sabato 30 agosto 2014

Fumetti: Compagni di classe (più seguiti) e Dolci tenebre



Titolo: Compagni di classe
Titolo originale: Doukyuusei
Mangaka: Asumiko Nakamura
Anno: 2006
Numero volumi: 1
Seguiti: Sotsugyousei (2 volumi), Occupation to beloved (2 volumi) e Sora to Hara (volume unico)

Trama: In una scuola superiore solo maschile viene deciso di fare un festival musicale in cui i ragazzi canteranno in un coro. Grazie a questo evento Rihito Sajou ha la possibilità di conoscere Beyan Kusanabe, non essendo capace di cantare chiederà a quest'ultimo, che suona in una band, di dargli lezioni. E così due ragazzi della stessa classe che non si erano mai parlati finiscono per conoscersi ma poco alla volta tra i due nasce qualcosa di più di una semplice amicizia.



Ho letto dapprima il volume unico per poi finire in bellezza in una mega maratona con i seguiti, che (me l'aspettavo) non sono usciti in Italia quindi mi sono dovuta arrangiare con le scans in inglese.
La trama sembrerà pure banale però viene sviluppata in modo diverso dai soliti yaoi, i personaggi non sono stereotipati e anche il terzo incomodo ha una storia da raccontare, che verrà approfondita in Sora to Hara. Oltretutto non ho mai sentito nominare in un yaoi di un protagonista che avesse attacchi di panico, tanto per farvi capire quanto sia tutto realistico ma allo stesso tempo molto poetico. I disegni sono molto allungati (come se volessero dare l'impressione di essere leggeri), mi piace molto lo stile che è stato usato e tutto nel complesso rende la storia tenera ma senza essere mielosa. Oltretutto anche nei seguiti i personaggi secondari vengono approfonditi e non lasciati al caso come se fossero semplici passanti. Anche se dei seguiti non ho apprezzato moltissimo la trama ad incastro, quindi il fatto che si parli (anche se in poche pagine) di altre coppie che entreranno in contatto con Sajou e Kusanabe. Mi è sembrata molto una cosa da Junjou Romantica e non da un manga di questo genere. Non ho capito neanche perché dividere tutta la storia quando invece poteva avere una continuità senza per forza cambiare i nomi ai volumi ogni due. Diciamola così: non è il solito yaoi (o meglio shounen-ai) ed è facile affezionarsi ai personaggi proprio perché sono umani e mostrano le loro debolezze. Ma sopratutto lo può leggere anche il lettore che schifa i yaoi come la fame. Ora però non voglio passare per quella che non li legge, perché ne leggo e tanti, dai più stupidi ai più inquietanti (anche se bisogna cercare proprio a fondo per trovare titoli più particolari) come Ibitsu na kakera (ve lo consiglio spassionatamente non è manco serializzato, è un doujinshi di 29 pagine).
Concludendo; Compagni di classe mi è piaciuto moltissimo e se siete curiosi di sapere come continuerà la storia vi consiglio anche di recuperarvi i seguiti, che probabilmente acquisterò semmai arriveranno in Italia.


Titolo: Dolci tenebre
Anno: 2014
Autori: Kerascoët e Vehlmann

Trama: Cupa e romantica allo stesso tempo, una favola nera dai toni grotteschi e surreali. Una strana comunità di bambini si ritrova per caso in un bosco popolato da improbabili creature all'interno del cadavere di una ragazzina. Per Aurore, la bambina che cerca di mettere ordine in questo microcosmo, il compito non è così facile. E sopravvivere ai giganti del bosco la costringerà a lottare e a diventare finalmente grande.

Questo è un altro titolo di cui ho sentito parlare solo bene, e attenzione sono stata così fortunata da vincerlo (ho vinto anche un altro volume) ma a quanto pare me ne sono accorta molto in ritardo (si vede che avevo poca fiducia in una possibile vincita). Comunque oltre al fatto della fortuna o meno ero molto incuriosita e mentre ero a San Salvo finalmente è arrivato, a fine lettura ho pensato soltanto questo; "grottesco". Il tutto inizia in un certo modo che volendo ci suggerisce parte della trama, però non è che arrivata a fine volume abbia capito tutto, anzi avevo ancora più domande. Ed è qui che sta la "genialata" nella storia; gli indizi ci sono, tocca a noi l'interpretazione. Ugualmente è un viaggio nel quale i personaggi (disegnati come in un fumetto per bambini, ma questo fumetto NON è per bambini) cercano così disperatamente di andare d'accordo che si comportano in modo stupido, senza risolvere problemi, senza litigare, semplicemente il più forte si impone (sei un mostro devi morire e quindi muori, e l'esserino non definito lo fa senza fiatare). Ma non è che potrebbe essere una parodia dei puffi? In fondo sono francesi. I puffi amavano la natura e la preservavano qui la distruggono, la uccidono. E la figura del principe? Beh si rivela essere quello che è veramente, anche se è una figura marginale mi ha colpita con il suo atteggiamento (con tanto di riferimenti sessuali, come a sottolineare che i bambini devono stare alla larga). Ma in primis è con quella bambina morta che iniziano le domande, perché "casualmente" ha lo stesso nome della protagonista, ed il volume è confezionato proprio come una favola; bellissimi i disegni (molto carucci che fanno un bel contrasto con l'atmosfera lugubre della storia) e la storia è complicata e fatta apposta per "intripparsi". Può essere preso come satira o se no come una rappresentazione estremizzata della società odierna, quindi a forza di voler convivere in pace finiamo per farci del male a vicenda e molte volte lo facciamo volontariamente. Se continuo a spiegare rischio di spoilerare tutto quindi nulla merita la lettura e la rilettura perché magari lo riaprirete per capire meglio certi passaggi o cogliere gli indizi nascosti.

giovedì 21 agosto 2014

Manga in pillole: La dea della fortuna e Il diario segreto di Bernie


Titolo: Kisshou Tennyo
Traduzione: La dea della fortuna
Mangaka: Akimi Yoshida
Numero volumi: 4
Anno: 1983-1984

Trama: Definito come "un thriller psicologico dai toni paranormali", Kisshou Tennyo inizia con un'ambientazione scolastica che ben presto lascia presagire qualcosa d'altro. 
Sayoko e' una studentessa appena trasferita in un nuovo liceo: dotata di rara bellezza e di un fascino magnetico e misterioso, cattura l'attenzione di tutti gli studenti. Tra questi, l'introversa Yuiko e la scontrosa Mari stringono amicizia con Sayoko, mentre Ryou, famoso per essere uno sciupafemmine, non esita a provarci con lei, scatenando le ire della sua ragazza.
Ma sono numerosi gli sviluppi, i personaggi e i segreti che questa storia ha in serbo per noi... 



Tecnicamente cercavo un bel manga shoujo ed invece affascinata dalle copertine dei volumi mi sono imbattuta in questo gioiellino. La trama dice tondo e chiaro di cosa tratta la storia; è "un thriller psicologico dai toni paranormali". La prima figura paranormale che incontriamo è proprio l'affascinante e inquietante protagonista Sayoko, una ragazza dalla personalità molto forte e con un passato misterioso, è il personaggio chiave ed ha dalla sua una mentalità interessante, non è vittima, ma carnefice. Inutile dire che questi quattro volumi si divorano proprio perché la narrazione è quella tipica di un thriller, scandita da rivelazioni e colpi di scena. Ma a fare da contorno alla vicenda ci sono anche degli ideali diversi; proprio come le personalità differenti dei due fratelli che predominano nella storia (Ryou e Akira), da una parte Akira scontroso e certamente maschilista, mentre dall'altra Ryou che anche se all'apparenza dà l'idea del tipico ometto farfallone è tutt'altro e dimostra di essere molto più intelligente di tutti i "maschioni" mancati che lo circondano (difatti in un passaggio dirà di essere proprio fortunato ad essere nato uomo, visti gli esemplari con i quali ha a che fare). Inizialmente sarà facile affezionarsi a Sayoko anche perché è un po' l'eroina della situazione; la ragazza nuova che sa difendersi ed incuriosisce da subito Ryou. Un altro personaggio interessante è Yuiko anche perché è con lei che si apre la storia, si differenzia tantissimo da Sayoko, si sente insicura ed è spaventata dal genere maschile (ecco perché l'amichetta le ripete che non si sposerà mai, ma tanto a lei la cosa non sembra interessarla più di tanto), anche lei (come tutti) rimane affascinata dal carattere di Sayoko ma a differenza di Ryou non sembra coglierne gli innumerevoli segreti e le disgrazie che la circondano, infatti ci sono troppe coincidenze. Nel manga si susseguono innumerevoli riferimenti all'antico Giappone e anche citazioni  rispetto a molti altri manga e programmi giapponesi.
Un'altro aspetto da far notare del manga non è solo l'incredibile storia ma anche i disegni, sono semplicemente meravigliosi e mi sono soffermata su molte tavole proprio a partire dalla copertina. Nel manga c'è una considerevole aura sovrannaturale che mi ha anche messo dei dubbi in primis sulla natura umana di Sayoko.
E' altamente consigliato a tutti, ho i miei dubbi che sia arrivato in Italia, infatti io me lo sono letta qui.


Titolo: Bani no enikki
Traduzione: Il diario disegnato di Bernie
Mangaka: MINECO
Numero volumi: 1
Anno: 2001

Trama: Un'adorabile allegoria sulla pace e la tolleranza: nel futuro, a causa della nostra stupidità, il mondo sarà abitato solo da gatti, che vivono insieme in pace a dispetto di ogni nazionalità o razza. E attraverso il diario di Bernie, una storia nella storia, potrete leggere le avventure del nostro protagonista, e la vita quotidiana dei suoi amici e dei suoi parenti... 

Poi mi sono imbattuta in un'adorabile volume unico, anche questo volume ha dei bellissimi disegni però è ben diverso dalla storia precedente. In pratica nella storia questi gatti oltre ad essere molto meglio di noi umani convivono tutti insieme senza alcun problema, e secondo me (o da quello che mi è parso di capire) tutto questo è possibile grazie alla loro particolare educazione, visto che Bernie alle elementari si dedica molto al disegno. Una storia davvero molto carina che sotto alcune metafore (di facile comprensione) vuole portare alla luce un messaggio di convivenza pacifica e di tolleranza verso il prossimo. La lettura è molto veloce perché si tratta per l'appunto di un volume unico. Una lettura leggera ma gradevole, e poi dai a chi non piacciono i gatti?
Se siete interessati alla lettura potete andare qui.

giovedì 14 agosto 2014

Utopia, stagione 2


Ricordate Black Mirror? Beh era una grandiosa serie inglese che è composta da due stagioni e racconta di come la tecnologia possa essere dannosa per l'uomo con un pizzico di complottismo. Utopia invece è una specie di fratello molto forzuto che potrebbe arrivare ad una terza stagione (è necessaria una terza stagione altrimenti vado a minacciare quelli di Channel 4 con un virus come quello di questa serie). La scorsa stagione si era aperta con un graphic novel molto particolare che possedevano solo cinque personaggi, il graphic novel narra di una potenziale arma di distruzione di massa, questi cinque personaggi saranno tutti in pericolo poiché sono nell'occhio del mirino di una misteriosa società chiamata The Network campeggiata dalla figura di Mr. Rabbit che vuole conoscere il segreto del fumetto conosciuto con il nome di Utopia. Nella scena iniziale del pilot uno psicopatico fa un massacro in una fumetteria dove chiede la fatidica domanda simbolo della serie "where's Jessica Hyde?". E' un thriller cospirativo, appunto una storia utopistica ma come sempre è meglio non escludere mai nulla (chissà che non succeda anche nella realtà). Comunque non è cosa buona svelare troppo sulla trama proprio perché è una delle parti migliori della serie. Purtroppo ho notato che il serial è abbastanza sconosciuto benché nel paese natio abbia riscosso un successo non indifferente, grazie alle atmosfere sinistre, alle supposizioni, agli intrecci e a tanto altro. La prima stagione mi era piaciuta tantissimo ma con questa si sono proprio superati, questa si apre in Italia in occasione della morte di Aldo Moro conosceremo le origini di tutto questo complotto ai danni dell'umanità (vediamo anche un attrice dalla serie Game Of Thrones ex amante di Jon Snow) per poi tornare qualche giorno dopo al presente e quindi assieme ai personaggi della prima stagione. Gli attori (davvero) nessuno escluso sono tutti bravissimi (notare fino a qual punto è arrivato uno degli attori più secondari dell'esplosivo Misfits), in particolare in questa stagione alcuni personaggi hanno subito un evoluzione continua, parlo dello psicopatico (Pietre), Jessica Hyde e Wilson, oh Wilson.
Nella prima stagione il colore predominante era il giallo fluo e l'immagine assai inquietante del coniglio (se non è cinematografico questo, basti pensare a conigli influenti come Frank in Donnie Darko o la serie Rabbits di David Lynch), in questa stagione oltre al giallo si aggiunge il verde, ma questi non sono solo i colori delle inquietanti valigette che si portano appresso i due psicopatici della prima e seconda stagione, ma sono anche i colori predominanti nella fotografia, una fotografia intrisa di una bellezza pazzesca che sicuramente vi soffermerete ad ammirare in qualche frame.


Della trama ormai qualcosa ho detto e quindi avrete capito che è meritevole, è una serie curatissima e proprio a causa di ciò ogni stagione di compone di 6 episodi, non so se avevo detto già da qualche parte che le serie con poche puntate mirano sulla qualità e non sulla quantità, ma ormai penso si fosse capito che gli inglesi tirano fuori quasi ogni anno serie meritevoli che però molte volte passano in sordina, mentre quelle più mainstream diventano fandom comune sul web.
La musica è curata interamente da Cristobal Tapia de Veer e sottolinea i tratti inquietanti e ansiogeni delle scene anche con un mix di suoni non proprio comune, il tutto è orchestrato ad arte per regalare un po' di sana ansia allo spettatore.


Alcune scene sono molto secche e cruente e aiutano proprio ad entrare nel mood dei massacri. Però come cercavo di dire prima ogni volta cerco di non svelare troppo della storia e invece finisco sempre per aggiungere qualcosina.
Quindi in conclusione; una stagione fenomenale, io arriverei anche l'aggettivo capolavoro ma ho paura di sembrar banale, una stagione piena zeppa di rivelazioni, di personaggi che non potrete classificare come buoni o cattivi (come pro o contro) proprio perché chi è buono è un potenziale cattivo, chi è cattivo è un potenziale buono, come nella vita vera. Se vi piacciono i complotti allora la adorerete proprio come l'ho adorata io.
Una serie senza se e senza ma, è assolutamente da guardare, consiglio vivamente la visione a tutti e speriamo che un giorno arrivi anche in Italia.
Una delle migliori serie che potrete avere la fortuna di vedere.

mercoledì 13 agosto 2014

L'amore bugiardo, Gillian Flynn

tea-and-bookishness.tumblr.com

"Men always say that as the defining compliment, don’t they? She’s a cool girl. Being the Cool Girl means I am a hot, brilliant, funny woman who adores football, poker, dirty jokes, and burping, who plays video games, drinks cheap beer, loves threesomes and anal sex, and jams hot dogs and hamburgers into her mouth like she’s hosting the world’s biggest culinary gang bang while somehow maintaining a size 2, because Cool Girls are above all hot. Hot and understanding. Cool Girls never get angry; they only smile in a chagrined, loving manner and let their men do whatever they want. Go ahead, shit on me, I don’t mind, I’m the Cool Girl

Men actually think this girl exists. Maybe they’re fooled because so many women are willing to pretend to be this girl. For a long time Cool Girl offended me. I used to see men — friends, coworkers, strangers — giddy over these awful pretender women, and I’d want to sit these men down and calmly say: You are not dating a woman, you are dating a woman who has watched too many movies written by socially awkward men who’d like to believe that this kind of woman exists and might kiss them."

Ho cominciato a leggere questo libro principalmente per una ragione molto semplice; il trailer del nuovo film di David Fincher; Gone Girl con protagonista Rosamund Pike (e Ben Affleck ma lo detesto sia come regista che come attore, pur avendo visto tutti i suoi film e voi direte ma perché l'hai fatto? Per poter dire, dopo averli visti, che non mi piace, per avere un opinione documentata), già prima del trailer ero molto incuriosita da questo progetto e mi ero spulciata alcune delle immagini promozionali. E poi avete notato che in Orange Is The New Black la protagonista lo sta leggendo? (Andate qui).


Poi ho scoperto che era tratto da un libro che è uscito anche in Italia, forse il titolo L'amore bugiardo vi farà pensare più che altro ad una commedia romantica, ma se il romanzo è stato scelto come soggetto per il film di Fincher una ragione ci sarà. Il titolo inglese Gone Girl svela già tutto; la moglie di Nick sparisce proprio il giorno del loro anniversario, Amy è scomparsa o meglio la mitica Amy visto che i suoi genitori hanno lucrato sulla vita di questa donna rendendola protagonista di una serie di libri che andavano molto in passato e facevano entrare molti profitti. E così comincia il libro, il lettore impara a conoscere entrambi e Gillian Flynn durante la prima parte del libro confonde il lettore, ma non è proprio sua la colpa semmai del suo personaggio; la mitica Amy. Prima ci fa schierare dalla parte dell'opinione pubblica anche se mi pareva troppo banale come conclusione, ci doveva essere qualcosa di più, infatti, nella seconda parte del libro la storia viene totalmente stravolta, la vera sorpresa è il finale. L'autrice scrive davvero molto bene ed ha creato due personaggi davvero molto interessanti da osservare, proprio perché non si capisce quale sarà la loro prossima mossa. Per di più il personaggio di Nick è uno scrittore cinefilo che si diverte a citare molti film, cosa che Amy non sembra proprio adorare. Il titolo italiano lascia presagire parte della trama, in confronto invece quello inglese tira fuori solo quello che succederà nelle prima pagine. Non mi aspettavo assolutamente niente del genere e non sospettavo nulla, purtroppo sono davvero lenta in queste cose quindi ho bisogno sempre del cosiddetto "spiegone" per comprendere bene gli stravolgimenti della trama.
Il particolare della caccia al tesoro rende il tutto ancora più scoppiettante ma anche sinistro, facendo presagire un evoluzione della trama non proprio da "e fu tutto rose e fiori". Inizialmente detestavo Nick ma poi ho imparato a detestare entrambi i personaggi, forse verso metà libro potrete stimare Amy in qualche modo ma poi fidatevi accadono cose davvero inaspettate che vi faranno cambiare opinione continuamente. A questo punto sono davvero curiosa di vedere come Fincher si sia gestito la storia sul grande schermo, l'attrice che interpreta Amy mi sembra perfetta per il ruolo e per lei sarebbe anche una bella prova attoriale. Dal trailer la fotografia non sembra male e lascia trapelare gli elementi chiave della storia, meglio noti come indizi. Insomma questo libro mi è piaciuto tantissimo e me lo sono letta tutta d'un fiato curiosissima per il finale. Ottimo davvero, ora l'hype per il film è molto alto vedremo se saprà catturare l'anima del tutto.
In conclusione, se cercate un libro leggero che parli della solita storiella d'amore trita e ritrita girate al largo, altrimenti questo fa assolutamente per voi, sopratutto se vi piacciono i thriller pieni di sorprese.

lunedì 11 agosto 2014

Pluto, Naoki Urasawa


Dopo Monster volevo completare la mia personale "tripletta" (anche 20th Century Boys è incluso, anche se l'ho letto molto tempo fa, ecco anche perché non ne ho parlato qui, tra l'altro mi è parso difficilissimo parlarne senza fare ulteriore casino nelle teste di potenziali lettori, non è un opera semplice ed è stato il mio primo Urasawa, questo rende ancora più complicato il semplice parlarne) leggendo Pluto, un manga che adocchiavo da molto tempo. Quindi qual miglior momento di questa estate priva di vacanze? (Anche se io spero ancora in almeno due giorni di montagna e magari più avanti verso ottobre il Marocco ma è tutto da vedere).

Pluto si pone l'obiettivo di riscrivere e reinterpretare il manga Astro Boy (chi non lo conosce? Dai Italia 1 e i pomeriggi passati davanti alla tv; che bei tempi, ora invece il zero cosmico) di Osamu Tezuka in particolare le vicende si concentrano sull'episodio Il più grande robot del mondo. Di cui vi lascio l'episodio dell'anime qui sotto:



Ora, il mio rapporto con Astro Boy non è dei migliori anche perché l'ho conosciuto solo attraverso l'anime senza mai approfondire troppo ma se Urasawa ci mette le mani sopra è tutta un altra storia. Riesce a dare profondità ai personaggi, rendendo la faccenda molto più psicologica e tirando fuori notevoli domande su una possibile convivenza tra robot e umani, e adoro questi risvolti fantascientifici da Asimov (a cui il tema di una possibile sfera emotiva da parte dei robot stava molto a cuore) fino ad arrivare alla recente serie tv svedese davvero molto interessante Real Humans che ho guardato con molta attenzione, anche se non mi ha catturata del tutto però è interessante, la cosa più curiosa è che la Svezia tiri fuori serie di qualità dal cappello, davvero una gran sorpresa.
In Pluto la convivenza umani/robot è parecchio difficile, ma d'altronde se la gente fa fatica ad accettare l'omosessualità che esiste da quando l'uomo è venuto al mondo allora come potrebbe mai accettare dei robot sempre più sofisticati e con emozioni che entrano nelle loro vite? La vedo dura. Ma non penso che sia una realtà molto lontana, pur essendo ancora considerata un utopia.


Ma torniamo al manga che come vedete mi fa fare molte altre riflessioni, la storia gira intorno ai sette robot più forti del mondo, qualcuno li sta eliminando e lo fa anche lasciando un firma distintiva visto che lascia delle corna sulla testa delle vittime; simbolo di Plutone (divinità romana degli inferi) da cui il titolo del manga. Il tutto è ambientato in un futuro nel quale i robot possono avere un aspetto umano e cominciano a provare emozioni (sopratutto quelli più avanzati) cominciano a provare odio e tristezza e qualche volta esibiscono pure uno spirito creativo per non farsi mancare nulla, infatti a tal proposito mi è piaciuta tantissimo la tavola nella quale viene mostrato un dipinto con dei fiori fatto da un robot e Uran (la sorellina di Atom, che poi lui sarebbe Astro Boy se non altro ve ne accorgerete per la sua capigliatura) si commuove. Ma non vorrei scendere troppo nei dettagli, si tratta in generale di un thriller fantascientifico nel quale non ci sono molti colpi di scena come in Monster ma bisogna riconoscere che le strutture narrative sono molto diverse, in Monster il lettore fremeva per scoprire il piano di Johan, in Pluto il lettore freme per arrivare al tanto atteso scontro finale, devo ammettere che l'identità della "cosa" che stava dietro tutto ciò non mi interessava anche se inevitabilmente le ricerche di Gesicht (significa volto tradotto dal tedesco) danno un risvolto interessante alla faccenda. In più di una tavola ci si può commuovere e ci sono anche tavole colorate.
Questi robot non sono proprio quelli a cui sono abituata, molti li ho scambiati direttamente per umani. Si fanno addirittura domande sulla validità della guerra, concludendo che nessuna guerra è giusta cosa che gli umani faticano tuttora a capire, quindi pensate un po' come stanno avanti. Alcune morti sono molto toccanti sopratutto perché l'autore analizza ognuno di essi prima di "mandarli al macello" è il caso del robot che non voleva più essere una macchina da guerra ma solo imparare a suonare il piano, e non si può dire che inizialmente il suo padrone sia stato molto crudele. Gesicht invece è più presente nella storia proprio perché pian piano ricostruisce i pezzi, nel suo passato però ci sono dei buchi che a volte rivede nei suoi sogni.
Atom e Uran sono due personaggi molto interessanti e vorrei ben vedere in pratica sono i protagonisti della storia, le caratteristiche fisiche dei personaggi somigliano a quelle di altri personaggi dei manga di Urasawa e sono molto diverse dall'Astro Boy di Tezuka, e qui direi fortunatamente perché dopo aver fatto un confronto sembrano molto più seri rispetto all'originale, guardate da voi, i tratti di Tezuka sono indicati per un pubblico più giovincello rispetto al pubblico a cui mira Naoki:


Come sempre Urasawa non delude, fa riflettere e porta su carta un altra appassionante storia a parole sue. Il manga è decisamente corto sono solo 8 volumi quindi si legge abbastanza in fretta. E conoscendo il mio approccio "devo assolutamente sapere" che viene fuori con il signor Naoki me lo sono decisamente divorata e sono stata travolta da una tempesta emotiva, cosa che da una parte mi aspettavo visto che ero stata avvisata, però quando le immagini ci scorrono davanti agli occhi è tutta un altra storia.
Mi dispiace solo che rimanga ancora (dopo tutto questo tempo) un autore più o meno sconosciuto, capisco che la sua natura sia poco mainstream ma Urasawa è la ragione per la quale leggo manga, Urasawa è per chi cerca di più, per chi è curioso e cerca delle risposte.

domenica 3 agosto 2014

Palo Alto

Anche ad Emma piace la colonna sonora

Un film che attendevo praticamente dal trailer tratto dal libro In stato di ebbrezza di James Franco (bravo e gnocco), anche lui è presente nel cast. Non lo attendevo solo per la mia ossessione per Franco ma anche perché della regia e della sceneggiatura se ne è occupata l'esordiente e talentuosa Gia Coppola nipote appunto del celebre Francis Ford, imparentata con Sofia, anche i muri sanno che amo Sofia ed il suo stile ma ho visto anche qualche corto di Gia e mi è piaciuto molto anche il suo stile. Questo è il suo primo film.
Avrei anche un terzo motivo che mi faceva attendere questo film: James Franco si innamora della studentessa Emma Roberts (Fish Tank, Stoker che ve lo dico a fare?), oltretutto sapete che adoro anche Emma? La seguo dai tempi di Wild Child. L'hype per il film era alto.
Il film è una storia di giovani (condivide questa analogia con lo stile di Sofia) ma non parla solo di giovani donne ma anche di maschietti, la fotografia è meravigliosa tutta pastello e luci tenui, c'è quest'atmosfera delicata, il protagonista maschile (imparentato con Val Kilmer anche lui presente in un piccolo cameo) ha una piccola ossessione per le illustrazioni infatti in una specie di sogno ad occhi aperti c'è un omaggio a Nel paese delle creature selvagge da cui è stato tratto uno splendido film firmato Spike Jonze. Il protagonista ricorda un poco il bambino che regnò su quelle terre, oltretutto anche nel dialogo "you can't be the king" il riferimento a quella storia per bambini è palese.
Un altra particolarità di Gia che condivide con Sofia è la scelta musicale, in una scena addirittura i Die Antwoord con Enter The Ninja (e dire che ho parlato di loro anche di recente), altre belle canzoni sono: Devonte Hynes dei Palo Alto (il gruppo giusto al momento giusto) che risuona nella scena finale, Champagne Coast dei Blood Orange (che firmano anche You're not good enough). Ho già la colonna sonora nell'mp3.
La musica è una parte integrante ed importante del film ed è giusto che sia così, adoro le scene nelle quali stile e musica si fondono.


Gia esordisce bene prodotta da James Franco e poi Emma Roberts non è semplicemente adorabile? Mi è piaciuta anche l'attrice che interpreta Emily; Zoe Levin, che durante tutte le riprese ha scritto per davvero un diario sui suoi sogni.
Delizioso.

Zoe Levin fa la Kirsten Dunst della situazione, if you know what i mean

sabato 2 agosto 2014

Gang bang, Chuck Palahniuk

image
Anche la copertina originale è più bella della versione italiana
The damaged loves the damaged.

Sono uscita da un periodo nel quale non riuscivo in alcun modo a finire un libro, tra questi libri non finiti c'è n'è anche uno dello stesso Palahniuk (Invisible Monsters) e ricordo l'ultimo che è Di qua dal paradiso che è stato il primo libro del grandissimo Fitzgerald solo che la narrazione è parecchio discontinua. Ma non penso che fosse per colpa dei libri, penso che fosse più colpa del momento si vede che non mi andava semplicemente di leggere nulla e mi stavo forzando. Ebbene questo periodo sembra ormai concluso visto che sono riuscita a terminare questo libro che ho letto molto velocemente, non che sia un enciclopedia è corto.

Gang bang è la storia appunto di una gang bang dal punto di vista di quattro personaggi, la maggioranza della narrazione (eccetto per qualche flashback) si svolge nell'orrido stanzone nel quale gli uomini numerati (manco fossero dei tori) aspettano di entrare in scena e dare il loro contributo al record mondiale che vuole stabilire la porno star Cassie Wright ben 300 uomini. Queste quattro figure sono tutte molto interessanti, tutti cercano di dimostrare qualcosa e anche se a inizio capitolo tutti e tre i personaggi maschili ci vengono presentati con un numero rimarranno dei numeri (come i tori di prima) mentre l'unico personaggio femminile all'inizio di ogni capitolo ha il suo nome, sappiamo subito qual'è il suo teorico nome, sembra un particolare insignificante ma verso il finale il tutto si spiega. Non mi aspettavo il colpo di scena finale visto che i personaggi maschili mi avevano abituata ad altre verità.
Vorrei far notare anche una piccola curiosità che riguarda la traduzione del titolo, in Italia si chiama gang bang, non è quindi la solita ammucchiata ma un ammucchiata nella quale un soggetto è l'assoluto protagonista invece il nome originale del libro è Snuff, si tratta di una leggenda metropolitana che narra esistano dei porno che si concludono con la morte di uno o più dei protagonisti del filmato, il significato tradotto del libro cambia drasticamente certo che sì si tratta della realtà tangibile nel libro ma non si può negare che snuff facesse molto più effetto. Solito moralismo e censura spicciola italiana? Potrebbe anche essere.
Penso che Palahniuk abbia preso molto le parti di Sheila in fondo è lei che fa il suo monologo interiore al consumismo, al capitalismo ecc., questi sono argomenti che come ben si sa Chuck ci tiene a denunciare e a far risaltare come nel suo mastodontico Fight Club. E notare come abbia scelto una donna e non gli uomini protagonisti per dare slancio a questo ideale, gli uomini vengono descritti come spipettari professionisti coloro che grazie alla loro pippe hanno fatto nascere l'idea stessa di internet, generazioni di pippettari. Sheila detesta gli uomini e non ne fa certo mistero, poi rinchiusi tutti lì in uno stanzone non si può dire che non abbiano preferito la pappa pronta ad altro. E' più semplice rispondere ad un annuncio e finire tra le gambe aperte di questa Cassie che viene quasi divinizzata inizialmente da tutti, tutti la amano.
Credo di avere scelto questo libro per il titolo provocatorio, una lettura niente male.
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