sabato 27 dicembre 2014

The Tatami Galaxy


Quest'oggi voglio presentarvi una serie anime assolutamente meravigliosa che parla della "rosea vita del campus". Il protagonista di cui non sapremo mai il nome è un personaggio semi-biografico che si rifà all'autore del soggetto originale, cioè dal romanzo omonimo (inutile cercarlo in italiano, il romanzo non esiste senonché in inglese ma non ho trovato neanche lo straccio di un epub). La trama si basa sulle diverse scelte che potrebbe aver compiuto il protagonista nei suoi primi due anni di università e di come queste avrebbero influito sul suo futuro. In pratica ogni puntata espone un viaggio nel tempo per vedere come sarebbe stato se lui avesse scelto un club diverso al quale unirsi; si passa dalla "classica" setta giapponese fino al gruppo di cinema, bici e strani circoli pubblicitari che vogliono rifilare un miele biologico a tutta la popolazione. Ogni parte della storia è curata a puntino cosicché alla fine tutto assuma un senso logico assolutamente perfetto. Non ci sono buchi nella vicenda. Per esempio c'è il caso che nella prima puntata possiate perdervi un po' considerando alcuni eventi che non vengono spiegati ma nell'ultima puntata tutto viene chiarito. The Tatami Galaxy altro non è che un'epopea del protagonista nella società per cercare di inserirsi, ma nel frattempo assistiamo alle sue continue lotte interiori e confronti con l'amicizia e l'amore (spunta sempre un cowboy, in realtà è una metafora dei suoi bisogni più "bassi", anche per questi piccoli particolari la vena divertente non manca mai). La fine è quasi una considerazione commossa e "arresa" della vita, del fatto che bisogna imparare ad accontentarsi e a gioire di ogni piccolo secondo. Altrimenti si rischia di rimanere incastrati nei quattro tatami e mezzo di cui decanta tante lodi il protagonista, infatti arriverà ad odiarli capendo che vivere in un perfetto quadrato non è il miglior modo di vivere. Da una logica tutta sua sulla perfezione di questo spazio vitale deriva il titolo della serie. Ed è tutto così geniale e dettagliato in ogni piccolo pezzettino. E gli altri personaggi sono considerati in ogni loro piccolo capriccio e caratterizzati benissimo. Risalta in particolare Ozu che viene descritto come un demone nelle varie realtà alternative vissute anche se arrivati ormai all'ultima "fase della realtà" lo stesso protagonista senza nome si renderà conto che non tutto è come sembra e che giudicare una persona soltanto da un'angolazione è sbagliato. Ma sopratutto ogni cosa che Ozu faceva aveva un fine, mentre il protagonista ha bighellonato in buona parte delle varie realtà parallele non fissandosi un'obiettivo preciso. Ma in undici puntate avrà il tempo di capire. Masaki è un'altro personaggio reso molto bene; uno studente di bell'aspetto fissato con l'igiene e proprio a causa di questa sua ossessione tiene in casa una bambola gonfiabile ed ha un muro pieno di "tette da scalare". E' una specie di capo incontrastato del club di cinema, che dirige, ed è il nemico giurato della "divinità" Higuchi. Higuchi è il primo personaggio che il protagonista incontra nel misterioso negozio mobile del gatto (che vende ramen), si professa come Dio dei matrimoni ma in realtà si rivela essere uno studente dell'ottavo anno che ha adottato una particolare filosofia di vita, che l'ha importato infine ad essere seguito da alcuni seguaci (in una di queste realtà, quando il tempo si riavvolge, il protagonista sarà uno dei seguaci di Higuchi). I personaggi femminili non sono da meno ed in ogni puntata abbiamo (altro particolare: tutti i personaggi principali sono in ogni puntata, anche se in piccole apparizioni) Hanuki l'igienista dentale che adora bere in compagnia con "amici intimi" e Akashi che fin dal primo episodio capiamo che è la ragazza di cui il protagonista è innamorato, solo che lui ancora non lo sa. In ogni puntata ritroviamo anche la fattucchiera che dice sempre la stessa cosa al diretto interessato ed aumenta il prezzo ad ogni consiglio, tra i personaggi secondari c'è anche il proprietario del negozio di ramen nel quale si reca spesso il protagonista, pur non avendoci mai parlato il protagonista ne riconosce il valore nella puntata finale (come ho detto la puntata finale è un'epilogo perfetto che porta alla luce ciò che era sempre stato sotto i suoi occhi, come gli dice tutte le volte la fattucchiera). Il lato divertente prevale per buona parte della serie ma quando si arriva alla "resa dei conti" penso di essermi anche un po' commossa per il messaggio per nulla banale e quanto mai importante che la serie vuole lasciare a chi la guarda. E che non vi dirò. 
Butto un sassolino in favore delle scelte musicali; la sigla di apertura è Maigoinu to Ame no Beat di Asian Kung-Fu Generation, potete vederla qui.
La sigla di chiusura è Kami-sama no lutori di Etsuko Yakushimaru e personalmente la preferisco all'opening, ve la lascio qui sotto è un tripudio di tatami.




Dal punto di vista dell'animazione Masaaki Yuasa mischia tantissimi stili creando uno scenario originale e pieno zeppo di tecniche alternative, spesso infatti vengono utilizzate delle foto a cui vengono sovrapposti i personaggi. Una vera esplosione di colori e movimento. Yuasa ha diretto anche Ping Pong The Animation, l'episodio Food Chain di Adventure Time (c'è solo il meglio in questo cartone originalissimo) e l'episodio 16 di Space Dandy (questa serie anime poi è diretta da Watanabe che ha creato Cowboy Bepop, Sakamichi No Apollon e Zankyou No Terror che è uscito quest'estate, ed è davvero niente male secondo me, insomma una vera leggenda del settore, a cui presto si affiancherà anche Yuasa anche se lui è meno mainstream). 
Davvero imperdibile, ho adorato ogni minima componente di questa mastodontica opera d'arte che sa essere divertente e filosofica al contempo. Non fatevelo scappare.

Vi lascio una serie di gif per farvi capire bene il concetto di colore che vige nella serie, perché è esplosivo.


9 commenti:

  1. In genere preferisco serie più "tradizionali", ,
    ma questo tatami galaxy mi ispira molto e la tua recensione contribuisce di sicuro! ;)

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  2. @Millefoglie: oh grazie :)

    @Jean: la devi vedere :D

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  3. Avevo già sentito parlare di Tatami Galaxy grazie al blog dei ragazzi di Timbers Maniacs.
    L'ho trovato molto innovativo, superiore a molti prodotti giapponesi che vengono considerati cult.

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    1. E' molto sottovalutato ho notato ed invece ingrana che è una meraviglia <3

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  4. Ciao!
    Prima di tutto, complimenti per la recensione. Parlare di The Tatami Galaxy non è facile, è una serie davvero enorme.
    Io l'ho rinominato "L'anime della vita". Perché è talmente immenso nelle tematiche che affronta, che mi sembrato di vedere la vita presa e messa in una serie di 11 episodi. Geniale la struttura degli episodi (che poi Yuasa si diverte a trarre in inganno lo spettatore. Per la maggior parte dell'anime ti fa credere una cosa e poi, negli ultimi episodi, ribalta tutto).
    È incredibile vedere come questa serie riesca ad alternare alla perfezione momenti introspettivi e filosofici ad altri più leggeri e "assurdi"(il cowboy Jhonny è uno dei personaggi più geniali di sempre). E vogliamo parlare del bellissimo episodio 10? O dell'incredibile episodio finale? Meraviglioso!

    Graficamente poi, la serie è qualcosa di mai visto. Pazzesco!

    Penso che dovrò rivederlo, perché ci sono un sacco di dettagli che non sono riuscito a cogliere alla prima visione.


    (Si, insomma, avrai capito che questo è il mio anime preferito in assoluto).

    Di Yuasa, se non l'hai visto, devi guardare assolutamente Kaiba. È una serie che tratta tematiche profondissime e lo fa in un modo incredibile, che solo Yuasa poteva creare.

    A presto e complimenti per il blog :)

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    1. Di Kaiba ho visto una scena che riassumeva una vita ed ero già provata. Ma prima o poi lo affronterò! E poi come fai a non seguire Adventure Time? È geniale! Oltre a quello poi ce ne sono di davvero interessanti: over the garden wall, steven universe, bee and puppycat, bravest warriors... un elenco del telefono praticamente.

      Tornando a Tatami Galaxy è sicuramente tra i miei anime preferiti e scavalcherebbe parecchi film importanti!!!

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  5. Ciao, complimenti per l'ottima recensione!
    Ho finito di vedere questo anime qualche mese fa e in settimana lo riguardo. Trovo questa opera un vero capolavoro, ma moooolto ostica da guardare.

    La prima difficoltà la si incontra nel mero atto di leggere i sottotitoli. Siete capaci di leggere velocemente? No? Allora vi verrà voglia di abbandonarlo al primo episodio dopo soli cinque minuti! La velocità con la quale il doppiatore dà voce ai pensieri e ai monologhi del protagonista caratterizzano magnificamente i suoi flussi di coscienza e le sue "distorsioni" della realtà, ma sono di una scomodità allucinante per noi non conoscitori della lingua nipponica :P
    A tal proposito è un vero peccato che in Italia non sia stato affatto considerato da nessuno per un doppiaggio, avrebbe facilitato la visione (ma sorge spontanea la domanda: è umanamente possibile un doppiaggio italiano?). Stare accovacciato sui sottotitoli mentre sai che sullo sfondo stanno esplodendo milioni di immagini, colori, fotografie, riprese, particolari di ogni tipo... ecco, diciamo che non è molto piacevole. Per notare certe cose c'è la necessità di stoppare di tanto in tanto... a tal proposito, sono rimasto molto colpito dalle tecniche usate per creare gli ambienti talvolta reali, talvolta mistici ed onirici (chiedo a chi ne sa più di me: è la prima volta che vengono utilizzate tecniche simili oppure c'è stata qualche altra animazione prima di TTG a farne uso?)

    La seconda difficoltà sta nella (apparente) mancanza di una trama orizzontale: i personaggi si "reinventano" parzialmente in ogni episodio per via del "riavvolgimento" del nastro degli eventi, sembra mancare totalmente di una qualsivoglia continuità. È una scelta coraggiosa (in realtà necessaria) dell'autore perché può potenzialmente innervosire il telespettatore che vuole la storia tradizionale, dove il personaggio, inetto e indeciso, si evolve e progredisce. Ma viene tutto AMPIAMENTE ripagato nelle ultime tre puntate, col finale sopratutto.

    Secondo me il messaggio dell'opera è: la vita va vissuta senza preconcetti di sorta e senza cedere alle "menzogne" che raccontiamo a noi stessi per giustificare il nostro essere indecisi... o una roba del genere. Ma sopratutto: perdere tempo è tragico!

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    1. Perdere tempo è assurdo!!! Su tecniche d'animazione particolari mi viene in mente Aku No Hana però penso che l'elenco sia molto più esteso. Sui sottotitoli concordo appieno e penso che un doppiaggio italiano possa rovinare gran parte della narrazione (i flussi di pensiero velocissimi sono importanti)... Aldilà delle varie difficoltà con la lingua penso che dopo alcune puntate ci si faccia l'abitudine ;)

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