lunedì 11 agosto 2014

Pluto, Naoki Urasawa


Dopo Monster volevo completare la mia personale "tripletta" (anche 20th Century Boys è incluso, anche se l'ho letto molto tempo fa, ecco anche perché non ne ho parlato qui, tra l'altro mi è parso difficilissimo parlarne senza fare ulteriore casino nelle teste di potenziali lettori, non è un opera semplice ed è stato il mio primo Urasawa, questo rende ancora più complicato il semplice parlarne) leggendo Pluto, un manga che adocchiavo da molto tempo. Quindi qual miglior momento di questa estate priva di vacanze? (Anche se io spero ancora in almeno due giorni di montagna e magari più avanti verso ottobre il Marocco ma è tutto da vedere).

Pluto si pone l'obiettivo di riscrivere e reinterpretare il manga Astro Boy (chi non lo conosce? Dai Italia 1 e i pomeriggi passati davanti alla tv; che bei tempi, ora invece il zero cosmico) di Osamu Tezuka in particolare le vicende si concentrano sull'episodio Il più grande robot del mondo. Di cui vi lascio l'episodio dell'anime qui sotto:



Ora, il mio rapporto con Astro Boy non è dei migliori anche perché l'ho conosciuto solo attraverso l'anime senza mai approfondire troppo ma se Urasawa ci mette le mani sopra è tutta un altra storia. Riesce a dare profondità ai personaggi, rendendo la faccenda molto più psicologica e tirando fuori notevoli domande su una possibile convivenza tra robot e umani, e adoro questi risvolti fantascientifici da Asimov (a cui il tema di una possibile sfera emotiva da parte dei robot stava molto a cuore) fino ad arrivare alla recente serie tv svedese davvero molto interessante Real Humans che ho guardato con molta attenzione, anche se non mi ha catturata del tutto però è interessante, la cosa più curiosa è che la Svezia tiri fuori serie di qualità dal cappello, davvero una gran sorpresa.
In Pluto la convivenza umani/robot è parecchio difficile, ma d'altronde se la gente fa fatica ad accettare l'omosessualità che esiste da quando l'uomo è venuto al mondo allora come potrebbe mai accettare dei robot sempre più sofisticati e con emozioni che entrano nelle loro vite? La vedo dura. Ma non penso che sia una realtà molto lontana, pur essendo ancora considerata un utopia.


Ma torniamo al manga che come vedete mi fa fare molte altre riflessioni, la storia gira intorno ai sette robot più forti del mondo, qualcuno li sta eliminando e lo fa anche lasciando un firma distintiva visto che lascia delle corna sulla testa delle vittime; simbolo di Plutone (divinità romana degli inferi) da cui il titolo del manga. Il tutto è ambientato in un futuro nel quale i robot possono avere un aspetto umano e cominciano a provare emozioni (sopratutto quelli più avanzati) cominciano a provare odio e tristezza e qualche volta esibiscono pure uno spirito creativo per non farsi mancare nulla, infatti a tal proposito mi è piaciuta tantissimo la tavola nella quale viene mostrato un dipinto con dei fiori fatto da un robot e Uran (la sorellina di Atom, che poi lui sarebbe Astro Boy se non altro ve ne accorgerete per la sua capigliatura) si commuove. Ma non vorrei scendere troppo nei dettagli, si tratta in generale di un thriller fantascientifico nel quale non ci sono molti colpi di scena come in Monster ma bisogna riconoscere che le strutture narrative sono molto diverse, in Monster il lettore fremeva per scoprire il piano di Johan, in Pluto il lettore freme per arrivare al tanto atteso scontro finale, devo ammettere che l'identità della "cosa" che stava dietro tutto ciò non mi interessava anche se inevitabilmente le ricerche di Gesicht (significa volto tradotto dal tedesco) danno un risvolto interessante alla faccenda. In più di una tavola ci si può commuovere e ci sono anche tavole colorate.
Questi robot non sono proprio quelli a cui sono abituata, molti li ho scambiati direttamente per umani. Si fanno addirittura domande sulla validità della guerra, concludendo che nessuna guerra è giusta cosa che gli umani faticano tuttora a capire, quindi pensate un po' come stanno avanti. Alcune morti sono molto toccanti sopratutto perché l'autore analizza ognuno di essi prima di "mandarli al macello" è il caso del robot che non voleva più essere una macchina da guerra ma solo imparare a suonare il piano, e non si può dire che inizialmente il suo padrone sia stato molto crudele. Gesicht invece è più presente nella storia proprio perché pian piano ricostruisce i pezzi, nel suo passato però ci sono dei buchi che a volte rivede nei suoi sogni.
Atom e Uran sono due personaggi molto interessanti e vorrei ben vedere in pratica sono i protagonisti della storia, le caratteristiche fisiche dei personaggi somigliano a quelle di altri personaggi dei manga di Urasawa e sono molto diverse dall'Astro Boy di Tezuka, e qui direi fortunatamente perché dopo aver fatto un confronto sembrano molto più seri rispetto all'originale, guardate da voi, i tratti di Tezuka sono indicati per un pubblico più giovincello rispetto al pubblico a cui mira Naoki:


Come sempre Urasawa non delude, fa riflettere e porta su carta un altra appassionante storia a parole sue. Il manga è decisamente corto sono solo 8 volumi quindi si legge abbastanza in fretta. E conoscendo il mio approccio "devo assolutamente sapere" che viene fuori con il signor Naoki me lo sono decisamente divorata e sono stata travolta da una tempesta emotiva, cosa che da una parte mi aspettavo visto che ero stata avvisata, però quando le immagini ci scorrono davanti agli occhi è tutta un altra storia.
Mi dispiace solo che rimanga ancora (dopo tutto questo tempo) un autore più o meno sconosciuto, capisco che la sua natura sia poco mainstream ma Urasawa è la ragione per la quale leggo manga, Urasawa è per chi cerca di più, per chi è curioso e cerca delle risposte.

4 commenti:

  1. Conosco poco Astroboy e non ho ma letto nulla di Tezuka - grazie per il link dell'episodio, comunque - ma questo piccolo gioiello non me lo sono lasciato scappare. Una lettura davvero molto interessante!

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  2. Astroboy è stato uno dei miti della mia infanzia...rivedere così all'improvviso i tratti di Tezuka è stato un po' come una piccola madeleine proustiana. Interessante la 'riscrittura' di Urasawa...una bella battaglia! Un salutino da hollywoodparty.

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    1. Oh che bello ricevere un commento da te non sapevo mi leggessi, ciao hollywoodparty :D

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  3. Mi è piaciuto un casino Pluto.
    Urasawa ha saputo dare del suo ad Astroboy.

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