domenica 19 ottobre 2014

Breathe In


In realtà a voler essere proprio banali e a voler inserire questo film in una categoria potrebbe passare tranquillamente per una storia d'amore, anche se non è il solito film sulla solita storiella d'amore e il regista Drake Doremus ha già dimostrato di saper trattare l'argomento in modo diverso nel 2011 con Like Crazy, film che non mi è piaciuto proprio tantissimo. Il regista, per dovere di cronaca, ha diretto anche un film social davvero interessante per l'Intel e la Toshiba che si chiama The Beauty Inside (se cliccate sul nome potete vederlo completo, narra di questa persona che si sveglia ogni giorno in un corpo diverso). Quindi la maggioranza della filmografia di Drake Doremus tratta di storie d'amore, da quel che ho capito è un'argomento che gli sta molto caro e sa rappresentare molto bene.
Ho avuto l'impressione che questo film mi sarebbe piaciuto da subito, e l'ho visto senza nemmeno aver letto la trama. Innanzitutto chiariamo subito una cosa, non sono un'amante di tutte le storie d'amore ma c'è un genere ben specifico che prediligo (che non è proprio un genere), ammetto di avere una vera ossessione per le storie d'amore tra ragazze giovani e uomini più grandi, e non so manco io perché, o forse lo so?(!)
Ma andiamo avanti perché l'esempio più lungimirante di questo "genere" è l'unica e sola Jane Eyre e vi faccio notare che il romanzo è uno dei preferiti della protagonista Sophie (una ragazza che viene ospitata per uno scambio, un'esperienza che tra l'altro ho fatto anch'io in prima persona anche se solo per due settimane in Germania). Sophie è interpretata da Felicity Jones che ho visto per lo più in film in costume, come Northanger Abbey del 2007 e Brideshead Revisited del 2008, in fondo è un'attrice inglese, e molti attori inglesi hanno fatto gavetta (alcuni hanno raggiunto il successo) con questa tipologia di film. Sophie apre gli occhi a Keith (interpretato da Guy Pearce) sulla sua vita e dimostra di essere anche il personaggio più forte della casa, mentre tutti gli altri personaggi sono deboli e maledettamente borghesi. Sophie non sembra dimostrare la sua giovane età e non solo grazie alle sue letture o al fatto che suoni Chopin tanto per riscaldarsi ma perché sa bene quello che vuole dalla vita, fa le sue scelte e a modo suo, proprio come se fosse una donna fatta e finita, non dà proprio l'impressione dell'adolescente insicura, ecco è questo il bello del suo personaggio; non rappresenta il solito luogo comune. La figlia di Keith rappresenta invece (e purtroppo) il solito luogo comune dell'adolescente; insicura, confusa e (la cosa che mi ha dato più fastidio di tutte) si dimostra essere anche maschilista visto che non si fa problemi ad etichettare le altre ragazze come puttane solo perché hanno una loro libertà sessuale, ma forse il fatto che le rode è che appunto questa libertà lei non se la possa permettere, perché ha paura del giudizio altrui. 
Ma lasciamo correre e passiamo a Keith che invece è l'opposto di Sophie e per molti versi rappresenta la figlia, è un'uomo poco soddisfatto della sua vita che si arrende alla famiglia e lascia i suoi sogni ben chiusi nel cassetto, ma forse non è tutta colpa sua; la moglie moralista e (ancora) troppo borghese gioca un ruolo fondamentale, visto che manco lo incoraggia e vuole che insegni nella scuola e basta. Era prevedibile che l'arrivo di Sophie; una ragazza che crede in lui e che lo spinge a realizzare il suo sogno portasse una ventata di novità nella casa. Nella prima scena quest'ultimo luogo ci viene mostrato come un luogo idilliaco, ma in realtà è un covo di ipocrisia e l'equilibrio si spezza facilmente, infatti possiamo percepire che Keith è già distante dalla moglie e dalla figlia per motivi che ci verranno spiegati poi, ma che non ci vuole molto ad indovinare. La cosa più interessante e peculiare del film è che l'evoluzione dei sentimenti di Sophie e Keith è davvero graduale proprio come nella vita vera, non c'è una scena di sesso significativa semmai lo spettatore potrà notare una vera e propria svolta nella scena nella quale Sophie in una giornata di pioggia suonerà il piano per lui, ed è proprio quella la scena più bella del film. E' palese che i due si intendano molto mentalmente, anche perché condividono la passione per la musica anche se scavando più a fondo mi pare proprio che abbiano gusti simili. Una cosa che proprio non mi è piaciuta del film è la scena prima del finale, trovo che a quel punto Drake Doremus abbia deciso di virare verso "il solito film drama" perché non era necessario, poteva lasciare tutto sospeso, poteva far impazzire completamente un personaggio rendendo la cosa più tragica, poteva fare molto di meglio... Anzi Ben York Jones (il co-sceneggiatore) poteva aiutarlo su quelle scene che a me son parse molto banali e hanno rovinato un poco il film, anche se sono state utili per qualcosa, più che altro mi hanno fatto capire che Keith, in realtà, il regista non ce l'ha mai fatto conoscere, proprio perché la storia si sviluppa solo nel lasso di tempo che Sophie rimane nella casa, è quasi come se avessimo visto Keith solo attraverso gli occhi di Sophie, che involontariamente lo ha idealizzato, perché l'amore fa anche quello. I due attori hanno una chimica pazzesca. 
La fotografia mi è piaciuta moltissimo e ho notato con sommo piacere un cammeo di Kyle MacLachlan, meglio conosciuto come l'agente Dale Cooper in Twin Peaks.
La colonna sonora è splendida e doveva esserlo perché la musica è fondamentale, la maggioranza della score è composta da Dustin O'Halloran ma segnalo anche le scene nelle quali Felicity Jones suona il piano.


L'ho trovato davvero un film bellissimo e particolare a suo modo, questo regista sta crescendo nei suoi lavori e seguirò la sua evoluzione con piacere. 
A volte basta solo ricordarsi di prendere un bel respiro.

3 commenti:

  1. anche me like crazy non aveva fatto "impazzire", è proprio il caso di dire :)

    questo però già solo per le musiche di dustin o'halloran e l'apparizione di kyle maclachlan mi attira...

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    1. Sì Like Crazy l'ho nominato più che altro per far capire chi è il regista, visto che non so bene perché è il suo film più apprezzato. Invece trovo che The Beauty Inside se la possa giocare alla pari con Breathe In. Mi piacerebbe vedere il suo primo film Douchebag ma non l'ho trovato da nessuna parte. Forse qualcuno prima o poi lo tradurrà XD

      Per riconoscere MacLachlan c'ho messo un po' non sono abituata ai suoi capelli grigi (ma hai notato che Twin Peaks appare spesso e quasi dappertutto? O forse ho solo cominciato a farci caso perché ritorna? L'hype).

      Dustin O'Halloran non l'avevo mai sentito nominare, ha fatto di recente un concerto a Bologna ho notato.

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    2. twin peaks ha segnato l'immaginario televisivo e cinematografico come poche, ma diciamo anche nessuna altra serie, quindi è normale che sia ovunque. e nei prossimi mesi potrebbe esserlo ancora di più ;)

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