domenica 22 giugno 2014

Django Unchained (film e fumetto)

OVVIAMENTE CI SONO DEI FOTTUTI SPOILER!!!

Probabilmente (anzi sicuramente) sul blog precedente avevo già parlato di Django Unchained e del grandissimo impatto che ha avuto su di me visto che ricordo ancora la grandissima emozione di andarlo a vedere con un cinema pieno, c'erano persone sedute sugli scalini e il silenzio (tranne per qualche risata nella scena del Ku Klux Klan improvvisato) regnava sovrano. Proprio ieri mi sono rivista il film, probabilmente perché dopo aver letto quel capolavoro che è anche il fumetto mi era tornata proprio la voglia di cantare le canzoni ("Djangooooo") e ripassare alcune delle citazioni migliori ("I count one shot nigga, i count two guns nigga"). E poi la scena con il cotone bagnato così "dolcemente" dallo schizzo di sangue mi ha fatto tornare alla mente la torta per i miei 18 anni, quello stesso anno e quell'estate mi sarei poi innamorata di Stoker (che poi vorrei scrivere un mega elogio a questo film, da notare anche il fatto che il cotone bagnato di Django si sovrappone all'erba bagnata di sangue in Stoker per l'appunto), tutt'ora desidero una torta dedicata a quel film anche se il gusto non è dei migliori ma esteticamente è una goduria da guardare, mi dispiacque anche mangiarmela quella torta.


Quando diventai maggiorenne da vera cinefila

Fatto sta che il fumetto di Django è davvero figo, fottutamente figo come direbbe Quentin visto che "fottuto" ce lo infila praticamente in ogni frase. Inizialmente non mi aspettavo granché ma invece approfondisce molto su alcune scene che nel film non so ben chiare come per esempio l'arrivo di Broomhilda a Candyland, quindi questo passaggio funge anche da primo incontro con Calvin Candie. Le pagine sono tutte colorate e per di più c'è una piccola introduzione fatta dallo stesso Tarantino che si lamenta per non aver potuto integrare le scene inedite di cui parla il fumetto. I disegni dei personaggi sono ispirati non tanto ai volti degli attori del film ma bensì a un idea di fondo, all'essenza del loro carattere, certo ci assomigliano ma qui si vede il tocco personale dei disegnatori che danno un tocco inedito alla storia preservando comunque l'idea di Quentin, ovvio.



Il film durerà anche 2 ore e 36 minuti ma tutto quel tempo passa ad una velocità assurda, ti siedi e rimani incollato allo schermo anche se ormai sai la storia a memoria. Io sono una cagasotto per definizione, nel senso che se so che il film è particolare ho bisogno di un cuscino per coprirmi gli occhi ma in Django la violenza non mi pare così eccessiva come lo fu per esempio per Bastardi senza gloria quei poveri scalpi non li potevo proprio guardare mentre qui più che altro mi son schifata quando si è sentito il crack secco di un osso rotto durante la lotta tra mandingo, cioè neanche quando gli cava gli occhi ma proprio quel crack mi ha fatta rabbrividire. Christoph Waltz ha oscurato alla grande quello che dovrebbe essere il protagonista della storia, il Dr. Schultz è assolutamente geniale, arriva in scena con classe e se ne va con classe ("non ho saputo resistere"), è un uomo europeo, gentile e pacifico finché non si tratta di prendersi i soldi per qualche cadavere prende sotto la sua ala Django e preso da un istinto quasi alla padre e figlio lo aiuta a ritrovare sua moglie, e qui la storia viene infarcita con un po' di sano romanticismo tedesco visto che Schultz si sente responsabile per la situazione di Django grazie ad una favola popolare tedesca nella quale la figlia del re degli Dei viene messa su una montagna ("c'è sempre una montagna nelle favole tedesche") e lì Broomhilda (che guarda caso porta il nome della moglie di Django) verrà raggiunto da un uomo che la salverà. 
Il film prosegue ad un ritmo esplosivo in un crescendo un altro personaggio a cui c'è da fare tanto di cappello è Candie interpretato da un DiCaprio in stato di grazia che si meritava l'Oscar per quella interpretazione (io tifavo anche per Gatsby) che poi più tardi dopo la prima visione verrò a sapere che la scena del bicchiere era tutta vera, era così preso dal personaggio che si è fatto male da solo praticamente. E poi l'elemento del martello, anzi la scena del martello penso che in sala tutti eravamo sollevati con quel cavolo di martello. Ma poi lo "scontro quasi finale" cambia tutte le carte in tavola, non si ha sempre fortuna ed era strano che tutto ma proprio tutto finisse bene che poi Dumas che avrebbe detto del suo D'Artagnan versione schiavo sbranato dai cani? Ci stava uno zoom sulla faccia di Candie quando ha scoperto che era nero, i soldi non sempre fanno la cultura.
Lo scambio di battute finale tra Candie e Schultz finisce come doveva essere. Si prosegue in uno scontro a fuoco semplicemente esplosivo con la canzone Unchained ("like you expect Jesus to come back, expecting nigga i'm comin'"). Nelle scene successive c'è un piccolo cameo di Quentin in particolare mi è rimasta impressa l'espressione di commozione e speranza stampata sul viso dello schiavo che vede Django andare via, è un eroe fin dall'inizio quando spara al suo aguzzino che un tempo frustò sua moglie. Con questa immagine da eroe fa fuori tutti con un attenzione particolare al "negro di casa" interpretato da un Samuel L. Jackson invecchiato e incazzato (apposta) perché come dice in precedenza a Schultz è un lavoro indegno. 
Ma nell'ombra non so se si nota un personaggio particolare sto parlando di quella donna coperta da una specie di bandana rossa è un personaggio che appare giusto in due scene quando D'Artagnan viene sbranato e quando questa donna guarda delle immagini, qualcuno dice sia un riferimento a Kill Bill.
Ma torniamo all'estasi del boom finale e alla soddisfazione che spetta a chi guarda, parte Trinity e almeno un poco di felicità c'è visto che i due si sono riuniti con una piccola esibizione del cavallo di Django. E tanti saluti quello è il finale.



Musicalmente è tanta roba, c'è anche Elisa che canta Ancora Qui. Poi Rick Ross, His Name Is King, Freedom, I Got A Name e Who Did That To You? poco ci mancava che partissi a ballare però la soddisfazione di cantare in modo stonato saltando le parole non me la tolse nessuno. Insieme ad alcune canzoni tipiche del genere spaghetti western confluiscono generi più moderni tra cui anche il rap che mi ricorda il ragionamento che fece anche Baz Luhrmann per la sua bomba Il grande Gatsby che rifletteva secondo me lo spirito del libro. 
Le piccole apparizioni non mancano, c'è Jonah Hill e anche Franco Nero (no ma il cognome!). Uno spaghetti western sì certo ma proprio nello stile di Tarantino e dire che io di solito non sono fan del genere ma questa volta mi son dovuta ricredere, sono geniali quegli zoom buttati lì nel momento giusto sulla espressione giusta degli attori poi per Waltz dev'essere stata una passeggiata, è un attore completo e forse anche di più dopo il suo "bingo" rimane l'espressione "Auf Wiedersehen" semplicemente è tedesco, si vede e piace dà il suo tocco ad un personaggio già di per sé perfetto. Per quanto concerne Jamie Foxx non gli avrei dato due spicci ed invece diretto da Tarantino qualsiasi attore tira fuori il meglio di sé.
Un film che è una miccia pian piano si accende e verso la fine l'esplosione.
Rimane uno dei miei Tarantino preferiti.

6 commenti:

  1. Non sono mai riuscito a recuperare il fumetto...
    Più che altro lo vorrei per collezione.

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    1. È fico io l'ho trovato in libreria XD

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  2. Il film proprio non mi è piaciuto, ma io non apprezzo Tarantino. Però questi tuoi commenti sul fumetto mi hanno incuriosito...
    Pare sia uscito pure un Django contro Zorro!

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    1. Se non ti è piaciuto il film dubito che ti piacerà il fumetto però mai dire mai.

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  3. Assolutamente sì: gran bel film, e gran bel fumetto.
    Ammetto che non è il mio preferito di Tarantino, e che quando andai a vederlo al cinema mi aspettavo qualcosa di leggermente diverso. Mi aspettavo il primo "vero" spaghetti western made in Tarantino. Invece è tutt'altro.
    As usual, come fa lui. :D

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  4. E dire che una volta uscito dalla sala ho pensato a Godzilla che dice "La 'D' è muta, bifolco" XD
    Bel filn senza dubbio, ma uno di quelli di Tarantino che mi ha entusiasmato meno.

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