mercoledì 28 maggio 2014

The Double/Goool!/Petals On The Wind

The Double di Richard Ayoade

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Il regista di questo film è lo stesso di Submarine e del pessimo Vicini del terzo tipo (ha diretto anche la serie IT Crowd), qui fa un altro salto di qualità e propone un film intricato, psicologico e visivo, ispirato al romanzo Il Sosia di Fëdor Dostoevskij. Ho già visto un film con la tematica del doppio di recente ed è appunto Enemy ve lo consiglio caldamente anche se non è il vostro genere perché è stata davvero una goduria e lo sovrappongo a questo. Nel film il regista gioca moltissimo con le luci, con le riprese, con la simmetria e sopratutto con la sfortunata vita del protagonista Simon, il film è ambientato in un futuro (da come l'ho interpretato io) parecchio pessimista, come ogni utopia che si rispetti. Tra le scene da ricordare metterei Mia Wasikowska davanti alla sua stampante con quella bellissima luce azzurra, il finale da trip, la scena del funerale, la scena del suicidio (?) e la scena iniziale che mostra Simon in una metrò quasi da solo e quasi al buio, con una Wasikowska scossa leggermente dal vento nel suo foulard. Anche se Mia non ricopre un ruolo particolarmente rivelatore nel film, nel senso che il suo personaggio diventa insopportabile, ma sono sicura che ha un personaggio assai migliore nell'ultimo di Cronenberg.
Il film non è proprio comico ma neanche drammatico più che altro è del sano black humour. Diciamo che mi sono fatta un sacco di pippe sulla giusta interpretazione della storia e sulla domanda che mi frullava in testa e cioè se tutto fosse accaduto veramente o solo nella testa del protagonista che ho ipotizzato avesse una doppia personalità ma ogni via è valida. Jesse Eisenberg dà il giusto gusto ad entrambi i personaggi, sa far divertire e far impietosire lo spettatore. L'ambiente è relativamente grigio e poco affine alle risate, comunque il film mi è piaciuto non esageratamente però mi sono incantata davanti ad alcune scene, proprio a causa dello stile che ha acquisito questo regista.

Non si può dimenticare la musica perché è basilare per quest'opera, tra gli artisti figurano: Kyu Sakamoto, Danny & The Islanders e Jacky Yoshikawa & His Blue Comets ma solo nelle canzoni cantate della score se ne occupa Andrew Hewitt. Tutta la colonna sonora è pazzesca e fa perfettamente da sfondo al film donando a volte un tocco di ilarità (che non ti aspettavi) alle scene. Questo film è ancora inedito in Italia.

 

Goool! di Juan José Campanella


Avevo visto il trailer di questo film girare tra alcuni contatti argentini, me ne sono innamorata subito proprio perché d'animazione, per di più è una collaborazione tra Argentina e Spagna, uscirà il 29 maggio nelle sale italiane io l'ho visto in anteprima perché volevo godermelo in lingua originale. Più che un film è un vero e proprio omaggio al calcio balilla e alla passione, tra cui ovviamente spicca quella del calcio, personaggi simpaticissimi che scommetto sono parodie di calciatori realmente esistiti, una storia che prende dall'inizio alla fine ed un finale che fa scendere la lacrimuccia e analizza il rapporto padre e figlio, difatti nella prima scena il figlio appare con un tablet in mano e scocciato dalla semplice presenza del padre ed è a quel punto che ha inizio la storia; Amadeo da giovane sconfigge il bulletto del paesino al calcio balilla e questo farà covare vendetta nell'animo del bullo che anni dopo tornerà e farà suo il paese distruggendo il bar di Amadeo e "rubando" la sua ragazza, ma i suoi omini fatti da lui prendono vita e lo aiuteranno nella partita più importante della sua vita.
Ormai il mondo dell'animazione ha dimostrato tantissime volte di non essere solo per bambini è il caso appunto di questo film che in un paio di scene contiene riferimenti che solo qualche adulto potrebbe cogliere e non può iniziare in modo migliore se non con un mega omaggio a 2001 Odissea Nello Spazio con queste scimmie che scoprono il calcio. Ora non saprei dire però se il tutto risulta più comico in originale che con il doppiaggio. Fatto veramente bene la grafica è allucinante.
Il regista non è il primo che passa perché ha fatto film come Il figlio della sposa con l'immenso Ricardo Darin dopo questo film ha tirato fuori quella bellezza di Il segreto dei suoi occhi tra l'altro segnalo anche che a breve uscirà la serie Halt And Catch Fire sempre sua con Lee Pace che seguirò sicuramente. E tra le voci di questo film figura un certo Rupert Grint che non importa quanti ruoli faccia per me rimarrà sempre Ron Weasley.
Insomma orgoglio argentino a mille mi è piaciuto davvero tanto, della colonna sonora se ne occupa Emilio Kauderer assieme ai Calle 13 che conoscevo da prima che firmano la canzone che compare nei titoli di coda Me Vieron Cruzar.
Consigliatissimo a chiunque, volendo può anche essere un film educativo sul calcio e su come davvero dovrebbe essere il calcio, mica con la violenza da stadio ma tutti uniti a tifare con passione.

Petals On The Wind 


Remember incest is the way


Avevo già parlato largamente della saga di libri della Andrews qui. Attendevo questo film con ansia anche se già sapevo che sarebbe stato una trashata e per di più ha completamente cancellato il personaggio del dottor Paul primo vero amante di Cathy, questo è il capitolo degli accoppiamenti e più che un film pare una serie tv più lunga del solito. Rose McIver e Wyatt Nash mi sono piaciuti come coppia e sono riusciti a rappresentare un minimo dell'amore che viene descritto nei libri. Anche l'attrice che interpreta Carrie sa il fatto suo.
Il film come già detto prima non è fedelissimo al libro, ma ugualmente me lo sono goduta. Niente di esaltante però dopo aver letto i libri addirittura in originale tanto ero curiosa non potevo non recuperarlo subito dopo la prima che si è tenuta lunedì, quindi senza sottotitoli e devo dire con soddisfazione che ho capito quasi tutto quello che dicevano. 
E quando Cathy rivela tutto alla festa fa molto "surprise bitch" da American Horror Story che è una roba lontanissima dallo spirito del libro.
Il finale è la vera chicca (oltre alle scene di sesso tra Chris e Cathy e ce ne sono mentre nel libro Chris molte volte va in bianco) poiché viene fatta giustizia, e vedere la famigliola felice alla fine è una vera soddisfazione anche se i problemi sono dietro l'angolo perciò aspetto il terzo film If There Be Torns stanno praticamente rovinando qualsiasi cosa ci sia scritta nei libri ma almeno li fanno conoscere. Per dire la Lifetime ha già creato i banner per i seguiti.

lunedì 26 maggio 2014

Marzena Wasikowska/Jessica Lange

Ecco alcune foto di due donne che mi hanno ispirata.

Questa è la mamma di Mia Wasikowska (Marzena), sì proprio lei l'attrice (l'attrice che tanto amo è buono aggiungere). Comunque sua madre è una fotografa (guarda che caso) perciò ecco alcuni degli scatti che ho preferito non sono tantissimi purtroppo perché ne ho trovati ben pochi comunque in molti la protagonista è proprio una piccola e pucciosissima Mia.

http://m-wasikowska.org/gallery/albums/albums/Miscellaneous/Marzena%20Wasikowska/normal_006.jpg 


http://m-wasikowska.org/gallery/albums/albums/Miscellaneous/Marzena%20Wasikowska/normal_001.jpg

http://lightjourneys.net.au/wp-content/uploads/2010/05/wasikowska_marzena2.jpg 

http://www.australianphotographers.org/images/photos/0000/1011/M-Wasik_6_medium.jpg?1303879178

https://www.portrait.gov.au/exhibit/nppp4/images/photos/large/Marzena-Wasikowska.jpg 


http://www.sauer-thompson.com/junkforcode/archives/2010/06/02/WasikowskaMForensioc%20Landscape.jpg 
 
http://www.museumsandgalleries.act.gov.au/Slideshow/lenslove/large/MarzenaWasikowska_1.jpg

http://www.museumsandgalleries.act.gov.au/Slideshow/lenslove/large/Wasikowska_Kia_Small.jpg 
 
http://lightjourneys.net.au/wp-content/uploads/2010/05/wasikowska_marzena1.jpg


http://soa.anu.edu.au/sites/default/files/imagecache/Soa-feature/wasikowska_marzena_6-1.jpg

http://upmagazine-tap.com/wp-content/uploads/2012/06/Jessica-lange_1_RP-525x700.jpgForse in pochi sanno che la Lange oltre ad essere una grande attrice è anche fotografa e dico anche per dire poiché ha rivelato che se non avesse esordito come attrice avrebbe sicuramente cercato di esordire ancor di più nel mondo della fotografia. Tra l'altro possiede una "fotocamerina" davvero niente male nella foto.
Comunque ecco alcune delle foto che mi sono piaciute di più:

http://www.agallery.com/Media/home_small/JLange.jpg 

http://www.poplifeart.com/photograph_by_jessica_lange.jpg 

http://www.poplifeart.com/2011_images/jessica_lange_mexico_2.jpg

http://media.nola.com/entertainment_impact_arts/photo/jessica-lange-mexicojpg-ec24bfa212b7078c_medium.jpg 

http://cltampa.com/imager/jessica-lange-in-mexico/b/original/2838731/a31d/list-visual-arts-Jessica-Lange-Mexico-Skull-Horses.jpg

http://assets.loeildelaphotographie.com/uploads/article_photo/image/25261/New-York.jpg 

 http://www.dichroma-photography.com/newsletter/img/2012_03_20/jessicalange.jpg

domenica 25 maggio 2014

Infinity, Yann Tiersen

Forse non è necessario che vi presenti Yann Tiersen che io conosco principalmente proprio per quel capolavoro che è la colonna sonora (e personalmente anche il film) di Il favoloso mondo di Amélie ma non fa solo colonne sonore si occupa anche di album in proprio. Questo Infinity proprio come speravo è molto particolare, è stato registrato in Islanda e in Bretagna e si sente, infatti la prima traccia Infinity si apre proprio con delle sonorità tranquille e con il suono del mare che fa da sfondo alla melodia. In molti brani si sentono delle voci, voci in islandese, in bretone e in faroese. Un brano si apre con la pioggia, c'è molta natura in ognuno di questi brani, infatti penso che lo scopo dell'artista fosse catapultare l'ascoltatore nei luoghi in cui il disco è stato registrato, e ci riesce mentre lo ascoltavo potevo quasi sentire il freddo nelle ossa tipico di quei luoghi che chissà forse un giorno avrò la fortuna di visitare. Detto questo vengono utilizzati moltissimi strumenti e molte volte sono diversissimi tra loro, è un album per lo più d'atmosfera, se da una parte alcune canzoni non mi hanno particolarmente smossa dall'altra altre tracce mi hanno fatta sentire in totale pace con me stessa. Per quanto riguarda i video ho apprezzato molto le 3 clip promozionali che mostrano appunto l'ambiente (ed è davvero magnifico) ma il video ufficiale di A midsummer evening lascia parecchio a desiderare. 
Tra le mie tracce preferite inserisco ovviamente Infinity ma anche: slippery stones, a midsummer evening, steinn, lights, the crossing (il finale della canzone fa venire nostalgia di qualcosa) e meteorites.
Tiersen ha beccato bene il genere che solitamente mi garba e ha creato un album davvero particolare che al massimo avrà la pecca di non essere per le orecchie di tutti, oltretutto personalmente mi ha fatto sentire molto nostalgica e ora ho proprio voglia di sentire un po' di freddo, e siamo a maggio quindi fate un po' voi.


sabato 24 maggio 2014

Strade

In autostrada di notte, non c'è miglior cosa di questo. La voglia di arrivare ma anche il desiderio di proseguire verso una destinazione ignota. La voglia di abbassare il finestrino e respirare a pieni polmoni l'aria estiva. Ah sì perché non c'è miglior cosa di un viaggio estivo in un giorno nel quale l'autostrada è vuota e poi c'è il deserto; miglia e miglia di desolazione senza che una sola anima segnali la sua presenza. La notte è profonda, la notte è maligna, sarà per quello che mi piace viaggiare di notte? O perché il giorno è innocuo e banale?
Non so dove mi porterà questo mio viaggio, questa mattina semplicemente mi sono svegliato e ho deciso di partire, con un piccola valigia, qualche foglio e pochi soldi. Ho visitato qualche locale durante il mio viaggio notturno, ho visto le creature della notte: uomini depressi con una pinta in mano, donne che si vendono per pochi spiccioli, amici che parlano in silenzio di progetti misteriosi e allegre combriccole in viaggio come me, ma loro conoscono la loro meta. Ho parlato con i ragazzi e ho sentito in loro la gioia di essere giovani e di essere liberi, mi hanno fatto sentire un po' meno vecchio, meno solo. Da quando mia moglie se n'è andata le mie giornate erano diventate tutte uguali giù al ranch. Ma il mio viaggio nella notte prosegue, accendo la radio e mi sento libero come quei ragazzi che ho incontrato prima, la dolce brezza estiva mi schiaffeggia ma sono troppo felice perciò mi lascio prendere a schiaffi. Metto la mano fuori dal finestrino e canticchio quella melodia che mi ricorda sempre chi sono veramente. In realtà sono solo un vecchio come tanti però mi stupisco ancora come un bambino davanti a certi bellissimi spettacoli, la natura mi ha sorpreso tante volte e anche questa sera non è da meno, davanti a me ci sono solo alcune luci solitarie di altre macchine che percorrono la notte. Sono solo e per la prima volta in vita mia questa condizione mi piace.
Ma ora scusate devo proprio proseguire questo mio viaggio su queste strade sconosciute.


Ispirata da questa foto:
winterfellis:

6 a.m. commute by Avard Woolaver on Flickr.
6 a.m. commute by Avard Woolaver on Flickr

giovedì 22 maggio 2014

Makoto Shinkai

In occasione dell'uscita italiana di Il giardino delle parole (il suo ultimo film compreso) ho deciso di ripercorrere tutti i lavori di questo regista, che si è occupato oltre che di lungometraggi anche di cortometraggi, OAV e di altre cose, i suoi lavori non sono in un ordine particolare.

La voce delle stelle in collaborazione con Mizu Sahara (manga)

Ho voluto leggere il manga prima di vedermi l'OAV anche se l'OAV è uscita prima. 
La storia è questa: Quando la nave spaziale Lysithea inizia il suo viaggio a caccia dei Tarsians, temibili alieni incontrati per la prima volta su Marte, la studentessa Mikako Nagamine viene arruolata tra le forze terrestri. L'unico mezzo che ha per parlare con il suo ragazzo rimasto sulla Terra, Noboru Terao, è via e-mail. Ma più la nave spaziale si allontana dalla Terra, più tempo impiegano i messaggi spediti ad arrivare a destinazione. Finché l'ultimo salto di otto anni luce fa precipitare nello sconforto Noboru che riceve una risposta dalla sua ragazza soltanto otto anni dopo il suo messaggio. Il finale relativamente aperto non consente di stabilire se il dramma dei due protagonisti lontani si concluda con un nuovo incontro tra i due.

La storia è molto commovente e parla appunto di questa relazione a distanza molto particolare ambientata in un futuro fantascientifico, il tocco magico dei disegni è possibile solo grazie alla sensibilità di questo regista che dà vita ad una storia d'amore per nulla banale e che può toccare il cuore di molti. Il manga aggiunge qualche particolare all'OAV.
Nel manga sono presenti dei robot (mecha) tipici della cultura dei manga, si fa poi riferimento ad Agartha di cui il regista si occuperà più tardi nel 2011 con Viaggio verso Agartha.

La voce delle stelle (OAV)

Bisogna partire dal presupposto che il regista al tempo non aveva proprio i mezzi perciò ha fatto tutto da solo con il suo computer e il risultato non è male anche se nulla può rispetto al manga che verrà poi. La storia però rimane com'è, una storia delicata come dicevo appunto riguardo al manga che non li distanzia soltanto nello spazio ma anche nel tempo visto che lui diventa molto più vecchio di lei. La colonna sonora è firmata Tenmon lui è un compositore che firmerà spesso altre opere di Shinkai, qui c'è tutta la colonna sonora mentre la sigla finale si chiama Through the years and far away cantata da Low

Egao (per Minna no uta della NHK)

Questa è una specie di video musicale dedicato a Minna no uta un programma molto popolare in Giappone. Il video musicale si chiama Smile. E c'è una ragazzina e il suo criceto gigante.



Someone's Gaze

In un futuro non distante la giovane donna Aya Okamura vive la sua ordinaria esistenza, senza particolari soddisfazioni sul lavoro e senza uno stretto rapporto coi genitori. Una sera, dopo aver appena rifiutato al padre una cena in sua compagnia, Aya viene a sapere dal genitore che la gatta Mii cui tutta la famiglia era affezionatissima, è morta. La morte dell'animale porterà Aya a ricordare il passato e i momenti trascorsi coi genitori facendola infine riavvicinare a loro.

Oltre alle storie d'amore il regista vuole anche trattare la tematica della famiglia in questo caso usa come scusa la morte di un gatto (dedicherà anche un altro corto ad un gatto). Questo corto è parecchio toccante per tutte quelle persone che hanno avuto una famiglia (direi tutti eh). Molto particolare anche perché sono un po' in quel periodo in cui anch'io dovrò allontanarmi dal nido famigliare (però il gatto me lo voglio portare con me). Veramente carino e tenero. L'animazione è davvero ben fatta anche perché è del 2013 e si vede che il regista finalmente ha i mezzi per esprimersi al meglio.


A Gathering of cats corto di 1 minuto per Ani*Kuri15

Ani*Kuri15 è un progetto con tantissimi registi che raccontano in 1 minuto una storia d'animazione, questa volta Shinkai si butta sulla commedia con protagonista un povero gatto a cui pestano sempre la coda e che prima di mangiare cova sempre vendetta verso gli umani. Davvero simpatico. Vi consiglio di guardarvi tutto il progetto perché i tipi di animazione cambiano in continuazione ed è davvero interessante vedere che in un 1 minuto si può effettivamente raccontare una storia.


Il giardino delle parole

Questo è l'ultimo lungometraggio di Shinkai, poi si fa per dire perché dura quasi 1 ora. La storia mi è piaciuta moltissimo e con l'ambientazione e la colonna sonora questo film diventa un capolavoro (no non sto esagerando mi è piaciuto fino a quel punto). Ovviamente è una storia d'amore questa volta i protagonisti sono divisi dall'età più che altro (poi ci sarà anche un altra divisione ma di tutt'altro tipo). Il fatto che inizialmente si incontrino solo quando piove direi che è un fattore molto romantico, insomma non state per guardare un film anime action nel quale si sparano ogni quattro per due ma vera e propria poesia. Poi scusate quanti film avete visto nei quali il protagonista voleva fare scarpe? La caratterizzazione dei personaggi è pazzesca è ci si incuriosisce sulla vera identità della donna. Altro particolare poetico che apprezzo è quello che faccia delle scarpe per lei. Il significato delle scarpe è forte anche se difficile da cogliere e ovviamente la pioggia. 
Qui trovate tutta la colonna sonora (di Kashiwa Daisuke) con la bellissima canzone finale Rain di Motohiro Hata.


Lei e il suo gatto

Si tratta di un film in bianco e nero, della durata di cinque minuti, incentrato sulle vicende di una ragazza viste attraverso gli occhi del suo gatto.

Questo è un altro corto importante, qui è il gatto che parla (e sono sicura che il mio gatto non direbbe cose tanto carine di me) e che assiste alla vita della sua lei, un corto di vita quotidiana che mi è piaciuto molto come sempre i lavori di Shinkai mi fanno riflettere sulla vita di tutti i giorni e su quanto sia importante in realtà la routine. Il main theme è molto bello di Tenmon.
Questo qua sotto non è il doppiaggio ufficiale ma è davvero ben fatto rispetto all'originale che ho avuto la possibilità di ascoltare.



The Place promised in our early days

Il lungometraggio è ambientato in un Giappone alternativo, che dopo la seconda guerra mondiale si è diviso in due parti, una sotto il controllo degli Stati Uniti e una legata all'Unione Sovietica. Negli anni '90 il paese si riunisce e soltanto Hokkaido rimane occupata dai sovietici, i quali costruiscono una torre smisurata che è in realtà un'arma potentissima, in grado di trasformare il mondo che conosciamo in un universo completamente differente.
Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, due amici all'ultimo anno di scuola media, stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno di volare vicino alla Torre di Hokkaido, imponente costruzione visibile anche a molti chilometri di distanza. Sayuri Sawatari, compagna di classe dei due, inizia a frequentarli e si fa promettere che la porteranno con loro quando il velivolo sarà finalmente in grado di decollare. Dopo le vacanze estive la ragazza però sparisce improvvisamente e i due amici prendono strade diverse: mentre Takuya lavora come fisico facendo ricerche su universi paralleli, Hiroki si iscrive a una scuola di Tokyo per allontanarsi dai luoghi che gli ricordano il suo passato e i sentimenti che prova per Sayuri, che nel frattempo è ricoverata in ospedale all'insaputa degli amici per una grave forma di narcolessia, a causa della quale dorme ininterrottamente.

Shinkai e il suo primo lungometraggio, Shinkai è essenzialmente un regista che ha cominciato facendo tutta da solo ed il risultato non è niente male, certo devo ammettere che il disegno subirà un evoluzione, questo film magari non rimarrà tra i miei preferiti però fa sfoggio di paesaggi onirici ed incantevoli. La storia è molto fantascientifica (a lui piace molto parlare del futuro) e come sempre c'è una connessione tra i tre personaggi protagonisti, in particolare tra Hiroki e Takuya, infatti una delle scene che ho apprezzato di più è proprio il finale su nel cielo.
Poi c'è questa immensa torre che ricorda un po' quella di Babele, un qualcosa che va aldilà di quello che ogni umano dovrebbe sapere dei cieli, e che incanta anche lo spettatore oltre ad attrarre inevitabilmente anche i protagonisti che ci avranno molto a che fare.
La colonna sonora gioca sempre un ruolo fondamentale firmata appunto dal già nominato Tenmon. Ovviamente come negli altri film non manca la canzone finale che qui è Kimi No Hoe di Kawashima Ai e accompagna splendidamente l'ottimo finale, perché non sempre ci vuole un finale tragico e deprimente per lasciare qualcosa nello spettatore. Altro particolare del film sono i sogni che spesso si mescolano con la realtà.
Qui sotto l'intero film sottotitolato in italiano.


Artbook

Il suo artbook è veramente pazzesco e contiene molte delle sue ambientazioni e paesaggi dei suoi lavori. Gli sfondi delle storie sono una parte che non si può fare a meno di ammirare, sono molto luminosi.



5 cm per second

Il titolo 5 centimetri al secondo si riferisce, come si evince da uno dei dialoghi del lungometraggio, alla velocità con cui i petali di ciliegio cadono al suolo.
Il lungometraggio, sentimentale e dai toni intensi, si suddivide in tre episodi incentrati su tre momenti diversi della vita dei due personaggi principali. In generale viene quindi affrontata la loro storia di amicizia e l'evolversi di questa in un sentimento più forte che non viene sconfitto neanche dalla lontananza che separa i due personaggi fino all'età adulta.

Questo film non mi è piaciuto particolarmente, come sempre il regista si distingue bene per la sua capacità nel disegnare dei meravigliosi sfondi anche questa volta tocca il tema della distanza tra le persone, possibilmente meglio se innamorate. E' molto poetica l'immagine che dà il titolo al film ma davvero non sono riuscita ad immergermi nella storia come avrei voluto e mi sono ritrovata ad essere una spettatrice fredda non riuscendo a calarmi nei panni dei personaggi (cosa che invece è successa spesso con i suoi altri lavori). Rimane comunque un ottimo film obiettivamente parlando sopratutto per l'animazione particolare di Shinkai e per la sua poesia davvero profonda quanto semplice nell'esplorare l'animo umano. Anche qui Tenmon è presente nella colonna sonora è l'ending è One more time, one more chance di Masayoshi Yamazaki.

Viaggio verso Agartha

Asuna è una ragazzina che ha perso il padre da piccola e la cui madre infermiera è spesso assente per via dei turni all'ospedale. Quando ha un po' di tempo libero, si reca in un luogo segreto sulle montagne per ascoltare i programmi da quella che sembra una vecchia radio a galena che il padre le aveva regalato prima di morire. Un giorno la radio riceve una strana musica: Asuna ne rimane affascinata, ma per quanto nei giorni successivi ritenti di sintonizzarsi su quella misteriosa stazione, l'evento non si ripete più. Questo però è soltanto il preludio di incredibili avvenimenti: Asuna incontrerà di lì a poco Shun, uno strano ragazzo proveniente da Agartha, il mitico mondo sotterraneo di cui le culture di tutto il mondo favoleggiano da secoli. Quando Shun viene ritrovato morto ed una misteriosa organizzazione militare tenta di trovare il portale di ingresso al mondo sotterraneo, Asuna ed il suo insegnante Ryūji intraprenderanno un lungo ed avventuroso viaggio alla ricerca del Portale della Vita e della Morte, il più grande segreto di Agartha, e che è in grado di riportare in vita le persone care.

Questo film è molto fantasioso, non tratta molto il tema dell'amore o almeno non solo quello, è diciamo un film d'avventura accompagnato da creature mitologiche giganti o affascinanti e a fare da sfondo alla storia c'è questo mondo che si chiama appunto Agartha e per entrare in questo mondo bisogna passare da una specie di acqua della vita infatti la protagonista si rivede da neonata. Come al solito Shinkai pone una grande cura nei particolari si passa dai semplici sfondi di campagna fino ad un mondo fantasioso e pieno di sorprese. La tematica che mi ha colpita di più è l'elaborazione del lutto assieme alla crescita e alla paura del diverso che in questo caso sono i protagonisti che arrivano dalla superficie (l'ultimo viaggio degli abitanti della superficie non era stato proprio dei migliori). E' un film lontano dal suo solito e proprio per questo l'ho apprezzato parecchio. La colonna sonora è sempre di Tenmon, questa volta l'ending è di Anri Kumaki Hello goodbye & hello.

mercoledì 21 maggio 2014

Aku No Hana, Shūzō Oshimi e anime

A parlare di Aku No Hana sembra che mi stia aprendo una ferita (stessa cosa con Oyasumi Punpun o con i lavori di Inio Asano in generale), o che ci abbia infilato direttamente tutto il dito dentro. Inizialmente quando ho iniziato a guardare l'anime (perché mio fratello è un grande appassionato di manga e fumetti e quindi mi ha suggerito di guardarmelo) non mi aspettavo proprio di venire risucchiata così nella storia, forse per il fatto che ritrovavo me in tutto questo.
Comunque la trama è più o meno questa: Kasuga è un ragazzo appassionato di letteratura, in particolare nutre un ossessione per I fiori del male di Charles Baudelaire (che anch'io ho letto a causa del coinvolgimento in questo anime e manga, comunque in Italia porta proprio il nome del libro). Un giorno non si sa bene perché ruba i vestiti da ginnastica di Saeki (una ragazza che definisce inizialmente la sua musa). Ma è stato notato da Sawa Nakamura (fidatevi è il miglior personaggio di sempre) che lo ricatta costringendolo a firmare una specie di contratto. In realtà quello che Nakamura vuole fare è far abbattere dei "muri" a Kasuga, per passare in un "oltre" nel quale vuole andare.
Insomma se pensavate che l'adolescenza non era difficile è ovvio che vi sbagliate di grosso, intorno all'anime aleggia un aurea di depressione abbastanza consistente, oltre a questo le ambientazioni sono spettacolari e questa metafora del fiore (del male) che cresce in Kasuga e attorno alla città è assolutamente perfetto, l'anime è stato fatto con la tecnica del rotoscoping per rendere il tutto più realistico a detta del regista Hiroshi Nagahama non è il solito anime di vicende amorose che vi sto proponendo, è la parte oscura degli anime (e manga) quella che racconta la nostra realtà di oggi, purtroppo l'anime è stato interrotto dopo una prima stagione non essendo piaciuto al solito pubblico abituato al mainstream. Ci sono episodi che sono proprio dei capolavori a sé o meglio delle scene, per esempio la scena di liberazione dell'episodio 7 nella classe con una versione speciale di Hana ga saita yo (la sigla finale capolavoro). Anche l'opening merita, anche perché a un certo punto urlano di gusto trasmettendo tutta l'atmosfera che si respira nell'anime.




Il finale invece dà un assaggio delle "vicende estive" come le chiamo io che sono l'apice di estasi del manga e anche solo quel piccolo assaggio dell'ultimo episodio è una vera bomba di sentimenti ed emozioni. In fondo anche l'autore del manga Shūzō Oshimi (di lui sto seguendo anche Boku wa Mari no Naka) lascia come dedica agli adolescenti di oggi quasi un messaggio di profondo dispiacere, la ricerca di noi stessi è davvero dura anche perché rischiamo di perderci come poi accade a Kasuga, i personaggi si trasformano, per esempio la "musa" Saeki rivelerà poi la sua vera natura, pervertita tanto quanto la mente di Kasuga e Nakamura, Saeki non lo ammetterà mai.
Ho usato l'aggettivo "pervertiti" perché Nakamura più volte quasi si eleva rispetto a Kasuga facendogli notare che è spazzatura come tutti gli altri, che è un insetto di merda e lo maltratta, tutto questo perché vuole andare nel suo oltre immaginario, questa concezione dell'oltre è molto "romanticista", anche perché l'oltre è irraggiungibile, è un utopia che non esiste se non con la morte forse. Quanti scrittori romantici si sono poi suicidati?
Tra le pagine del manga troviamo vignette dell'autore in cui ci spiega vari passaggi del manga, visto che è ispirato alla sua adolescenza, anche lui ha conosciuto una ragazza simile a Nakamura che ha cambiato il suo modo di vedere le cose, anche lui era come Kasuga e infine descrive la città nella quale ha vissuto. O se no consiglia direttamente film e altri manga da cui ha tratto ispirazione. Il personaggio di Nakamura è assolutamente geniale, è una dominatrice nata sotto tutti i punti di vista. Ma dopo le vicende estive entrano in gioco altri personaggi, come la scrittrice, ma l'ho trovato un personaggio abbastanza moscio, che fino ad ora non mi ha regalato chissà quali momenti cult.
C'è un dialogo che ricorda molto Cime tempestose nel quale Nakamura dice che loro sono uguali insomma, il tutto ricorda la famosissima frase "I am Heathcliff!". Mentre alcune pagine sono molto oniriche e narrano sogni sempre con protagonista il fiore del male che cresce sempre di più altre sono dedicate a dialoghi molto forti e a quei pochi momenti di pace che spettano a Kasuga.
Aspettare l'ultimo capitolo è stato motivo di un ansia estrema e poi quando è arrivato non ho saputo proprio come reagire a quel finale perché lascia aperti tanti dubbi e tante domande sul capitolo precedente, è un altro capitolo onirico visto tutto dal punto di vista di Nakamura, su come lei vede davvero le persone e di come abbia individuato Kasuga come una persona simile a lei ha anche delle vignette colorate tutte di rosso. Se dicessi capolavoro probabilmente sarebbe riduttivo.

Qua sotto potete ammirare la mia collezione di Aku No Hana (in Italia non so ancora usciti tutti i numeri):








sabato 17 maggio 2014

Il richiamo del cuculo, Robert Galbraith (J. K. Rowling)

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Il protagonista è Cormoran Strike, un ex militare veterano dell'Afghanistan dove ha perso una parte della gamba, che diventa investigatore privato e si ritrova a indagare sulla misteriosa morte di una famosa modella precipitata dal balcone del suo attico a Mayfair, Londra.

 “Perché sei nato al cader della neve?
Dovevi arrivare al richiamo del cuculo,
o quando verdeggiando i grappoli d’uva
o quando sinuose le rondini si radunano
per volare lontano
dall’estate che muore.

Ed eccolo qui il romanzo di cui si parlava tanto, ebbene ricordo che fin dalla pubblicazione di Il seggio vacante cercavo di capire qual'era questo famoso romanzo che la Rowling aveva scritto sotto pseudonimo. Ovviamente se non avessi saputo che il romanzo era della Rowling è probabile che non mi sarei mai interessata a questo Robert Galbraith. Bisogna essere anche sinceri.

Qui la Rowling si butta su un genere diverso da quello che era Il seggio vacante qui si va sul giallo, e a me il giallo per esempio piace e questo omicidio intriga anche perché non sono mai stata brava nello scovare l'assassino sono negata per queste cose, però questo mio deficit è anche la cosa che mi tiene incollata ai gialli perché scoprirò l'identità dell'assassino soltanto nelle ultime pagine. Il discorso Harry Potter direi che si può anche saltare perché è ovvio che la Rowling voglia togliersi di dosso quel personaggio (che l'ha fatta diventare milionaria tra l'altro) per cominciare a scrivere anche qualcosa di diverso, se ve lo steste chiedendo sono una mega fan di Harry Potter, sia per quanto riguarda la saga letteraria che quella cinematografica. E il seggio vacante mi è piaciuto assai, certo che ora c'è da aspettare la serie della BBC.

Alla fine questo libro mi ha presa violentemente insomma volevo proprio sapere chi cavolo aveva ucciso Lula e questo dovrebbe essere lo scopo di ogni giallo che si rispetti. Ma devo anche ammettere che alcuni passaggi del libro mi hanno anche annoiata, tipo alcuni interrogatori. Poi c'è la caratterizzazione del personaggio di Strike che si ritrova in notevole difficoltà con la sua nuova (geniale) segretaria infatti io già tifavo per loro, ero già nel mio mood di shipping. Ma poco importa perché a giugno uscirà il seguito The Silkworm e visto che mi sono già appassionata a questi personaggi non escludo di leggermi anche questo, qui trovate più particolari.
Niente male il fatto di aprire ogni capitolo con una citazione di Virgilio.
Non è questo gran libro ma può stuzzicare gli amanti del genere, anche questa volta la Rowling dimostra di sapersela cavare benissimo anche fuori dal magico mondo di Hogwarts.

lunedì 12 maggio 2014

Principessa Mononoke, Hayao Miyazaki


In tempi remoti, la terra era coperta di foreste in cui, sotto le sembianze di immensi animali, si aggiravano da sempre gli spiriti della natura. Uomini e animali allora vivevano in armonia.

Un gigantesco demone cinghiale, Nago, in preda ad una maledizione attacca un villaggio Emishi e il principe Ashitaka per salvare la propria gente è costretto a combattere ed ucciderlo. Purtroppo durante la lotta, Ashitaka entra in contatto con il demone, che trasmette al principe il maleficio tramite una ferita sul braccio: ciò gli concede una forza sovrumana, data proprio dall'odio che ha generato la maledizione, ma nello stesso tempo lo condanna ad un'esistenza di atroci sofferenze, in quanto il male è destinato ad estendersi pian piano in tutto il corpo, fino a divorarlo tutto (nei primi tempi un modo per placare i dolori del braccio è quello di versare o immergerlo in acque incontaminate). Sotto il consiglio della saggia madre del villaggio, lascia il villaggio in cerca del proprio destino. A cavallo del suo inseparabile stambecco gigante, si incammina verso ovest alla ricerca di una cura.

In occasione dell'uscita al cinema della versione restaurata di questa meraviglia di film anime (nuovo doppiaggio), capolavoro di Hayao Miyazaki, ho deciso di scrivere qualche mio pensiero al riguardo.
Innanzitutto guardarlo al cinema è tutt'altra cosa che su dvd e dovete considerare che la mia prima visione risale alle elementari e questo film non è assolutamente per bambini, potete immaginare quindi la mia prima reazione davanti a quest'immensità di temi complicati.
E' un film molto forte che vuole trattare tematiche importanti, tipo la relazione tra l'uomo e la natura (ed è del 1997 quindi viene da chiedersi ma se la storia fosse ambientata nell'era odierna? Con tutta questa tecnologia?), l'amore per la natura, la guerra, la natura dell'uomo e l'egoismo (ci sono un altra infinità di temi ovviamente oltre a quelli che ho nominato).
La musica del già rinomato (in casa Ghibli) Joe Hisaishi accompagna delicatamente lo spettatore al passaggio di ogni scena, il risultato è spettacolare, l'animazione perfetta con tutte le ambientazioni disegnate perfettamente e gli abitanti del bosco (tra cui la divinità statuaria e i Kodama; gli spiriti degli alberi) danno un immediato senso di commozione davanti a cotanta bellezza per quanto poi l'uomo arrivi a distruggere tutto ciò perché troppo preso da se stesso. Ed è un po' questo il messaggio del film, non c'è pietà per nessuno se l'uomo da una parte viene rappresentato come una creatura malvagia anche gli animali della foresta non sono da meno e non mostrano pietà alcuna verso l'uomo. Anche la principessa Mononoke detta San afferma di odiare gli umani anche se è lei stessa un umana, l'unico punto di incontro tra l'uomo e il bosco sembra essere proprio il protagonista Ashitaka, che non si coalizza interamente in nessuna delle due fazioni ma al contrario desidera la riconciliazione tra queste due. Il finale è pura poesia e viene coronato dalla versione vocale della splendida Mononoke hime che fortunatamente è stata lasciata nella sua lingua natia. 


Molte scene del film sono davvero immense, per esempio quando ci si sofferma particolarmente sui paesaggi o sui kodama.
Penso che sia un film da vedere almeno una volta nella vita perché stimola la riflessione ed è visivamente pazzesco, fantasioso e con molti particolari onirici, certo sarebbe meglio che la prima visione non sia da bambini perché è a tratti violento (anche se non eccessivamente) e poi perché si rischia anche di non capire il messaggio, di non creare una propria interpretazione e di non goderselo appieno. 
Prossima fermata al cinema La città incantata.

sabato 10 maggio 2014

Edward Hopper, la luce della quotidianità

EDWARD HOPPER,
Nighthawks,
1942
I nottambuli

Sera estiva

Ed Hopper - Habitaciones junto al mar. 
Un cuadro muy poco conocido hasta ahora.
Rooms by the sea

Il tetto della mansarda

Idea geniale 
House by the Railroad
The city

Summertime


“High Noon" (detail), 1949, Edward Hopper.
Particolare di High Noon

Edward Hopper
Particolare da Intermission

Saltillo Mansion
Edward Hopper - 1943

Boy and Moon
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