venerdì 2 maggio 2014

Summer Wars, Mamoru Hosoda

Mamoru Hosoda ha fatto molti lungometraggi anime fighi (ma sul serio) e si è occupato anche di serie tv anime, vi faccio solo alcuni nomi perché vi facciate un idea di quanta infanzia è racchiusa SOLO in questo regista: Digimon, One Piece Mille magie Doremi, si è anche occupato come animatore di Dragon Ball Z e Sailor Moon SuperS.
Comunque arrivando invece ai suoi ultimi lavori da regista la scena cambia non poco con La ragazza che saltava nel tempo e il bellissimo Wolf Children. Il primo punto che colpisce dei suoi lavori è l'animazione assolutamente perfetta e molto personale e quindi sono andata a recuperarmi questo anime del 2009, assolutamente immancabile per una gran fan di alcuni anime e manga come me.
Questo anime è tratto da un manga di Yoshiyuki Sadamoto, composto da 13 volumi.
La trama parla di questo ragazzo chiamato Kenji che passa molto tempo in questo mondo virtuale chiamato Oz, che usano praticamente tutti in questa specie di futuro.
Natsuki la ragazza più popolare della scuola gli chiede se può passare le vacanze con lei in occasione del compleanno della nonna nel quale arriveranno moltissimi parenti da tutte le parti del Giappone ecco perché avrà bisogno di aiuto. Ma arrivati lì la ragazza cambia piano e fa finta che lui sia il suo ragazzo, nel frattempo arriva lo zio che a quanto pare non è granché gradito nel ritrovo familiare, guarda caso tutti lo detestano tranne la nipotina Natsuki. Comunque nel frattempo una specie di virus sta rubando degli account su Oz e questo creerà dei danni irreparabili ma i nostri eroi sono pronti a combattere contro questa specie di hacker (che poi in realtà è un software) per difendere praticamente il mondo alla fine visto il pericolo che incombe.


La trama forse vi sembrerà semplice ma non lo è. Dal punto di vista dell'animazione e della storia adoro il suo modo di raccontarci la vita di campagna giapponese e la famiglia con tutte le tradizioni del caso, un particolare che rimanda ad Hayao Miyazaki e al suo Il mio vicino Totoro. Mischiata con la semplice vita di campagna c'è il mondo virtuale che in realtà vista dal punto di vista dell'anime comprende la realtà, perché se ci sono danni nella rete ci sono danni nella vita reale. Hosoda firma un anime più che guardabile in cui non tutto va rosa e fiori e affronta temi importanti come il lutto e pensate un po' anche il semplice piacere di consumare un buon pasto in famiglia, perché ormai con la vita che va così veloce è tutto una corsa e non ci godiamo neanche più queste piccole cose. Ed è un po' questo il messaggio di Hosoda che poi negli altri suoi film affronta altri temi, come per esempio l'accettazione del diverso in Wolf Children. E' un regista che seguirò con molto piacere. Ho notato che il suo stile è abbastanza simile (ovviamente tutti sono differenti) a quello di Makoto Shinkai altro regista che vorrei approfondire visto che uscirà tra poco in Italia il suo ultimo lavoro; Il giardino delle parole e lo proiettano pure vicino a casa mia.
Penso che sia un film che merita almeno una visione, lo può guardare e apprezzare benissimo anche un non appassionato di anime vista la sua natura poco mainstream.

7 commenti:

  1. mi aveva divertito parecchio. grande mamoru!

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  2. Tra i film di questo regista, quello che mi ha entusiasmato meno. Comunque siamo su livelli piuttosto alti, senza contare che in un paio di scene ci ho visto un paio di velate citazioni ai Digimon XD
    Comunque meglio lui di Makoto Shinkai, che dopo il pregevole "La voce delle stelle" si è dimostrato un fuoco di paglia...

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    1. Voglio comunque vedere il suo ultimo film mi ispira troppo il fatto che la storia giri intorno ad una scarpa :)

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    2. Quello lo voglio pure io :)

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  3. Devo recuperarlo per bene.
    Ho visto solo qualche piacevole frammento

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