giovedì 5 giugno 2014

Unastoria

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 Se il diciottenne si svegliasse Di colpo Una notte Si alzasse Ed allo specchio si vedesse Con le paure Con le miserie dei suoi futuri cinquant’anni Morirebbe Vomiterebbe.

Tantissime recensioni da ogni dove per questo graphic novel di Gipi (Gianni Pacinotti, andate a cercare anche il suo blog scrive su argomenti molto interessanti) che era già molto conosciuto nel mondo del fumetto ben prima di questo lavoro (ho sentito parlare solo bene di La mia vita disegnata male o L'ultimo terrestre da cui è stato tratto un film del quale lui stesso è regista, ma sono solo alcuni dei suoi lavori), che sa tanto di consacrazione.
Ma perché tutta questa popolarità? Ebbene per la prima volta un graphic novel è tra i finalisti per il premio Strega ecco quindi che l'opera è entrata a contatto anche con il mondo degli appassionati di letteratura. E sinceramente spero che vinca così da sfatare i soliti luoghi comuni sul mondo del fumetto, che è stato e sarà anche (e speriamo principalmente) d'autore finché i fumetti esisteranno.

Comunque tornando al volume che ho avuto il piacere di leggere mi ha ricordato la poesia molto semplice di Essex County anche se la narrazione non è per nulla semplice visto che si articola in molti salti temporali, dalla guerra, al presente e al claustrofobico ospedale nel quale vengono mostrati dottori incuranti della salute dei loro pazienti. E' una storia quindi generazionale perché il protagonista (Silvano Landi) racconta la sua storia confusa ma vera e quella del suo antenato Mauro soldato della Prima guerra mondiale. Tra sprazzi di realtà, irrealtà e sogni nasce questa storia o meglio una storia. Che parla di come l'uomo si risollevi sempre, come dice alla fine Landi che si prende una pausa e poi ritorna a vivere, o almeno ci prova. Mi è piaciuta molto la metafora di questo albero che io ho interpretato come albero della vita ma chissà se mi sbaglio, è una figura molto poetica (come tutto lì dentro) che appare spesso nella vita dei protagonisti, l'albero dà speranza e loro tornano ad averne di nuovo. Ma l'albero è secco.
E così fino alla fine in un circolo vizioso che rappresenta anche le nostre vite. Qui Gipi si racconta, è la sua storia in fondo.
Estremamente toccante la parte in cui degli ominidi scoprono l'acqua, anche l'acqua è vita.
Tutto è vita dentro al volume, il volume è fatto molto bene, cartonato con una parte a colori e una parte no, disegni stupefacenti come i disegni degli ambienti d'altronde, dove regna il silenzio e nessuno parla, sono disegni puramente estetici fatti apposta per essere guardati e contemplati durante la lettura. Come l'imponente albero della copertina. 
Ovviamente c'è il solito particolare tecnico dei graphic novel che ho notato e cioè che costano sempre parecchio ma questa volta mi sento di dire che vale sicuramente la spesa, e sopratutto scorrere le pagine, sentirne l'odore (faccio parte anch'io del club degli sniffatori professionisti) crea un esperienza di lettura ancora più profonda. Anche perché come ho già ribadito prima il volume ha una certà qualità.

Una storia non è solo la storia dei protagonisti ma è anche la nostra storia quando Landi ripete quella specie di filastrocca in preda alla crisi parlando di un diciottenne che potrebbe vomitare vedendosi trasformato la mattina davanti allo specchio in un uomo di 50 anni e passa parla di molte più età, di molta più vita, di molte più vite.
Non credo che debba essere consigliato ad un pubblico particolare è per tutti, una possibilità come un altra di fermarsi un attimo a riflettere, perché è importante. Riflettere, vivere e accorgerci di quanto è bello vivere visto che c'è anche la tematica della guerra quindi mi ha fatta pensare su quanto la vita sia importante ma anche di quanti pensino che non lo sia come fa capire il personaggio della Baronessa che chiede un arma migliore perché la guerra finisca prima visto che dopo un po' annoia, forse vi siete già fatti una piccola idea del personaggio. Un altra pagina che ho fissato a lungo cercando di capire è quella di un tizio che si fa una pippa (che altro termine potevo usare?!) pensando appunto alla Baronessa, cosa potrebbe essere una semplice perversione? Anche le perversioni fanno parte della vita.
In conclusione mi è veramente piaciuto e spero di poter leggere in futuro altri volumi di Gipi e spero in versione cartacea altrimenti diventerò cieca e poi come dicevo prima avere il volume tra le mani è un esperienza in sé ancor prima di scoprire cosa si nasconde tra le pagine.

 
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13 commenti:

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    1. Merita assolutamente mi dirai poi cosa ne pensi :D

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  2. Io leggo tantissime graphic novel e questa è ancora in wish list ^^

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    1. Wow io invece causa fondi ogni tanto, anche se nella biblioteca hanno una gran collezione di graphic novel quindi a volte vado a leggerne qualcuna :)

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  3. ti copioincollo un mio intervento al riguardo sul blog di Luigi Bicco (http://luigibicco.blogspot.it/2014/01/unastoria-e-due-storie-un-fumetto-ma.html):

    Finalmente ho letto anch'io unastoria. Bah. Sarà la scarsa simpatia che mi ispira l'autore, sarà il clamore che ha sollevato e che ha generato altissime aspettative, ma l'ho trovato abbastanza mediocre. Meglio di La Mia Vita Disegnata Male, ma più di un gradino al di sotto di Questa E' La Stanza e Appunti Per Una Storia di Guerra.
    A me è sembrato velleitario, pretenzioso e inconcludente, oltre che privo di quell'ironia che pervadeva le opere che ho citato (forse nemmeno in Appunti c'era molta ironia, ma lì la storia era originale e molto ben articolata). Sarà anche un'idea suggestiva a volersi lasciare trascinare, ma fino all'ultimo ho sperato in un geniale colpo di scena come in Appunti P U S D G che mettesse in prospettiva le cose, che purtroppo è mancato.
    Bellissime le tavole [...], ma in unastoria ce ne sono anche molte (troppe) disegnate alla meno peggio con la biro. Sarà pure voluto, ma non mi hanno convinto lo stesso.
    Poi vabbè, il Premio Strega lo hanno assegnato pure a Tiziano Scarpa per il suo romanzo peggiore, Stabat Mater, quindi può anche starci.

    E mi sono anche dimenticato di segnalare che "ello" non è italiano...
    Solo due appunti (non volermene!): L'Ultimo Terrestre l'ha diretto Gipi, ma il fumetto a cui è ispirato è di Giacomo Monti. L'edizione di unastoria, almeno quella che ho letto io a scrocco in biblioteca, non è cartonata. Bella solida, ma non cartonata.

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    1. Sapevo che sarebbe arrivato il commento critico, non modifico nulla perciò lascio il tuo commento così da permettere ai lettori di vedere il commento con le correzioni.

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  4. Di Gipi ti consiglio "Appunti per una storia di Guerra", e anche di "S." hanno parlato bene. Qualche tempo fa la Coconino Press ha pubblicato un bell'omnibus economico (12 euro, forse meno) che raccoglie un sacco di roba di Gipi.

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  5. La vedo ogni volta in libreria ma... mancanza fondi.. non l'ho ancora acquistata. Le tavole mi piacciono molto però, quindi quasi quasi...

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    1. Violet alla fine del post c'è il video con il reading completo di tutta l'opera, si vede tutto e legge il tutto lo stesso Gipi, se proprio non hai i money lì sta ;)

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    2. ...o se dove abiti hai una biblioteca ben fornita lo leggi a scrocco come ho fatto io.

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    3. Non tutti i paeselli ce l'hanno per la mia biblioteca quest'opera è nuovissima per esempio.

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    4. Seee aspetta e spera, nella mia biblioteca penso che la cosa più recente che ci sia è la Bibbia. Comunque magari mi informo ancora un po' e poi acquisto. Una volta smaltito un po' di arretrato v.v

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