lunedì 8 settembre 2014

Domu - Sogni di bambini


Titolo: Domu - Sogni di bambini
Autore: Katsuhiro Otomo
Anno: 1980-1983

Trama: La vicenda si dipana in una Tokyo insolita di case popolari, emarginazione e problemi familiari. In un grosso caseggiato di periferia si susseguono una serie di misteriosi incidenti: suicidi inspiegabili, infortuni domestici, morti improvvise. La situazione diventa talmente sospetta che la polizia apre un'indagine ufficiale. L'ispettore Yagamawa e il detective Takayama sono i principali artefici delle indagini. Yagamawa tuttavia muore suicidandosi misteriosamente dopo aver trovato una buona pista per scovare l'assassino, ed a Takayama rimane l'ingrato compito di continuare da solo l'indagine.

Katsuhiro Otomo è proprio lui, per i più "quello di Akira". Questa è la sua prima graphic novel. Tra l'altro lui nasce principalmente come architetto ecco perché in questo manga le ambientazioni sono così importanti, anzi l'unica ambientazione importante è questo grandissimo condominio; una casa popolare giapponese, nella quale i bambini si accorgono di tutto e gli adulti no, ma gli adulti che non hanno vissuto appieno la loro infanzia cominciano a diventare i carnefici esortati da questo vecchietto fluttuante. L'atmosfera è sinistra, le morti si susseguono una dietro l'altra e il lettore si affida ai bambini che dimostrano di avere lo stesso potere di questi adulti "senza infanzia". Incredibile come gli adulti non si rendano assolutamente conto di nulla di ciò che accade loro intorno. I primi piani sui personaggi prima di alcuni incontri cruciali sono cinematografici (non a caso Otomo si occupa anche di cinema). Ma il personaggio più interessante e imponente è proprio quel tremendo palazzone. Alcune tavole occupano ben due pagine per farci capire bene gli spazi, sia nel caso che i personaggi stiano volando sia nel caso che abbiano i piedi ben appoggiati per terra. Ovviamente l'opera è una grande componente di fantasia e di poteri extrasensoriali proprio perché la componente più importante dell'infanzia è la fantasia, una cosa che da ciò che vuole trasmettere Otomo con questa bellezza di manga gli adulti non possono proprio capire, eccetto ovviamente quelli che da bambini non erano bambini. Ma si sa l'infanzia prima o poi va vissuta anche se è troppo tardi per alcuni. Il luogo dove la storia viene raccontata è davvero particolare, non passa in secondo piano non è semplicemente uno sfondo e poi tutti quei dettagli tecnici sono rappresentati benissimo cosicché il lettore si inquieti almeno un poco (e non solo grazie ai personaggi mezzi "posseduti"). Solo la copertina è spettacolare e mi ha ispirata subito (il nesso tra sogno e realtà è davvero potente). Il manga usato che ho ottenuto è davvero bellissimo; fa parte della serie oro dei classici del fumetto di Repubblica. Seriamente questo è proprio un numero da collezione e mentre lo leggevo mi immaginavo come sarebbe stato vedere questa storia al cinema. Chissà che in un futuro a qualcuno non venga in mente di trasporlo (comunque devo vedermi molti film di Otomo, oh sì).

Altri volumi usati arrivati oggi e anche nuovi volumi

5 commenti:

  1. Purtroppo I classici erano usciti in un periodo di università combinata a mancanza di lavoro che si traduceva nell'ovvia mancanza di soldi e avevo dovuto abbandonare la collezione dopo pochi numeri.
    Maledizione.
    Spero di ritrovare questa perla su qualche mercatino :)

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    1. Eh sì mancanza di soldi e collezioni incomplete ne so qualcosa ^*^

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  2. Meno male che c'è stato Domu... altrimenti non avremmo avuto Akira!
    Mi è piaciuto per la sua maturità

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    1. Il che è un tutto dire, un manga popolato da bambini e mezzi bambini che è maturo :)

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  3. Fantastico! Ma io sono fanboy forte di Otomo...

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