lunedì 12 maggio 2014

Principessa Mononoke, Hayao Miyazaki


In tempi remoti, la terra era coperta di foreste in cui, sotto le sembianze di immensi animali, si aggiravano da sempre gli spiriti della natura. Uomini e animali allora vivevano in armonia.

Un gigantesco demone cinghiale, Nago, in preda ad una maledizione attacca un villaggio Emishi e il principe Ashitaka per salvare la propria gente è costretto a combattere ed ucciderlo. Purtroppo durante la lotta, Ashitaka entra in contatto con il demone, che trasmette al principe il maleficio tramite una ferita sul braccio: ciò gli concede una forza sovrumana, data proprio dall'odio che ha generato la maledizione, ma nello stesso tempo lo condanna ad un'esistenza di atroci sofferenze, in quanto il male è destinato ad estendersi pian piano in tutto il corpo, fino a divorarlo tutto (nei primi tempi un modo per placare i dolori del braccio è quello di versare o immergerlo in acque incontaminate). Sotto il consiglio della saggia madre del villaggio, lascia il villaggio in cerca del proprio destino. A cavallo del suo inseparabile stambecco gigante, si incammina verso ovest alla ricerca di una cura.

In occasione dell'uscita al cinema della versione restaurata di questa meraviglia di film anime (nuovo doppiaggio), capolavoro di Hayao Miyazaki, ho deciso di scrivere qualche mio pensiero al riguardo.
Innanzitutto guardarlo al cinema è tutt'altra cosa che su dvd e dovete considerare che la mia prima visione risale alle elementari e questo film non è assolutamente per bambini, potete immaginare quindi la mia prima reazione davanti a quest'immensità di temi complicati.
E' un film molto forte che vuole trattare tematiche importanti, tipo la relazione tra l'uomo e la natura (ed è del 1997 quindi viene da chiedersi ma se la storia fosse ambientata nell'era odierna? Con tutta questa tecnologia?), l'amore per la natura, la guerra, la natura dell'uomo e l'egoismo (ci sono un altra infinità di temi ovviamente oltre a quelli che ho nominato).
La musica del già rinomato (in casa Ghibli) Joe Hisaishi accompagna delicatamente lo spettatore al passaggio di ogni scena, il risultato è spettacolare, l'animazione perfetta con tutte le ambientazioni disegnate perfettamente e gli abitanti del bosco (tra cui la divinità statuaria e i Kodama; gli spiriti degli alberi) danno un immediato senso di commozione davanti a cotanta bellezza per quanto poi l'uomo arrivi a distruggere tutto ciò perché troppo preso da se stesso. Ed è un po' questo il messaggio del film, non c'è pietà per nessuno se l'uomo da una parte viene rappresentato come una creatura malvagia anche gli animali della foresta non sono da meno e non mostrano pietà alcuna verso l'uomo. Anche la principessa Mononoke detta San afferma di odiare gli umani anche se è lei stessa un umana, l'unico punto di incontro tra l'uomo e il bosco sembra essere proprio il protagonista Ashitaka, che non si coalizza interamente in nessuna delle due fazioni ma al contrario desidera la riconciliazione tra queste due. Il finale è pura poesia e viene coronato dalla versione vocale della splendida Mononoke hime che fortunatamente è stata lasciata nella sua lingua natia. 


Molte scene del film sono davvero immense, per esempio quando ci si sofferma particolarmente sui paesaggi o sui kodama.
Penso che sia un film da vedere almeno una volta nella vita perché stimola la riflessione ed è visivamente pazzesco, fantasioso e con molti particolari onirici, certo sarebbe meglio che la prima visione non sia da bambini perché è a tratti violento (anche se non eccessivamente) e poi perché si rischia anche di non capire il messaggio, di non creare una propria interpretazione e di non goderselo appieno. 
Prossima fermata al cinema La città incantata.

10 commenti:

  1. Un film meraviglioso e immenso, epico come pochi! Spero di riuscire a vederlo al cinema pure io, anche se sarà la ventesima volta che lo rivedo :D

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    1. Al cinema è come vederlo per la prima volta

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  2. Forse è uno dei migliori Miyazaki di sempre.

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    1. Il mio preferito è il castello errante di Howl e mi è dispiaciuto tantissimo che non lo ridassero al cinema

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  3. Sono completamente d'accordo con te, la visione al cinema è un'esperienza che aggiunge ulteriore stupore a un film meraviglioso, che ogni amante di cinema dovrebbe guardare.

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    1. Su questo punto spesso i film d'animazione (anche si siamo ormai nel 2014) vengono spesso ignorati pure da persone che si dicono amanti di cinema

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  4. Per me uno dei peggiori del maestro. E per peggiori intendo bello ma non so. Ho preferito altro.

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    1. Ecco diciamo che anch'io la pensavo un po' come te nel senso che non trovo sia il migliore di Hayao però poi sono andata a vederlo al cinema e non so è cambiato tutto

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  5. Che filmone!
    Fu il primo film che mi fece conoscere Miyazaki.
    E' stupendo

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    1. È stato anche il mio primo Miyazaki, peccato le maestre non capissero una cippa di "film per bambini"

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