lunedì 28 aprile 2014

Johanna

"Jimmy ci sei?".
"Sì, certo ci sono sto arrivando".
"Che palle ma ci metti sempre tanto tempo?".
"Sì e tu lo sai".
Silenzio.
"Comunque volevo dirti una cosa ma visto che sei così incavolato con il mondo ora non te la dico più".
Silenzio.
"Tutto bene là dentro?".
Johanna si avvicinò alla porta con cautela, non si era sentito nessun colpo, era impossibile che si fosse fatto male, ma non rispondeva. La porta era chiusa dall'interno, Johanna cominciò a colpire la porta con sempre più energia, decisa a sfondarla, dopo essersi fatta male lei stessa la porta si aprì improvvisamente. Johanna cadde di faccia sentendo l'odore schifoso di quel pavimento sporco, si rialzò subito ma nel bagno non c'era nessuno, vide soltanto una finestra aperta con le tende che si muovevano al ritmo del vento, era impossibile che Jimmy si fosse buttato erano all'ultimo piano di un condominio altissimo, per sicurezza e con molto timore Johanna controllò immediatamente fuori dalla finestra ma Jimmy non c'era, c'era solo un gatto che appena la vide si mise subito a fare le fusa. Lei lo accarezzò con fare pensieroso, le cose non quadravano, Jimmy le aveva detto di aver avuto dei problemi con qualcuno, ma che si dileguasse così lasciandola da sola era per lei uno shock. Come un automa si diresse verso il frigo e cominciò a bere una cioccolata calda, non sapeva proprio cosa fare, forse sarebbe stato giusto chiamare la famiglia per informali della misteriosa sparizione, o forse no. Johanna non sentiva che le cose giuste erano quelle da fare. Così decise di vestirsi pesante e buttarsi nella notte per cercare Jimmy da sé negli squallidi bar in cui era solito dirigersi quando aveva qualche "problema" con qualcuno, non tornava mai però a casa ubriaco era un fidanzato modello da quel punto di vista, non aveva ossessioni come invece lei ne aveva. Scese le scale sempre in modalità automatica senza lasciarsi prendere dal panico altrimenti sarebbe stata la fine. Il gatto che aveva accarezzato prima la seguiva, era un gatto di un colore bianco quasi puro in confronto alla notte nera nella quale stava per inoltrarsi, ma era necessario prendere la situazione di petto, probabilmente aveva ancora la faccia sconvolta, si ricompose e scacciò via tutti i pensieri maligni che volevano soffocarla ancor prima di tentare. La prima tappa che si concesse era un bar che sapeva di piscio e di notti insonni, appena entrò tutti gli sguardi erano su di lei, non si ricordava se si era tolta il pigiama ma poco importava. "Mi scusi ha visto un ragazzo più o meno così?" tirò fuori una foto di Jimmy dal portafoglio.
"No mi dispiace signora mai visto in vita mia, provi in questi altri bar della zona, buonanotte".
Mentre Johanna se ne andava notò che qualcuno aveva guardato con attenzione tutta la scena e aveva sorriso palesemente come se sapesse qualcosa, con un poco di paura Johanna si avviò verso l'uomo, era difficile vederlo in faccia era coperto da un cappello e sembrava uscito da un altra epoca. "Mi faccia indovinare lei conosce la persona che sto cercando vero?".
"Ah sì il vecchio Jimmy, si mette sempre nei guai quello" e rise nel modo più sinistro possibile, forse lo faceva apposta per spaventarla.
"Di quali guai si tratta stavolta?".
"Ah niente di che forse rischia solo la pelle".
"Certo che sarà mai, su parli non è cosa buona farmi incazzare".
"Sì infatti fa proprio paura signora con quel pigiama" Johanna arrossì e gli rivolse il dito medio, se ne andò subito, a quanto pare nessuno l'avrebbe aiutata, mentre si aggirava negli altri bar il gatto bianco la seguiva sempre, ad un certo punto si mise anche a miagolare con passione, Johanna cominciò a seguirlo mentre prendeva un altra direzione, si sentiva più che scema a seguire un gatto, ma ormai non c'erano molte piste da seguire. Il gatto la ricondusse di nuovo al suo appartamento, ma questa volta le fece salire le scale fino al tetto, situato ad un altezza assurda, quando aprì la porta vide una scena raccapricciante; dei tizi vestiti tutti di nero stavano torturando Jimmy, corse immediatamente verso di loro ma quando uno di lorò si girò le si ghiacciò il sangue, quello che aveva visto non era umanamente possibile, non erano umani non avevano faccia, il sangue le salì alla testa e svenne, quando rinvenne Jimmy non c'era ma al suo posto c'era un biglietto con scritto "addio e dimentica" appena lesse l'ultima parola dimenticò tutti gli anni passati insieme a lui, dimenticò proprio lui. Il gatto bianco era rimasto lì con lei e miagolò sonoramente "vieni dai ti compro da mangiare", Johanna si diresse verso un negozio per animali, proprio lì vicino stava seduto l'uomo che Johanna aveva dimenticato di aver incontrato la notte prima, le rivolse una lunga occhiata e le dedicò un sorriso sinistro, Johanna rabbrividì ma non ricordava quello strano tipo. Alzando le spalle si diresse nel negozio.

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