mercoledì 4 giugno 2014

Dolce, cara Audrina


 ❝Don’t judge women by what you see in paintings and statues. Judge them only by what you yourself know about the woman in your life. The day any man understands any woman will be the day the world comes to an end. Men are hateful, contrary creatures who say they want goddesses to put on pedestals. Once they have them up there, they rip of the halo, tear off the gown, slice off the wings so they can’t fly and then kick the pedestal away so the woman falls at his feet and he can scream out as he kicks her, tramp! - or worse.❞

Della Andrews (autrice di questo libro) ne avevo già parlato con la saga di Flowers In The Attic; la Lifetime vuole fare un film anche su questo ma rischiano di creare un drama su una storia che è molto di più.
Codesto libro rispetto alla saga Dollanganger è molto più perverso, molto più maschilista, molto più di denuncia rispetto all'intera saga. Innanzitutto nella visione della Andews nessun uomo si salva, sono tutti maschilisti fino al midollo, la cosa peggiore è che pensano che sia giusto, anche Chris da Flowers In The Attic ha le sue colpe, e già lì si parla di stupro. Anche qui la "famiglia" è decisamente da ricovero, li avrei messi tutti sotto elettroshock eccetto Audrina. Vivono a Whitefern ovviamente sono ricchi come la maggioranza dei personaggi dell'autrice che sento essere stata un donna profondamente femminista, sento queste vibrazioni attraverso le pagine, la protagonista rimarrà purtroppo profondamente legata alla residenza come accadeva anche a Cathy Dollanganger con Foxworth Hall e questo è l'ennesimo elemento che collega le due storie.

Il tutto comincia con questa ragazzina a cui il padre sta facendo letteralmente il lavaggio del cervello, a volte la mette su questa sedia e la fa dondolare perché ricordi il bruttissimo shock della Prima e come la definisce lei migliore Audrina (sua sorella), la ragazzina è stata stuprata alla tenera età di 9 anni da un gruppo di ragazzi, e il padre le ricorda di non andre nel bosco.
In più nessuno dice ad Audrina quanti anni abbia o chi sia, non va a scuola e vive isolata non ha la minima concezione del tempo, non ditemi che questo non ricorda il film Kynodontas, che mi colpì profondamente tanto quanto questo libro. In questa storia nessuno si salva, non c'è fiducia alcuna per il genere maschile ma vogliamo parlare delle donne che circondano la dolce Audrina?
Da una parte c'è la sua sorellastra Vera che è cattiva perché non si sente amata dal padre di Audrina ma dico io se la tua vita è una cacca perché devi rompere gli zebedei anche agli altri? Il carattere è da tipica bulla che deve sempre intromettersi per rovinare la vita di Audrina.
Perciò il rapporto di Audrina con il mondo maschile non è dei migliori, il padre la vuole solo per sé e l'ha sempre manipolata fin dall'inizio convinto di aver fatto la cosa migliore e piazzandola su quella maledetta sedia a cercare una specie di "dono" quando invece è ovvio che c'è un segreto pesantissimo da digerire che verrà rivelato solo alla fine con capitoli pieni zeppi di adrenalina e anche lì il karma colpirà con tutta la sua forza e con solo goduria per i lettori. 

Il segreto è il filo che collega tutta la storia e io ci avevo visto proprio bene avevo capito perché non riusciva ad amare Arwen, oltre che anche questo personaggio ha molto che non va, codardo, perfido anche lui, e poi traditore. Ma chi lo vuole uno così?
In questa analisi non si salva nemmeno la mamma di Audrina anche se inizialmente pare una vittima degli abusi del padre non lo è assolutamente e la butto senza troppi complimenti nella fossa delle maschiliste, non si salva quasi nessuno. Forse una luce di speranza è data da Sylvia la bambina down che gioca con le pietre, l'unica che mi sia sembrata spontanea in questa storia di menzogne visto che è narrata dagli occhi di Audrina quindi il lettore subirà la stessa confusione, lo stesso senso di smarrimento e poi quando finalmente IL segreto verrà svelato arriverà anche la rabbia. O almeno io ero arrabbiattisima sopratutto con la madre, ma come si può far credere ad una bambina che valga di meno quando la violenza è stata compiuta da altri? La vittima è lei e sopratutto quei tizi meritavano lo stesso trattamento e non capisco perché il padre non sia andato ad ammazzarli di botte, già da questo si capisce che razza di padre sia. L'altra rivelazione di cui mi sono sorpresa (non la principale perché avevo indovinato) è stato l'atteggiamento di Vera in tutta la storia, probabilmente è uno dei personaggi più odiosi di cui abbia mai letto ma tanto alla fine il buon karma prevale.
E mi ha sconvolta ancora di più il finale dopo tutto ciò (dai su Arwen non ti accorgi che lei non riesce manco a toccare il corpo di un uomo senza avere paura?) la protagonista rimane legata alle sue origini non è un mistero che le case delle opere della Andrews abbiano sempre un ruolo fondamentale nella storia e che siano luighi misteriosi e cupi in piena sintonia con la narrazione. Ecco anche perché amo la Andrews; lei descrive perfettamente i luoghi e a me è sembrato di essere lì con lei in mezzo a cotanta bellezza ma era tutto così inquietante, anche perché mi piacciono molto le case sopratutto quelle abbandonate è interessante pensare a chi poteva viverci e cosa è accaduto in quelle case, quindi è un aspetto fondamentale del libro, per di più il genere è gotico perciò bisogna parlare degli ambienti.
Un libro davvero da non perdere (dovrebbero leggerlo tutti), profondo che porta velocemente alla riflessione e sopratutto siamo nella mente di Audrina quindi anche noi costruiamo con lei (o prima di lei) il puzzle della sua vita, laddove la sua memoria non arriva. 
Vi invito ad andarvi a leggere/vedere il discorso della scrittrice femminista Chimamanda Ngozi Adichie nel quale dice che tutti dovremmo essere femministi e comunque io mi sono commossa, dovete assolutamente andarlo a vedere qui.
E niente è ufficiale io amo la Andrews!

16 commenti:

  1. Ce l'ho in libreria dall'anno scorso. L'avevo preso alla fiera della mia città, pagato qualcosa come due euro. Lo spolvero e lo leggo presto :)

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    1. Ho beccato una recensione nella quale sotto c'era un tuo commento tu possiedi la versione originale sei fortunatissimo!!! :)

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    2. Sì, è una delle prime, ma penso sia targata tipo Mondolibri: odio profondamente quelle (sotto)edizioni :D Se per caso dovessi trovarlo ancora, vedo di mandartelo.

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  2. Lo sto leggendo adesso e nonostante lo stile teatrale tipico della Andrews, anche questo (come tutta la serie dell'Attico) crea troppa dipendenza!

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    1. Sì e questo qui è anche più cattivo verso il genere maschile e sinceramente il finale mi ha fatta proprio arrabbiare.

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    2. Sono pronta a tutto... la Andrews odia gli happy end, vero? T_T

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    3. Più che altro mi ha delusa la protagonista però il finale è giusto per il messaggio che vuole trasmettere.

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  3. Ne ho sentito parlare, ma non l'ho ancora letto.

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    1. Ho sentito che sta diventando popolare, anche se i suoi libri più famosi sono quelli della saga di flowers in the attic.

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  4. Devo recuperarli i libri di questa autrice, mi ispirano parecchio. Per la cronaca, tradotti in italiano si trovano?

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    1. Per me è un sì ovviamente per quanto riguarda i libri tradotti in questo post: http://nonlosoadesso.blogspot.it/2014/04/the-dollanganger-series-vc-andrews-e.html dove ho parlato della saga ho parlocchiato dele traduzioni invece per quanto concerne Audrina si trova in italiano.

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