mercoledì 30 aprile 2014

Mafalda, Quino

Ma quanto è difficile parlare di Mafalda?
Almeno per me è difficile, visto che è uno dei classici fumetti che ritrovavo per casa anche da molto piccola, ovviamente da piccola non potevo capire molto del suo personaggio ma ora che sono un pochino più grandina (ma solo un pochino) capisco che Mafalda sia una ragazzina fuori dal gregge con la voce di un adulto contestatore (essenzialmente di tutto) l'importante è quindi avere una propria opinione, e non lasciare mai che la massa ci condizioni troppo. Pessimista per natura Mafalda critica spesso i genitori ed è attorniata da altri bambini che rappresentano benissimo le varie persone che poi possiamo ritrovare nella vita vera, per esempio c'è Felipe, ecco lui è un sognatore, poi Manolito rappresenta il tipo con i piedi ben piantati per terra, materialista fino all'osso, Susanita è la superficiale del gruppo, Guille è il fratello di Mafalda (lui adoro la minestra mentre Mafalda la odia a morte) infine ci sono Miguelito e Libertad. 
Il fumetto in questione è orgogliosamente argentino (in Argentina non c'è nessuno che non lo conosca insieme all'autore il mitico Joaquín Lavado meglio conosciuto appunto come Quino) nel 2009, dopo 33 anni Mafalda ha fatto un altra apparizione su La Repubblica, ecco diciamo che Quino aveva smesso di da un po' con Mafalda perché aveva paura di ripetersi.
Detto ciò ho notato che qui in Italia non è granché conosciuta e direi proprio che è un peccato. Addirittura c'è un film di Mafalda anche se l'autore aveva dichiarato di non volere un adattamento, Mafalda è apparsa per la prima volta nel 1963 per una pubblicità. Qua sotto trovate il cartone completo.


Non ho detto molto vero? Bene quindi tanto vale lasciar parlare qualche vignetta...







La mia copia di Mafalda

martedì 29 aprile 2014

The Dollanganger Series, V.C. Andrews e film

SPOILER DOVUNQUE, PROCEDETE CON CAUTELA.

Sono una grande appassionata di letteratura in generale e una notte mentre ovviamente non dormivo (di solito riesco a prendere un poco di sonno verso le 2 del mattino, quindi in quel lasso di tempo ne approfitto per leggere o guardare qualcosa) sono incappata per caso in alcune immagini, tra cui alcune con dei tags che mi hanno incuriosita molto "incesto" e "flowers in the attic". 

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Ormai ero troppo curiosa così la mattina dopo mi sono vista il film dal nome appunto Flowers in the Attic di Deborah Chowè stato mandato in onda dal canale Lifetime che solitamente si occupa di ben altro tipo di film. Il film non è che sia effettivamente questo granché ma ha il suo vantaggio sulla versione precedente degli anni 80' che è quello di essere molto più fedele al libro (mentre quello degli anni 80' si è inventato un finale e ha cancellato del tutto la relazione tra i due fratelli Chris e Cathy), ma se da una parte il film del 2014 concede molti più baci dà spazio anche all'invenzione del sesso consensuale, mentre nel libro il rapporto è abbastanza forzato seppur mezzo voluto da entrambi. 
Altro punto a favore delle versione del 2014 è l'attore che interpreta Chris; Mason Dye si avvicina molto di più all'angelo che viene descritto nel libro, mentre Kiernan Shipka mi ha fatto distorcere il naso nella sua interpretazione incerta di Catherine, non ha molto della bellezza pura con cui viene descritta attraverso le parole di Chris. E figura anche Heather Graham che riesce a calarsi bene nei panni della diabolica e materialista mamma Corrine. 
E mi sono sentita mancare quando ho visto il trailer di Petals on the wind che si fa beffe del libro e viene ambientato tipo 10 anni dopo i fatti di Flowers in the attic, la nuova attrice che interpreta Cathy mi sembra giustissima per la parte, quello che ora non mi convince è Chris, oltretutto stanno modificando tutta la storia del libro e il fatto di chiamarla "epic saga" mi sa tipo di trash assurdo, è un peccato che rovinino così i libri ma non posso fare a meno di guardarlo e sperare che combinino qualcosa di simile al primo. Tipo la scena di sesso non mi sembra malaccio. In questi giorni è saltata fuori la news che ci saranno tutti film fino a Seeds of Yesterday, non so come reagire a questa cosa ma tanto me li guarderò lo stesso.



Ma ora è arrivato il momento di parlare dei 5 libri della saga, che a mio avviso sono assolutamente imperdibili, l'unico problema è che in Italia non sono stati tradotti tutti e sono pressappoco introvabili (ecco perché li ho letti in inglese, presi da qui) il primo è stato tradotto in Fiori senza sole (uscito nel 1979) mentre l'altro è diventato Petali di tenebra. Comunque sono libri molto particolari, con qualche elemento grottesco e perché no horror, che sono stati vietati addirittura negli Stati Uniti a causa della tematica dell'incesto che non coinvolge soltanto i due protagonisti ma ha radici profonde da far risalire alla loro madre che si è sposata con lo zio. Tanto per dimostrare che in mezzo a tanta cattiveria può nascere una bellissima storia d'amore per quanto atipica Chris e Cathy usciranno da queste vicende distrutti ma sempre uniti. E sinceramente penso che l'amore debba essere molto più libero, se siete scettici le pagine di questi libri potrebbero convincervi a cambiare idea.

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#1, Flowers in the Attic: il libro si apre con la felicità del momento, Chris, Cathy, Cory, Carrie e i loro genitori sono una famiglia felice, senza misteri (per ora), ma la tragedia come presto dimostreranno anche altri capitoli è proprio dietro l'angolo. Il padre di Cathy muore in un incidente d'auto, Cathy aveva un bellissimo rapporto con il padre e sogna un giorno di diventare una bravissima ballerina mentre Chris vuole diventare un dottore. Corrine (la loro mamma) essendo piena di debiti decide di portare tutti a casa della madre (Olivia); una specie di fanatica religiosa fuori di zucca tanto quanto la figlia. La residenza nella quale passeranno dei momenti terribili si chiama Foxworth Hall e dalla sua descrizione ben presto tutti capiscono che Corrine da giovane non era esattamente povera. Ed è questo che spingerà la madre a chiudere i figli nell'attico lontano dagli occhi del nonno (Malcolm) che presto morirà (in realtà ci impiegherà 3 anni e molti mesi a passare a miglior vita), le condizioni perché Corrine erediti la sua fortuna erano che non facesse figli con suo zio, cosa che lei ha fatto ecco perché li nasconde nell'attico. Vengono nutriti e visitati principalmente dalla nonna che cita morbosamente spezzoni della Bibbia accusando più volte Chris e Cathy di essere figli del peccato e altre menate. La nonna è ovviamente una persona orribile che li lascerà anche soffrire la fame. Gli eventi del primo libro sono assolutamente terribili e sottolineano la cattiveria della madre e il desiderio di vendetta di Cathy, ad un certo punto la madre avvelena anche i figli, uccidendo Cory. La nonna non è molto da meno in realtà.
Ma in mezzo a tutto questo orrore, tra i fiori di carta dell'attico, nasce il tenero amore tra i due fratelli, un amore di cui non potranno liberarsi neanche volendo.

“Love doesn't always come when you want it to. Sometimes it just happens, despite your will.” 

Il finale però lascia un briciolo di speranza nel lettore, riescono a scappare.

“We lived in the attic,
Christopher, Cory, Carrie, and me,
Now there are only three.” 


#2, Petals on the Wind: ecco questo libro è molto particolare, e narra più che altro la confusione di Cathy che si innamora di molti uomini (in verità finge) anche se nel profondo ama sempre e solo Chris. I tre arrivano grazie al destino alla casa del dottore Paul, che rimane molto colpito da Cathy e dopo aver sentito la loro storia decide di adottarli. Nel mentre i tre crescono, Cathy coltiva la danza e Chris si dà da fare per diventare dottore e non si arrende con Cathy. 
Purtroppo in questo libro Cathy fa un sacco di cavolate, però in compenso completa la sua vendetta nei confronti della madre, e da due relazioni diverse verranno al mondo due figli: Bart e Jory, eterni rivali a dirla tutta. Le cose tutto sommato finiscono bene e Cathy può vivere con Chris finalmente!

“Angel, saint, Devil's spawn, good or evil, you've got me pinned to the wall and labeled as yours until the day I die. And if you die first, then it won't be long before I follow.” 

#3, If There be Thorns: tutto sembra andare bene finché una strana vicina si trasferisce proprio vicino alla casa di Cathy e Chris. Bart comincia a prendere una strada più oscura, mentre Jory diventa l'esatto contrario del fratello. Il punto di vista di questo libro è di entrambi i fratelli, sinceramente l'ho trovato un libro molto moscio, proprio a causa del fatto che non è più Cathy a narrare la storia e sinceramente trovo che sia un gran peccato visto è proprio in questo libro che Chris e Cathy sono ufficialmente marito e moglie. L'epilogo lascia comunque presagire che Bart non porta niente di buono con sé e rischia di diventare un fanatico religioso, come quasi tutti a Foxworth Hall, perché anche se sembra che la casa sia stata rasa al suolo nel secondo libro è proprio il caso di dire che Bart dimosterà di essere un grande pirla moralista.

“Life is like that - twenty minutes of misery for every two seconds of joy.” 

#4, Seeds of Yesterday: con questo libro si conclude la storia, il quinto è uno spin-off sulla vita di Olivia. Chris e Cathy sono ormai adulti, Bart ha ereditato il patrimonio (la strana vicina di casa del terzo libro), Jory invece è diventato un ballerino affermato e si è sposato. Insomma questo libro per la maggior parte non fa che narrare ulteriori sfighe ai danni dei due fratelli, mentre Foxworth risorge esattamente uguale a prima. 
Ma è il finale che è totalmente ingiusto, insomma questi poveretti non hanno mai pace, sempre una sventura dietro l'altro che manco Una serie di sfortunati eventi.
Chris muore in un incidente stradale esattamente come il padre, Cathy è distrutta e come aveva promesso nel quarto libro se lui fosse venuto a mancare lei sarebbe diventata totalmente passiva davanti alla finestra. La fine è molto poetica, Cathy decide di morire là dove tutte le gioie e tutti i dolori sono nati, cioè nell'attico.

“I believe in God... but I don't believe in religion. Religion is used to manipulate and punish. Used in a thousand ways for profit for even in the church, money is still the 'real' God.” 


La Andrews riguardo al finale dichiarò che detestava i finali felici, ed è facile inutire perché è una delle autrici preferite di Stephen King.

#5, Garden of Shadows: e si arriva all'ultimissimo libro nel quale secondo me si volevano giustifare le cose che ha fatto Olivia, ma anche se la sua vita non è stata rosa e fiori (a me è sembrato un po' ingenua a sposare Malcolm con tutta quella velocità da record) poteva benissimo trattare i suoi nipoti come persone non come figli del diavolo come ama definirli, anzi si scopre addirittura che Corrine e suo marito condividevano un legame di sangue molto più forte condividendo un genitore. Olivia alla fine è una stronza, e stronza rimane, un personaggio assolutamente insopportabile che secondo me non meritava manco un approfondimento del genere, anzi son sicura di aver letto da qualche parte che questo libro non è stato scritto dalla Andrews ma bensì da una ghostwriter. Comunque in questo libro si approfondiscono le vicende prima che del famoso primo libro, dove l'attico comunque è già protagonista ma non voglio dire molto è più un libro di chiarimento per chi ancora fosse confuso sui legami familiari.

lunedì 28 aprile 2014

Johanna

"Jimmy ci sei?".
"Sì, certo ci sono sto arrivando".
"Che palle ma ci metti sempre tanto tempo?".
"Sì e tu lo sai".
Silenzio.
"Comunque volevo dirti una cosa ma visto che sei così incavolato con il mondo ora non te la dico più".
Silenzio.
"Tutto bene là dentro?".
Johanna si avvicinò alla porta con cautela, non si era sentito nessun colpo, era impossibile che si fosse fatto male, ma non rispondeva. La porta era chiusa dall'interno, Johanna cominciò a colpire la porta con sempre più energia, decisa a sfondarla, dopo essersi fatta male lei stessa la porta si aprì improvvisamente. Johanna cadde di faccia sentendo l'odore schifoso di quel pavimento sporco, si rialzò subito ma nel bagno non c'era nessuno, vide soltanto una finestra aperta con le tende che si muovevano al ritmo del vento, era impossibile che Jimmy si fosse buttato erano all'ultimo piano di un condominio altissimo, per sicurezza e con molto timore Johanna controllò immediatamente fuori dalla finestra ma Jimmy non c'era, c'era solo un gatto che appena la vide si mise subito a fare le fusa. Lei lo accarezzò con fare pensieroso, le cose non quadravano, Jimmy le aveva detto di aver avuto dei problemi con qualcuno, ma che si dileguasse così lasciandola da sola era per lei uno shock. Come un automa si diresse verso il frigo e cominciò a bere una cioccolata calda, non sapeva proprio cosa fare, forse sarebbe stato giusto chiamare la famiglia per informali della misteriosa sparizione, o forse no. Johanna non sentiva che le cose giuste erano quelle da fare. Così decise di vestirsi pesante e buttarsi nella notte per cercare Jimmy da sé negli squallidi bar in cui era solito dirigersi quando aveva qualche "problema" con qualcuno, non tornava mai però a casa ubriaco era un fidanzato modello da quel punto di vista, non aveva ossessioni come invece lei ne aveva. Scese le scale sempre in modalità automatica senza lasciarsi prendere dal panico altrimenti sarebbe stata la fine. Il gatto che aveva accarezzato prima la seguiva, era un gatto di un colore bianco quasi puro in confronto alla notte nera nella quale stava per inoltrarsi, ma era necessario prendere la situazione di petto, probabilmente aveva ancora la faccia sconvolta, si ricompose e scacciò via tutti i pensieri maligni che volevano soffocarla ancor prima di tentare. La prima tappa che si concesse era un bar che sapeva di piscio e di notti insonni, appena entrò tutti gli sguardi erano su di lei, non si ricordava se si era tolta il pigiama ma poco importava. "Mi scusi ha visto un ragazzo più o meno così?" tirò fuori una foto di Jimmy dal portafoglio.
"No mi dispiace signora mai visto in vita mia, provi in questi altri bar della zona, buonanotte".
Mentre Johanna se ne andava notò che qualcuno aveva guardato con attenzione tutta la scena e aveva sorriso palesemente come se sapesse qualcosa, con un poco di paura Johanna si avviò verso l'uomo, era difficile vederlo in faccia era coperto da un cappello e sembrava uscito da un altra epoca. "Mi faccia indovinare lei conosce la persona che sto cercando vero?".
"Ah sì il vecchio Jimmy, si mette sempre nei guai quello" e rise nel modo più sinistro possibile, forse lo faceva apposta per spaventarla.
"Di quali guai si tratta stavolta?".
"Ah niente di che forse rischia solo la pelle".
"Certo che sarà mai, su parli non è cosa buona farmi incazzare".
"Sì infatti fa proprio paura signora con quel pigiama" Johanna arrossì e gli rivolse il dito medio, se ne andò subito, a quanto pare nessuno l'avrebbe aiutata, mentre si aggirava negli altri bar il gatto bianco la seguiva sempre, ad un certo punto si mise anche a miagolare con passione, Johanna cominciò a seguirlo mentre prendeva un altra direzione, si sentiva più che scema a seguire un gatto, ma ormai non c'erano molte piste da seguire. Il gatto la ricondusse di nuovo al suo appartamento, ma questa volta le fece salire le scale fino al tetto, situato ad un altezza assurda, quando aprì la porta vide una scena raccapricciante; dei tizi vestiti tutti di nero stavano torturando Jimmy, corse immediatamente verso di loro ma quando uno di lorò si girò le si ghiacciò il sangue, quello che aveva visto non era umanamente possibile, non erano umani non avevano faccia, il sangue le salì alla testa e svenne, quando rinvenne Jimmy non c'era ma al suo posto c'era un biglietto con scritto "addio e dimentica" appena lesse l'ultima parola dimenticò tutti gli anni passati insieme a lui, dimenticò proprio lui. Il gatto bianco era rimasto lì con lei e miagolò sonoramente "vieni dai ti compro da mangiare", Johanna si diresse verso un negozio per animali, proprio lì vicino stava seduto l'uomo che Johanna aveva dimenticato di aver incontrato la notte prima, le rivolse una lunga occhiata e le dedicò un sorriso sinistro, Johanna rabbrividì ma non ricordava quello strano tipo. Alzando le spalle si diresse nel negozio.

sabato 26 aprile 2014

Miss Violence, Alexandros Avranas


Ho voluto vedere questo film per varie ragioni, ma principalmente credo di averlo fatto perché in molti hanno subito detto di aver ritrovato in questo film un poco di quello che era Kynodontas di Yorgos Lanthimos, ma sinceramente questo film è un pugno nello stomaco ancora più forte del bellissimo film citato prima (che tra l'altro Kynodontas mi ha trasmesso di più rispetto a questo). La confusione forse nasce dal fatto che si parla di cinema greco, non saprei bene dire perché comunque inizia tutto con un suicidio, e perciò se inizialmente allo spettatore la cosa sembra tragica e comincia a cercare motivi probabilmente tra i coetanei si sbaglia di grosso, però direi che quasi tutti hanno sospettato subito della famiglia. In Kynodontas la famiglia viene rinchiusa in una casa e non sa il significato delle parole, mentre in Miss Violence si susseguono vari temi, ad un primo impatto Avranas fa assaggiare un po' di cruda violenza allo spettatore, ma poi addirittura si finisce nella pedofilia e nella prostituzione, due temi che non mi aspettavo, improvvisi, crudi e di una cattiveria atroce, difficile non soffrire davanti a queste immagini, perciò se non è giornata, se siete particolarmente depressi è meglio che saltiate la visione di questo film, anche se il finale potrebbe piacervi. 
Un uomo fa diventare oggetti chi ha intorno, un aguzzino che prolifera nel silenzio, ma attenzione non è certo qui che aleggia il peggio, il regista ha dichiarato che il suo film è ispirato ad una storia vera e come se non bastasse la storia vera era ben peggio di questa ed era avvenuta in Germania...
"È veramente accaduta in Germania, ma potrebbe essere ambientata ovunque. Abbiamo fatto una grande ricerca per la sceneggiatura. La storia vera è anche più violenta e disumana", ha aggiunto il regista. "Il film ha grande rispetto per gli esseri umani che si sono trovati in questa forma di violenza domestica". 
In qualunque modo la mettiamo è un film che mette alle strette, che non lascia scampo, fa male come ha già detto ma allo stesso tempo forse una visione sarebbe necessaria per ricordarci ogni tanto che il mondo è quello che è. 

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