domenica 22 giugno 2014

Django Unchained (film e fumetto)

OVVIAMENTE CI SONO DEI FOTTUTI SPOILER!!!

Probabilmente (anzi sicuramente) sul blog precedente avevo già parlato di Django Unchained e del grandissimo impatto che ha avuto su di me visto che ricordo ancora la grandissima emozione di andarlo a vedere con un cinema pieno, c'erano persone sedute sugli scalini e il silenzio (tranne per qualche risata nella scena del Ku Klux Klan improvvisato) regnava sovrano. Proprio ieri mi sono rivista il film, probabilmente perché dopo aver letto quel capolavoro che è anche il fumetto mi era tornata proprio la voglia di cantare le canzoni ("Djangooooo") e ripassare alcune delle citazioni migliori ("I count one shot nigga, i count two guns nigga"). E poi la scena con il cotone bagnato così "dolcemente" dallo schizzo di sangue mi ha fatto tornare alla mente la torta per i miei 18 anni, quello stesso anno e quell'estate mi sarei poi innamorata di Stoker (che poi vorrei scrivere un mega elogio a questo film, da notare anche il fatto che il cotone bagnato di Django si sovrappone all'erba bagnata di sangue in Stoker per l'appunto), tutt'ora desidero una torta dedicata a quel film anche se il gusto non è dei migliori ma esteticamente è una goduria da guardare, mi dispiacque anche mangiarmela quella torta.


Quando diventai maggiorenne da vera cinefila

Fatto sta che il fumetto di Django è davvero figo, fottutamente figo come direbbe Quentin visto che "fottuto" ce lo infila praticamente in ogni frase. Inizialmente non mi aspettavo granché ma invece approfondisce molto su alcune scene che nel film non so ben chiare come per esempio l'arrivo di Broomhilda a Candyland, quindi questo passaggio funge anche da primo incontro con Calvin Candie. Le pagine sono tutte colorate e per di più c'è una piccola introduzione fatta dallo stesso Tarantino che si lamenta per non aver potuto integrare le scene inedite di cui parla il fumetto. I disegni dei personaggi sono ispirati non tanto ai volti degli attori del film ma bensì a un idea di fondo, all'essenza del loro carattere, certo ci assomigliano ma qui si vede il tocco personale dei disegnatori che danno un tocco inedito alla storia preservando comunque l'idea di Quentin, ovvio.



Il film durerà anche 2 ore e 36 minuti ma tutto quel tempo passa ad una velocità assurda, ti siedi e rimani incollato allo schermo anche se ormai sai la storia a memoria. Io sono una cagasotto per definizione, nel senso che se so che il film è particolare ho bisogno di un cuscino per coprirmi gli occhi ma in Django la violenza non mi pare così eccessiva come lo fu per esempio per Bastardi senza gloria quei poveri scalpi non li potevo proprio guardare mentre qui più che altro mi son schifata quando si è sentito il crack secco di un osso rotto durante la lotta tra mandingo, cioè neanche quando gli cava gli occhi ma proprio quel crack mi ha fatta rabbrividire. Christoph Waltz ha oscurato alla grande quello che dovrebbe essere il protagonista della storia, il Dr. Schultz è assolutamente geniale, arriva in scena con classe e se ne va con classe ("non ho saputo resistere"), è un uomo europeo, gentile e pacifico finché non si tratta di prendersi i soldi per qualche cadavere prende sotto la sua ala Django e preso da un istinto quasi alla padre e figlio lo aiuta a ritrovare sua moglie, e qui la storia viene infarcita con un po' di sano romanticismo tedesco visto che Schultz si sente responsabile per la situazione di Django grazie ad una favola popolare tedesca nella quale la figlia del re degli Dei viene messa su una montagna ("c'è sempre una montagna nelle favole tedesche") e lì Broomhilda (che guarda caso porta il nome della moglie di Django) verrà raggiunto da un uomo che la salverà. 
Il film prosegue ad un ritmo esplosivo in un crescendo un altro personaggio a cui c'è da fare tanto di cappello è Candie interpretato da un DiCaprio in stato di grazia che si meritava l'Oscar per quella interpretazione (io tifavo anche per Gatsby) che poi più tardi dopo la prima visione verrò a sapere che la scena del bicchiere era tutta vera, era così preso dal personaggio che si è fatto male da solo praticamente. E poi l'elemento del martello, anzi la scena del martello penso che in sala tutti eravamo sollevati con quel cavolo di martello. Ma poi lo "scontro quasi finale" cambia tutte le carte in tavola, non si ha sempre fortuna ed era strano che tutto ma proprio tutto finisse bene che poi Dumas che avrebbe detto del suo D'Artagnan versione schiavo sbranato dai cani? Ci stava uno zoom sulla faccia di Candie quando ha scoperto che era nero, i soldi non sempre fanno la cultura.
Lo scambio di battute finale tra Candie e Schultz finisce come doveva essere. Si prosegue in uno scontro a fuoco semplicemente esplosivo con la canzone Unchained ("like you expect Jesus to come back, expecting nigga i'm comin'"). Nelle scene successive c'è un piccolo cameo di Quentin in particolare mi è rimasta impressa l'espressione di commozione e speranza stampata sul viso dello schiavo che vede Django andare via, è un eroe fin dall'inizio quando spara al suo aguzzino che un tempo frustò sua moglie. Con questa immagine da eroe fa fuori tutti con un attenzione particolare al "negro di casa" interpretato da un Samuel L. Jackson invecchiato e incazzato (apposta) perché come dice in precedenza a Schultz è un lavoro indegno. 
Ma nell'ombra non so se si nota un personaggio particolare sto parlando di quella donna coperta da una specie di bandana rossa è un personaggio che appare giusto in due scene quando D'Artagnan viene sbranato e quando questa donna guarda delle immagini, qualcuno dice sia un riferimento a Kill Bill.
Ma torniamo all'estasi del boom finale e alla soddisfazione che spetta a chi guarda, parte Trinity e almeno un poco di felicità c'è visto che i due si sono riuniti con una piccola esibizione del cavallo di Django. E tanti saluti quello è il finale.



Musicalmente è tanta roba, c'è anche Elisa che canta Ancora Qui. Poi Rick Ross, His Name Is King, Freedom, I Got A Name e Who Did That To You? poco ci mancava che partissi a ballare però la soddisfazione di cantare in modo stonato saltando le parole non me la tolse nessuno. Insieme ad alcune canzoni tipiche del genere spaghetti western confluiscono generi più moderni tra cui anche il rap che mi ricorda il ragionamento che fece anche Baz Luhrmann per la sua bomba Il grande Gatsby che rifletteva secondo me lo spirito del libro. 
Le piccole apparizioni non mancano, c'è Jonah Hill e anche Franco Nero (no ma il cognome!). Uno spaghetti western sì certo ma proprio nello stile di Tarantino e dire che io di solito non sono fan del genere ma questa volta mi son dovuta ricredere, sono geniali quegli zoom buttati lì nel momento giusto sulla espressione giusta degli attori poi per Waltz dev'essere stata una passeggiata, è un attore completo e forse anche di più dopo il suo "bingo" rimane l'espressione "Auf Wiedersehen" semplicemente è tedesco, si vede e piace dà il suo tocco ad un personaggio già di per sé perfetto. Per quanto concerne Jamie Foxx non gli avrei dato due spicci ed invece diretto da Tarantino qualsiasi attore tira fuori il meglio di sé.
Un film che è una miccia pian piano si accende e verso la fine l'esplosione.
Rimane uno dei miei Tarantino preferiti.

giovedì 19 giugno 2014

Lana Del Rey meno male che ci sei


Inizialmente non volevo parlarne non so perché in questi giorni la voglia di scrivere si era ammazzata sospetto che fosse tutta colpa degli esami (e delle maratone di Tutti Odiano Chris) ma poco importa perché adesso è tornata. Non volevo parlare del nuovo album di Lana Del Rey Ultraviolence perché volevo ascoltarmelo molto meglio e poi inizialmente non sapevo cosa dire. Anche adesso non è semplice, questa volta Lana sceglie uno stile molto più decadente, in fondo il titolo parla chiaro, alcune interviste hanno rivelato che Lana ha vissuto un periodo difficile nel quale è stata picchiata da un suo ex, e poi in questi giorni è saltata fuori anche la notizia che lei soffre di depressione, sinceramente riesco a credere di più alla prima che alla seconda notizia, si sa i giornali gonfiano ogni parola.
Quindi a causa di ciò è un album sentito, desiderato e curato. Chi di voi mi segue su qualche social forse saprà del mio amore per Lana che è nato con il videoclip di Videogames quindi ancora prima del fatidico successo che le portò lo splendido video di Born To Die, e poi ricordo che "al tempo" la gente era incuriosita dal titolo della canzone e dal suo personaggio quindi è stata subito etichettata come depressa che non sorride anche se le foto coi fans rivelano ben altro. 
Ma tralasciando questo non sono impazzita per questo album anche se alcune canzoni me le ascolto tutti i santi giorni (Ultraviolence, West Coast e Pretty When You Cry). Il mio primo amore per Born To Die prevale su questo album anche se apprezzo tantissimo il cambio di rotta direi meno commerciale almeno rispetto all'album precedente che le ha portato tanto successo. Però le sonorità mi hanno ricordato tantissimo le sue infinite (ne salta fuori una ogni giorno) Unreleased e anche il suo primissimo album firmato con il suo vero nome Lizzy Grant (il primo prototipo di Lana Del Rey era Ray), quindi non mi sapeva proprio di nuovo. Detto questo oltre al fattore musicale sono letteralmente affascinata dal personaggio che lei stessa ha creato. E se alcune canzoni non mi hanno convinta ci pensano i video a farmi innamorare del mondo di Lana. Il suo modo di fare è diverso da quello a cui mi ha abituata la cultura pop infatti Lana non fa proprio pop semmai tende molto all'indie e i suoi video mi hanno addirittura superato alcuni capolavori dei Florence + The Machine.



In un periodo nel quale nessun album mi garbava come sempre Lana ha saputo prendermi ma non del tutto comunque sa bene come farsi distinguere spero che continui su questo stile, che dire le se addice.
Poi magari mi sbaglio io ma penso che Lana farà parlare di sé ancora per molto tempo e non sarà subito dimenticata, almeno per me sarà difficile dimenticarla.
Non mi era mai piaciuto il trailer di un album.


Qua sotto l'album completo.

giovedì 12 giugno 2014

Faking It

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Perché guardare la serie

MI SONO IMPEGNATA PER NON SPOILERARE E SEMBRA CHE CE L'ABBIA FATTA (VOGLIO UN PREMIO PER QUESTO). ATTENZIONE NEL POST C'E' UN ALTO CONTENUTO DI RITA VOLK, RISCHIO INNAMORAMENTO.

Non è altro che una serie tv teen a tema lesbo (targata MTV) che mi sono guardata a causa della protagonista. Sono entrata a contatto con la serie vedendo la magnifica faccia (appunto) dell'attrice Rita Volk che interpreta Amy che è il personaggio che preferisco di tutta la serie.
Praticamente la serie parla di queste due migliori amiche; appunto Amy e Karma, le giornate nel loro liceo scorrono tutte uguali tra "teen moms" (qui MTV si prende in giro da sola) e le varie mode del momento, ma questa scuola è molto particolare perché il diverso è ben accetto e anzi diventa popolare. Ad Amy non interessano particolarmente le mode ed è una ragazza molto semplice (e bellissima aggiungerei solo che lei non lo sa) e parecchio cinica nel senso buono visto che è lei che dà lo sprint alla serie, poi c'è Karma lei invece vuole diventare popolare e rispetta proprio il cliché della ragazza adolescente delle serie tv teen perché per di più le piace il più figo della scuola (questo secondo la serie, perché a me non pare questo gran manzo). Un giorno le due vanno ad una festa, Shane un ragazzo che si è dichiarato omosessuale è anche lui annoiato e pensa bene di dichiarare davanti a tutti che le due ragazze sono innamorate. Amy è già pronta a dire la verità ma Karma la ferma e vuole fingere, da cui nasce il nome del titolo. E il giorno dopo a scuola la sorella acquisita di Amy fa notare (sempre davanti a tutti per carità che è importante che la scuola sappia) che le due sono solo migliori amiche, ma prontamente Amy salva la situazione e bacia con passione Karma, Karma non prova nulla e sta al gioco ma Amy comincia a sentire un attrazione verso la sua migliore amica...

True love

Karma inizialmente l'ho detestata (anche adesso la sopporto poco) più che altro per l'atteggiamento e perché illude Amy e questo Liam non è che sia questo tizio impossibile a mio parere. La serie raccoglie tantissimi luoghi comuni sul mondo lesbo anche comici (come quando alcune ragazze vengono definite le groupies di Kristen Stewart) e li appioppa tutti alla povera Amy che sta scoprendo la propria sessualità. Ho cominciato a seguire la serie con molta più attenzione verso la quinta puntata visto che c'è una scena nella quale si cita Flowers in the attic con tanto di fratelli gemelli innamorati, però mi rendo anche conto che ora come ora negli USA la Dollanganger series sta diventanto di nuovo molto di moda grazie ai film trash che sta lanciando la Lifetime, comunque l'importante è che questa moda sta facendo scoprire anche ai giovani i libri della Andrews. 
E poi sono veramente e follemente innamorata di Rita Volk (la puntata della cosa a tre in cui si spoglia? Beh ho smesso di respirare per tutto quel tempo) insomma le sue espressioni facciali sono pazzesche e il suo personaggio va proprio contro la classica adolescente che propongono quasi sempre i serial, tipo ricordo ancora l'odiosa protagonista di Jane By Design per dire adoravo quella serie ma più che altro perché tifo per lei è il suo migliore amico come coppia e ovviamente la serie dopo una sola stagione è stata chiusa senza manco un bacio.
Inutile dire che la quasi novità della serie sia proprio la tematica lesbo proposta in salsa teen, anche se di serie lesbo ce ne sono state, ora non so se mi sbaglio ma ricordo un certo The L World e anche in Buffy L'ammazzavampiri viene trattato il tema. 
Le famiglie di questi ragazzi sono particolari da una parte c'è la mamma di Amy che è una repubblicana convinta (perciò anti diversità, una conservatrice), poi ci sono i genitori di Karma che sono degli alternativi mentre Liam è un ragazzo ricco che si finge "povero". 
In un episodio ho avuto la sensazione che stesse per nascere un altro intreccio amoroso (SPOILER: Amy e Liam?!), il che mi pare più che possibile visto che il tutto si basa sul drama. 


Chi non lo organizza così eh?

Visto che centra MTV bisogna dedicare un piccolo spazio anche alla musica utilizzata nel serial, ci sono i Superhumanoids con Free State (ho conosciuto questo gruppo con Geri nella colonna sonora di Hemlock Grove, una meraviglia), Diamonds Rings con You And Me, High Highs con Open Season, Out Of Our League dei Goodshirt e anche Karma canta con la sua chitarra sotto mano (anche perché lei è una ex concorrente di American Idol). Ricordo anche Gasoline degli Alpine, Strange Emotion di Jessy Lanza e Big Time di Junior Prom.
Per lo più la colonna sonora è composta da gruppi e cantanti che non ho mai sentito in vita mia e che vengono pubblicizzati da MTV come "fresh music". La playlist la trovate qua sotto.



Serie tv di puro intrattenimento composta da 8 episodi ancora inediti in Italia (anche se non dubito che presto arriverà anche qui), gli episodi durano attorno ai 20 minuti quindi non prende neanche molto tempo. 
La serie è stata rinnovata per una seconda stagione.
Il finale di stagione mi ha fatto capire che la serie non parla di un amore lesbo ma bensì di un ragazzo che... (SUPER MEGA SPOILER: si fa tutte e due le ragazze, tra cui una che è effettivamente lesbica). Cioè dai non mi può finire così, cambia totalmente la trama in questo modo, ma queste son tutte interpretazioni personali.

mercoledì 11 giugno 2014

In The Flesh 2

PIENO ZEPPO DI SPOILER!!!

E' stata una stagione intensa e non mi dispiace assolutamente per i pochi episodi, solitamente una serie con pochi episodi è di qualità per il semplice fatto che concentra tutta la storia nel modo giusto senza allungare il tutto con espedienti narrativi banali come solitamente accade nelle serie da 22 episodi per stagione.
Kieren Walker (notate il cognome, in perfetta sintonia con il suo personaggio) dopo tutti i casini accaduti nella prima stagione sembra che possa finalmente andare via e da buon artista qual'è ha scelto come meta la Francia, molto simpatico il siparietto comico con i genitori che lo attendono per la colazione...


Ma arrivano nella desolata (e moralista) Roarton due nuovi personaggi che cambieranno ancora una volta la situazione, Maxine che già dall'inizio fa intendere di essere pazza (e non nel senso buono) che prende il comando del consiglio comunale e come prima cosa fa rinchiudere e lavorare i malati di PDS, quindi Kieren non può più partire perché un altro piccolo Hitler estremista ha preso il comando, e con comando intendo lavaggio del cervello per tutti (anche perché ammazza Amy e questo è imperdonabile). Questo è uno dei personaggi più odiosi della serie assieme alla sorella di Kieren; Jem che se nella prima stagione mi stava simpatica in questa stagione ha fatto decisamente schifo dimenticando tutto ciò che è accaduto, ma di lei parlerò ben bene dopo.
L'altro personaggio è Simon, Simon è un estremista tanto quanto Maxine solo che sta dalla parte dei PDS perché lo è anche lui, infatti in questa stagione viene approfondito molto il terrorismo dei PDS che per ribellarsi agli umani diventano rabbiosi nei luoghi pubblici grazie ad una pillola, vi ricordate il Profeta della scorsa stagione? Comunque Simon è un personaggio interessante che quasi da subito si mostra interessato a Kieren e non ne fa mistero (sono troppo pucciosi insieme) è stato il primo zombie a reagire ai farmaci, una puntata è dedicata al suo passato e spiega anche perché detesti tanto gli umani.
Simon è il primo a scoprire che Kieren è il Primo Risorto e la profezia vuole che la seconda resurrezione avvenga solo con la morte del primo risorto, quindi nella terza stagione Kieren dovrà stare molto attento.


Phil in questa stagione mi ha fatto tenerezza sempre ossessionato da Amy e alla fine i due si amano peccato che (come ormai la serie mi ha abituata) venga fatta fuori senza tanti complimenti, e c'è un altro sviluppo interessante nel suo personaggio lei stava diventando di nuovo umana. Sulle tracce di Amy si sono messi due scienziati (?) che son sicura vorranno fare degli esperimenti su di lei essendo che è riuscita a completare la trasformazione da zombie a umana. Phil ha fatto anche lui dei bei monologhi accettandosi finalmente per quello che è e mandando a quel paese appunto il paese. 
Povero Phil però.
Jem ha due momenti, prima è spaventata e confusa ma appoggia ancora il fratello nel secondo momento si ricorda cosa faceva nella prima stagione e diventa una vera merdaccia ripudiando di nuovo il fratello. Interessanti sono però le prime puntata nelle quali ha molte crisi e viene anche messa alla prova da una delle sue compagne di classe per dimostrare il suo coraggio e sarà proprio questa brutta esperienza a ricordarle che lei ammazzava zombie e la cosa le piaceva pure.
Ma torniamo di nuovo a Kieren perché ha tirato fuori davvero un bel carattere, sopratutto si è ribellato senza che i genitori questa volta lo appoggiassero. Estremamente belle sono due scene sulla sua evoluzione come personaggio, il discorso che fa a tavola davanti ai genitori ma in particolare era indirizzato all'ormai ex (odioso) fidanzato "ammazza zombie" della sorella e poi la scena nella quale si toglie il fondotinta davanti a Simon che è estremamente significativa, subito dopo il Profeta riceverà una chiamata da Simon in cui lui afferma che è bellissimo. 


Ma Kieren ancora non sa tutto questo come sempre i personaggi principali sono gli ultimi a sapere i fatti che li riguardano. 
Sul lato musicale come nella prima stagione c'è una grande presenza di Keaton Henson (ma anche Cat Stevens, Depeche Mode, Take That...). Se volete conoscere il nome di tutte le tracce presenti nella serie vi basta cliccare su ogni episodio andando qui.


In conclusione la seconda stagione è al livello della prima e questa rimane per ora una delle mie serie tv preferite che analizza tantissimo la paura del diverso toccando con delicatezza l'argomento, senza essere banale ma anzi facendo emozionare. E' presente anche un altro tema delicato che è quello dell'omosessualità, insomma se già prima i moralisti del paesello non accettavano Kieren per essere omosessuale figuratevi quanto gli devono voler bene per essere per di più un PDS.

Un ultimissima cosa, ho trovato due corti davvero interessanti, in uno è presente Luke Newberry (AKA Kieren Walker) mentre l'altro racconta l'invasione zombie vista dal punto di vista di un cane ed è animato splendidamente per vedere quest'ultimo andate qui.

giovedì 5 giugno 2014

Unastoria

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 Se il diciottenne si svegliasse Di colpo Una notte Si alzasse Ed allo specchio si vedesse Con le paure Con le miserie dei suoi futuri cinquant’anni Morirebbe Vomiterebbe.

Tantissime recensioni da ogni dove per questo graphic novel di Gipi (Gianni Pacinotti, andate a cercare anche il suo blog scrive su argomenti molto interessanti) che era già molto conosciuto nel mondo del fumetto ben prima di questo lavoro (ho sentito parlare solo bene di La mia vita disegnata male o L'ultimo terrestre da cui è stato tratto un film del quale lui stesso è regista, ma sono solo alcuni dei suoi lavori), che sa tanto di consacrazione.
Ma perché tutta questa popolarità? Ebbene per la prima volta un graphic novel è tra i finalisti per il premio Strega ecco quindi che l'opera è entrata a contatto anche con il mondo degli appassionati di letteratura. E sinceramente spero che vinca così da sfatare i soliti luoghi comuni sul mondo del fumetto, che è stato e sarà anche (e speriamo principalmente) d'autore finché i fumetti esisteranno.

Comunque tornando al volume che ho avuto il piacere di leggere mi ha ricordato la poesia molto semplice di Essex County anche se la narrazione non è per nulla semplice visto che si articola in molti salti temporali, dalla guerra, al presente e al claustrofobico ospedale nel quale vengono mostrati dottori incuranti della salute dei loro pazienti. E' una storia quindi generazionale perché il protagonista (Silvano Landi) racconta la sua storia confusa ma vera e quella del suo antenato Mauro soldato della Prima guerra mondiale. Tra sprazzi di realtà, irrealtà e sogni nasce questa storia o meglio una storia. Che parla di come l'uomo si risollevi sempre, come dice alla fine Landi che si prende una pausa e poi ritorna a vivere, o almeno ci prova. Mi è piaciuta molto la metafora di questo albero che io ho interpretato come albero della vita ma chissà se mi sbaglio, è una figura molto poetica (come tutto lì dentro) che appare spesso nella vita dei protagonisti, l'albero dà speranza e loro tornano ad averne di nuovo. Ma l'albero è secco.
E così fino alla fine in un circolo vizioso che rappresenta anche le nostre vite. Qui Gipi si racconta, è la sua storia in fondo.
Estremamente toccante la parte in cui degli ominidi scoprono l'acqua, anche l'acqua è vita.
Tutto è vita dentro al volume, il volume è fatto molto bene, cartonato con una parte a colori e una parte no, disegni stupefacenti come i disegni degli ambienti d'altronde, dove regna il silenzio e nessuno parla, sono disegni puramente estetici fatti apposta per essere guardati e contemplati durante la lettura. Come l'imponente albero della copertina. 
Ovviamente c'è il solito particolare tecnico dei graphic novel che ho notato e cioè che costano sempre parecchio ma questa volta mi sento di dire che vale sicuramente la spesa, e sopratutto scorrere le pagine, sentirne l'odore (faccio parte anch'io del club degli sniffatori professionisti) crea un esperienza di lettura ancora più profonda. Anche perché come ho già ribadito prima il volume ha una certà qualità.

Una storia non è solo la storia dei protagonisti ma è anche la nostra storia quando Landi ripete quella specie di filastrocca in preda alla crisi parlando di un diciottenne che potrebbe vomitare vedendosi trasformato la mattina davanti allo specchio in un uomo di 50 anni e passa parla di molte più età, di molta più vita, di molte più vite.
Non credo che debba essere consigliato ad un pubblico particolare è per tutti, una possibilità come un altra di fermarsi un attimo a riflettere, perché è importante. Riflettere, vivere e accorgerci di quanto è bello vivere visto che c'è anche la tematica della guerra quindi mi ha fatta pensare su quanto la vita sia importante ma anche di quanti pensino che non lo sia come fa capire il personaggio della Baronessa che chiede un arma migliore perché la guerra finisca prima visto che dopo un po' annoia, forse vi siete già fatti una piccola idea del personaggio. Un altra pagina che ho fissato a lungo cercando di capire è quella di un tizio che si fa una pippa (che altro termine potevo usare?!) pensando appunto alla Baronessa, cosa potrebbe essere una semplice perversione? Anche le perversioni fanno parte della vita.
In conclusione mi è veramente piaciuto e spero di poter leggere in futuro altri volumi di Gipi e spero in versione cartacea altrimenti diventerò cieca e poi come dicevo prima avere il volume tra le mani è un esperienza in sé ancor prima di scoprire cosa si nasconde tra le pagine.

 
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mercoledì 4 giugno 2014

Dolce, cara Audrina


 ❝Don’t judge women by what you see in paintings and statues. Judge them only by what you yourself know about the woman in your life. The day any man understands any woman will be the day the world comes to an end. Men are hateful, contrary creatures who say they want goddesses to put on pedestals. Once they have them up there, they rip of the halo, tear off the gown, slice off the wings so they can’t fly and then kick the pedestal away so the woman falls at his feet and he can scream out as he kicks her, tramp! - or worse.❞

Della Andrews (autrice di questo libro) ne avevo già parlato con la saga di Flowers In The Attic; la Lifetime vuole fare un film anche su questo ma rischiano di creare un drama su una storia che è molto di più.
Codesto libro rispetto alla saga Dollanganger è molto più perverso, molto più maschilista, molto più di denuncia rispetto all'intera saga. Innanzitutto nella visione della Andews nessun uomo si salva, sono tutti maschilisti fino al midollo, la cosa peggiore è che pensano che sia giusto, anche Chris da Flowers In The Attic ha le sue colpe, e già lì si parla di stupro. Anche qui la "famiglia" è decisamente da ricovero, li avrei messi tutti sotto elettroshock eccetto Audrina. Vivono a Whitefern ovviamente sono ricchi come la maggioranza dei personaggi dell'autrice che sento essere stata un donna profondamente femminista, sento queste vibrazioni attraverso le pagine, la protagonista rimarrà purtroppo profondamente legata alla residenza come accadeva anche a Cathy Dollanganger con Foxworth Hall e questo è l'ennesimo elemento che collega le due storie.

Il tutto comincia con questa ragazzina a cui il padre sta facendo letteralmente il lavaggio del cervello, a volte la mette su questa sedia e la fa dondolare perché ricordi il bruttissimo shock della Prima e come la definisce lei migliore Audrina (sua sorella), la ragazzina è stata stuprata alla tenera età di 9 anni da un gruppo di ragazzi, e il padre le ricorda di non andre nel bosco.
In più nessuno dice ad Audrina quanti anni abbia o chi sia, non va a scuola e vive isolata non ha la minima concezione del tempo, non ditemi che questo non ricorda il film Kynodontas, che mi colpì profondamente tanto quanto questo libro. In questa storia nessuno si salva, non c'è fiducia alcuna per il genere maschile ma vogliamo parlare delle donne che circondano la dolce Audrina?
Da una parte c'è la sua sorellastra Vera che è cattiva perché non si sente amata dal padre di Audrina ma dico io se la tua vita è una cacca perché devi rompere gli zebedei anche agli altri? Il carattere è da tipica bulla che deve sempre intromettersi per rovinare la vita di Audrina.
Perciò il rapporto di Audrina con il mondo maschile non è dei migliori, il padre la vuole solo per sé e l'ha sempre manipolata fin dall'inizio convinto di aver fatto la cosa migliore e piazzandola su quella maledetta sedia a cercare una specie di "dono" quando invece è ovvio che c'è un segreto pesantissimo da digerire che verrà rivelato solo alla fine con capitoli pieni zeppi di adrenalina e anche lì il karma colpirà con tutta la sua forza e con solo goduria per i lettori. 

Il segreto è il filo che collega tutta la storia e io ci avevo visto proprio bene avevo capito perché non riusciva ad amare Arwen, oltre che anche questo personaggio ha molto che non va, codardo, perfido anche lui, e poi traditore. Ma chi lo vuole uno così?
In questa analisi non si salva nemmeno la mamma di Audrina anche se inizialmente pare una vittima degli abusi del padre non lo è assolutamente e la butto senza troppi complimenti nella fossa delle maschiliste, non si salva quasi nessuno. Forse una luce di speranza è data da Sylvia la bambina down che gioca con le pietre, l'unica che mi sia sembrata spontanea in questa storia di menzogne visto che è narrata dagli occhi di Audrina quindi il lettore subirà la stessa confusione, lo stesso senso di smarrimento e poi quando finalmente IL segreto verrà svelato arriverà anche la rabbia. O almeno io ero arrabbiattisima sopratutto con la madre, ma come si può far credere ad una bambina che valga di meno quando la violenza è stata compiuta da altri? La vittima è lei e sopratutto quei tizi meritavano lo stesso trattamento e non capisco perché il padre non sia andato ad ammazzarli di botte, già da questo si capisce che razza di padre sia. L'altra rivelazione di cui mi sono sorpresa (non la principale perché avevo indovinato) è stato l'atteggiamento di Vera in tutta la storia, probabilmente è uno dei personaggi più odiosi di cui abbia mai letto ma tanto alla fine il buon karma prevale.
E mi ha sconvolta ancora di più il finale dopo tutto ciò (dai su Arwen non ti accorgi che lei non riesce manco a toccare il corpo di un uomo senza avere paura?) la protagonista rimane legata alle sue origini non è un mistero che le case delle opere della Andrews abbiano sempre un ruolo fondamentale nella storia e che siano luighi misteriosi e cupi in piena sintonia con la narrazione. Ecco anche perché amo la Andrews; lei descrive perfettamente i luoghi e a me è sembrato di essere lì con lei in mezzo a cotanta bellezza ma era tutto così inquietante, anche perché mi piacciono molto le case sopratutto quelle abbandonate è interessante pensare a chi poteva viverci e cosa è accaduto in quelle case, quindi è un aspetto fondamentale del libro, per di più il genere è gotico perciò bisogna parlare degli ambienti.
Un libro davvero da non perdere (dovrebbero leggerlo tutti), profondo che porta velocemente alla riflessione e sopratutto siamo nella mente di Audrina quindi anche noi costruiamo con lei (o prima di lei) il puzzle della sua vita, laddove la sua memoria non arriva. 
Vi invito ad andarvi a leggere/vedere il discorso della scrittrice femminista Chimamanda Ngozi Adichie nel quale dice che tutti dovremmo essere femministi e comunque io mi sono commossa, dovete assolutamente andarlo a vedere qui.
E niente è ufficiale io amo la Andrews!

domenica 1 giugno 2014

Maleficent

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PROCEDETE CON CAUTELA, SPOILER DA TUTTE LE PARTI, SE PROSEGUITE E' A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO, IO L'HO DETTO.

Ebbene solitamente il sabato sera vado al cinema con la mia amichetta, questa volta la scelta è caduta insitintivamente su questo film poiché siamo tutte e due appassionate di film Disney e vi dirò di più io questo film lo attendevo con ansia adoro Angelina Jolie e La Bella Addormentata Nel Bosco è uno dei miei film preferiti (come dimenticare la splendida colonna sonora?). E' presente anche Elle Fanning e tra le fatine ho intravisto due attrici che conosco. Ma comunque resta il fatto che durante la "campagna promozionale" del film sono rimasta incantata dal trucco e dai vestiti esibiti dal personaggio di Malefica, tanto per cominciare ha quei bei zigomi tutti belli pronunciati, poi il vestito è perfetto e quel copricapo con le corna mi ha proprio fatto venire voglia di cercare tutorial in rete su questo personaggio. Il personaggio di Malefica è uno dei cattivi più inquietanti mai creati dalla Disney proprio perché a me fin da piccina e a forza di consumare la cassetta del film pareva un demone.
Comunque a me il 3D non garba tantissimo in genere ma questa volta mi sono ricreduta il 3D è spettacolare su molte delle scene del film e le rende benissimo e più emozionanti, ho dovuto mettere gli occhiali da vista sotto quelli 3D e quello è stato un particolare scomodo ma poco importa me lo sono goduta lo stesso.

Ma andiamo per ordine, il film inizia con questa baby Malefica che personalmente ho trovato insopportabile ma fortunatamente la sua apparizione dura poco, un tempo lei aveva le ali incontra poi questo ragazzino e i due pian piano si innamorano, il ragazzino lo chiamerò Stronzo d'ora in poi (con la maiuscola perché penso che sia più adatto) a causa degli eventi che verranno poi. Stronzo bacia Malefica e le dà il "bacio del vero amore" come lui lo definisce ma anche questo è da vedere. I voli di Malefica nel frattempo sono rappresentati in modo spettacolare e resi benissimo appunto dal 3D.
Comunque molti anni più tardi Malefica lotta per proteggere la foresta e le magiche creature che ci vivono e così si scontra con il Re, e lui chiede la sua testa. Ma indovinate a chi chiede tutto ciò?
Ma proprio a Stronzo che nel frattempo è diventato un uomo assetato di potere e così pensa bene di rubare le ali di Malefica, così facendo non deve ucciderla ma le toglie la sua gioia più grande. Malefica è furiosa e diventa sempre più perfida, la foresta cade nelle tenebre e lei si elegge regina. Ha anche una spalla per così dire comica come si vedrà poi, ed è Fosco, un corvo che nell'occorrenza può diventare umano e può così trasformarsi sotto tantissime forme.

C'è un altro salto temporale e qui si va direttamente alla nascita della bella Aurora.
In queste scene appaiono le fatine che sono una più scema dell'altra, tra le fatine potrete forse riconoscerete Imelda Staunton e la ormai affermata Juno Temple comunque sono personaggi molto idioti che non mi sono piaciuti tanto e le fatine vengono rielaborate in una nuova versione nella quale sono più menefreghiste nei confronti di Aurora, questo non mi è piaciuto ma capisco che il regista volesse proporre qualcosa di diverso quindi ci può stare, quando sono nela versione fatine sono ricreate con il CGI basandosi sui volti delle attrici.
Mentre le fatine danno i doni ad Aurora irrompe Malefica e lancia il suo incantesimo che tutti conosciamo quando la Principessa avrà 16 anni si pungerà al dito e cadrà in un sonno eterno se non che il suo vero amore non le dia un bacio. Il tutto in una scena particolare coronata da fiamme verdi spettacolari, diciamocelo è proprio il personaggio di Malefica ad essere spettacolare in tutti i sensi. Così la neonata viene messa sotto le cure delle fatine.


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La trama di discosta molto dal film d'animazione poiché le fatine innanzitutto quasi lasciano morire di fame la povera Aurora ma dietro gli alberi c'è Malefica e il suo fidato Fosco che sorvegliano il tutto e la curano sempre, il corvo addirittura la fa addormentare delicatamente. C'è un piccola gag comica nella quale Malefica vuole far capire alla neonata che la detesta quando invece non è così, e c'è anche un altra scena che provoca tenerezza nella quale appare la vera figlia della Jolie, davvero tenerissima.
Perciò in questa versione Malefica ha un cuore tenero e cerca anche di distruggere l'incantesimo, diventa pappa e ciccia con la Principessa ormai diventata Elle Fanning. Intanto nel castello Re Stronzo sta perdendo la ragione è interessato solo alla sua vendetta e ammira le ali di Malefica mentre sua moglie muore, e ora non venimetemi a dire che questo nome non gli calza a pennello.
Il Principe appare ed è un belloccio da pochi spiccioli, la scena della danza insieme non viene manco considerata.
Intanto la verità salta fuori e accade proprio ciò che doveva accadere ma attenzione il bacio del vero amore non proviene certo dal belloccio di turno ma bensì dalla stessa Malefica, non c'è bacio più vero di quello di una madre acquisita. E questa scena mi ha ricordato moltissimo Frozen infatti anche lì la sorella viene salvata da un famigliare e non da una figura maschile, perciò si percepisce il girl power, insomma la figura maschile non salva più la donzella ma viene lasciato molto più spazio alla tematica dei legami famigliari come era stato il caso di Brave della Pixar ma anche del non tanto recente Lilo & Stitch dove ci sono due sorelle.
Mi piace questo cambio di rotta della Disney.
Ma torniamo a noi, Malefica recupera le sue ali ammazza Re Stronzo ma solo perché lui non voleva fare pace ed è così che vissero tutti felici e contenti nella foresta rinnovata come ai tempi in cui Malefica era felice nella sua giovinezza.

A me è piaciuta molto questa interpretazione dal film originale, la musica che accompagna il tutto come si deve è firmata dall'ormai affermato James Newton Howard (che firma anche quella dei film di Hunger Games) mentre nei titoli di coda risuona la bellissima cover Once Upon A Dream di Lana Del Rey.

 

Questo film me lo sono davvero goduta e ne consiglio la visione in 3D davvero spettacolare, mi ha tenuta incollata allo schermo ed in più di una scena mi sono commossa. 
Nel film risalta tantissimo la Jolie che difatti è perfetta per il ruolo peccato per gli altri attori perché alcuni mi sono parsi davvero di troppo e parecchio scarsi.
Ammetto che l'ho visto come un film di intrattenimento e penso che come tale debba essere guardato. Le mie aspettative erano normali ma sono uscita dal cinema decisamente soddisfatta da buona amante del mondo Disney.
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