquilli. Comunque la vostra opinione mi interessa molto, aldilà degli errori grammaticali e di sintassi, che sicuramente ci sono, che ne pensate? Io mi sono buttata, ogni tanto ci vuole.

Un'ultima cosa: non so perché l'ho chiamato Louie, sul serio.

domenica 22 febbraio 2015

L'amica geniale: la potenza di Elena Ferrante



“Tu sei la mia amica geniale, devi diventare la più brava di tutti, maschi e femmine.” 

E' difficile che mentre giravate nelle librerie non vi foste accorti di alcune copertine molto semplici in cui regna principalmente il bianco e che recano il nome di Elena Ferrante. Si tratta dei quattro libri de L'amica geniale. La mia curiosità verso la Ferrante è stata mossa per l'ennesima volta dal canale di Ilenia Zodiaco, una ragazza che prima di tutto ha ottimi gusti e dopo sa benissimo come far incuriosire un lettore. Ero ritrosa a cominciare l'impresa, perché si tratta di quattro volumi, più o meno un complesso di 2000 pagine, insomma un impegno non indifferente. Invece il primo volume l'ho divorato e così sono arrivata al secondo, e nel tempo in cui mi accorgevo di quello che stavo facendo ero già tra le pagine del terzo... La scrittura della Ferrante è magnetica, ti sembra di essere proprio lì assieme alle due ragazze. Riesci quasi a sentire i suoni e gli odori del rione napoletano. Lila è l'amica geniale del titolo, possiede un'intelligenza superiore, comincia ad imparare a leggere e scrivere da sola e da lì è tutto un crescendo. Il suo carattere è forte e anche l'amica del cuore Elena (chiamata Lenù esclusivamente da Lila) non si fa problemi a definire la sua intelligenza cattiva. Perché in un certo senso è così: è come se qualcosa la corrodesse dentro, come se lei non fosse di questo mondo e forse è proprio quest'elemento ad attrarre principalmente Elena che sopratutto nel primo volume vorrà seguirne le orme a tutti i costi per non essere seconda a lei in nulla. Anche se lei ha le possibilità per continuare a studiare mentre la vita di Lila prende una piega inaspettata (ma forse neanche tanto considerando l'epoca e la mentalità del tempo) che sarà facile intuire guardando la copertina. E quando Lila pensa di aver fregato tutti invece dovrà ricevere un'altro duro colpo...
Il loro rapporto è di amore-odio, ma mai un'amicizia femminile è stata così ben descritta. E' vera, nessun particolare viene "romanzato" o filtrato. Elena all'inizio è quasi ossessionata da Lila.
Lila in più racconta ad Elena di avere avuto delle "crisi" (se così si possono definire) in cui perdeva contatto con la realtà e tutto le appariva rozzo, faceva fatica a riconoscere il fratello, l'assaliva l'angoscia e si ritrovava come paralizzata. Queste crisi si presenteranno spesso nella storia e non faranno altro che far accrescere ancora di più il fascino magnetico e misterioso di Lila. Anche se nel secondo volume si mostra anche cattiva senza alcuna pietà, sopratutto nei confronti di Elena e quindi da lì ho cominciato a riconsiderare il suo personaggio, in fondo non esiste una persona senza macchia vero?
Sicuramente non si tratta di una lettura soft, la stessa Elena che narra la sua vita con Lila dal futuro descrive la sua infanzia come estremamente violenta, e non comparabile con il presente. Due episodi la colpiranno in modo indelebile: innanzitutto la pazzia d'amore di Melina verso il poeta sposato (Donato Sarratore) che la prese come amante e poi l'abbandonò. Una vicenda che ha alimentato le voci del quartiere e sulla quale Elena ama fantasticare, e già da piccola si costruisce inconsapevolmente una sua visione sull'amore. E non è difficile capire che cosa ne pensi la Ferrante dell'amore visto che un suo romanzo si chiama per l'appunto L'amore molesto ed oltretutto in questo libro non troverete vie di mezzo, non ci sono censure, è tutto raccontato nel modo più trasparente possibile. La seconda cosa che alimenta le fantasie di Elena è l'omicidio di don Achille, un personaggio del rione su cui si è costruita una sua opinione, anche se non credo che sia stato tanto l'episodio a colpirla in sé ma il fatto che il ricordo del fatto vivesse attraverso il figlio. E' un po' come se questi due ricordi non potessero essere dimenticati, perché tornano spesso nella narrazione, anche se vengono solo accennati riportano la mente delle protagoniste indietro nel tempo. Elena è succube del fascino di Lila solo nel primo volume, già nel secondo volume vuole imporsi ed acquistare una sua indipendenza. La Ferrante non calca troppo sull'indipendenza femminile ma ci saranno fasi che sarà difficile ignorare e digerire, come quando Elena afferma con rassegnazione che ai suoi tempi era così, un uomo per affermarsi, per farsi dire che era bravo, doveva picchiare la donna, proprio per dimostrare agli altri uomini il suo essere uomo. Ciò che mi viene da chiedermi è chissà cosa sarebbe successo se i due destini si fossero invertiti? E in questa mia personale domanda mi precede in realtà Elena che se lo chiede.

“La bellezza che Cerullo aveva nella testa fin da piccola non ha trovato sbocco e le è finita tutta in faccia, nel petto, nelle cosce e nel culo, posti dove passa presto ed è come se non ce l’avessi mai avuta.” 

La storia si articola nell'arco di 60 anni. Ogni volume finisce in un modo che fa restare a bocca aperta. La reazione più naturale è passare subito al capitolo successivo. La conclusione è perfetta. Poi c'è un personaggio degno di nota: Nino Sarratore. La protagonista ne è invaghita dalla più tenera età. Assomiglia per certi versi Lila. E' il classico tipo a cui non interessa nulla e che involontariamente pur odiando il padre lo ricorda, almeno per i suoi comportamenti, non si cura delle conseguenze, è impulsivo. Il ragazzo è un punto fisso nella storia, riappare nei momenti più inattesi e fa bacillare i difficili equilibri dell'amicizia tra Lila è Lenù.
Sono molto contenta anche del successo editoriale che sta ottenendo questa saga (in particolar modo negli USA), la Rai non è riuscita a rimanere indifferente e quindi preparatevi alla serie tv, io non vedo l'ora di vederla e sono molto curiosa per la scelta degli attori, secondo me potrebbe uscirci fuori qualcosa di molto interessante. Aspetto con ansia la messa in onda quindi. Un'altra particolarità della Ferrante è quella di aver voluto mantenere l'anonimato, in pratica non si è mai mostrata, ma ha dichiarato che non è necessaria la sua foto in quarta di copertina, a noi devono bastare solo (e dici poco!) i suoi libri, lei scrivendo ci sta consegnando una parte di lei. E tra l'altro non dubito che questa importante "quadrilogia" sia almeno un poco autobiografica, quindi questa sua affermazione ha ancora più valore alla luce di ciò, oltretutto la protagonista si chiama Elena e condivide un tratto molto importante con la Ferrante. Di per sé le vicende sono semplici e non hanno nulla di spettacolare, anzi affidate ad altre mani sarebbero diventate probabilmente una soap opera all'italiana, invece grazie alla forma in cui le descrive l'autrice diventa tutto interessante, anche particolari quotidiani non degni di nota.
Evviva quindi le grandi autrici e la buona letteratura! Non potrete rimanere indifferenti ad Elena Ferrante.

martedì 3 febbraio 2015

Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra.

Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra., Ratigher

Questo fumetto italiano del 2014 è stato distribuito con il metodo PRIMA O MAI. In pratica durante lo scorso giugno era possibile preordinare il libro, allo scadere del mese la copia non era più acquistabile. E l'opera arrivava a casa verso settembre. Il libro in seguito non verrà più ristampato nella copia cartacea ma sarà disponibile gratuitamente in ebook (anche nel formato pdf per chi perde la vista con i piccoli schermi degli e-reader) sul sito Retina; uno spazio web che propone una vasta scelta di fumetti indi di autori italiani e non, a prezzi accessibili ma spesso molti dei libri digitali proposti si possono leggere gratis. Andate qui per leggere il fumetto in questione, e già che ci siete fatevi un giro. 
Comunque le vendite del cartaceo hanno superato ogni aspettativa battendo le 500 copie che l'autore si poneva come segno della riuscita dell'esperimento. Infatti sul portale è già partito un'altro progetto, per più informazioni andate qui.
L'autore è Ratigher, fa parte di un gruppo di fumettisti chiamati i Super Amici (ora conosciuti come Fratelli del Cielo), di questo gruppo ne sono membri anche Tuono Pettinato e LRNZ. Il suo primo libro a fumetti è stato TRAMA, che potete trovare a gratis sempre su Retina. Ratigher in questo momento è il nuovo sceneggiatore di Dylan Dog, quindi del nuovo ciclo che in teoria dovrebbe dare una sprizzata di modernità al personaggio. 

La storia narra di due ragazzine, per l'appunto, con un'insana passione per le analisi mediche. Le due sono molto diverse. Castracani si vede bella e vuole distinguersi a tutti i costi. Invece Motta è molto insicura ed è evidente che segue la scia dell'amica più per paura di restare sola che per affetto verso la ragazza:



Anche se questa situazione si verifica solo inizialmente, infatti nella "fine azzurra" Motta dimostra che l'amica dimenticata le sta a cuore. L'azzurro del titolo è un colore chiave che porta una risoluzione definitiva in un finale fantasioso ed inaspettato, sicuramente d'impatto che mi ha fatto considerare la lettura da un punto di vista diverso e meno logorroico del rapporto amore-odio delle due protagoniste, che si verifica tendenzialmente in presenza degli altri compagni di classe. Quando sono sole sembra quasi che siano legate da una profonda amicizia e quindi che capiscano le necessità l'una dell'altra. La gamma cromatica si modifica nel corso della storia, forse volendo riprodurre l'umore e le evoluzioni delle due. Anche se ad un certo punto Castracani sparisce ed assisteremo ad una crescita personale e solitaria di Motta. 

Lo stile delle ragazzine mi ha ricordato Daniel Clowes e mi ha rimandato istantaneamente a Ghost World, fumetto che mi risultò un po' indigesto ma le ragazzine si differenziano: i colori sono importantissimi e la storia potrebbe trarre ispirazione anche da una manciata di film di David Lynch, questo particolare riesco a digerirlo meglio. Le esplosioni di colori mi ricordano infine un'altro nome del panorama fumettistico italiano; Nicolò Pelizzon, guarda caso anche lui disegnerà un Dylan Dog in occasione del Color Fest. Su Retina trovate una sua breve storia che si chiama La luce nella pineta, vi invito a leggerla.

Nei personaggi rappresentati da Ratigher non c'è alcun tratto di bellezza, dettaglio che sta ad indicare la volontà dell'autore di volgere la nostra attenzione da altre parti. I tratti sono volutamente grotteschi ed esagerati; in una tavola le gocce di sudore fanno propriamente schifo, come se il sudore non fosse gradevole già di suo, il rosa irrompe e domina la scena:



E sono anche molto sensibile alle immagini di aghi che si conficcano nelle vene, pensare che è la prima pagina che vediamo, difatti l'unica parte del corpo che ci viene mostrata è un braccio. Ma in questo modo è difficile ignorare la parte strana che c'è in noi. Ed è quello che Ratigher vuole tirare fuori. E' un'opera che inizialmente mi ha fatta rimanere abbastanza scettica ma credo che fosse più a causa dei punti che condivideva con Clowes che dell'effettiva qualità della storia. Come ho detto prima riesce a scostarsi. L'impressione generale è quella di passare da fasi inorridite a fasi di goduria, quindi secondo me riesce nell'intento di far "ballare" il lettore tra queste due sensazioni totalmente agli antipodi. Sicuramente è un progetto molto interessante e degno di nota che farà parlare di sé per l'anomalo processo di distribuzione ma che riesce a rimanere impresso anche a causa di una "fattura" altrettanto anomala.
Concludendo il gioco vale la candela.


Infine appiccico l'adesivo simbolo della storia che è un'ennesima riprova della natura contro delle ragazze. Questa volta contro i borghesi, di conseguenza contro i genitori stessi.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...